APPROVATO IL PIANO-REGOLAMENTO DELLA RISERVA DEL SAN VICINO

ELCITO 2014

Elcito

È con grande soddisfazione che il direttivo e i soci del circolo “il Grillo” di Legambiente di San Severino hanno appreso che il Consiglio Regionale, nella seduta del 18 novembre, ha approvato a larga maggioranza il Piano Regolamento della riserva del Monte San Vicino e del Monte Canfaito.L’unica contrarietà è stata espressa dal consigliere Marangoni, che ha polemizzato sulla valenza che l’area protetta ha per quanto riguarda la salvaguardia della memoria dei fatti della Resistenza.Questo atto segna la conclusione dell’iter di istituzione di un’area di salvaguardia per uno dei più straordinari ambienti naturali e contenitori di biodiversità della nostra regione per la quale il nostro circolo, Legambiente regionale e molte altre associazioni ambientaliste si sono battute tenacemente fin dalla fase propositiva. La soddisfazione è poi maggiore in considerazione del fatto che, come il nostro circolo aveva più volte richiesto nelle varie sedi, nel perimetro dell’area protetta sono stati inclusi Elcito e l’Abbazia di Valfucina. Il primo è uno straordinario borgo murato, già meta continua di visitatori, la seconda è un nucleo di enorme valore storco, una cui auspicabile riqualificazione potrebbe esaltare la sua vocazione turistico-ricettiva. A questo proposito il Gal Sibilla sta già eseguendo una valutazione tecnico-economica su come avviare lo sviluppo di queste potenzialità.E’ vero, strada facendo sono state escluse dalla perimetrazione delle rilevanti emergenze naturali come la forra del ‘Fosso del Crino’ sul versante apirese e ‘Bocca de Pecu’ e il ‘Sasso Forato’ in quello di Matelica, ma siamo convinti che pian piano a tali dolorose esclusioni potrà essere posto rimedio, una volta superate le fisiologiche opposizioni che suscita la proposta d’istituzione di un’area protetta.

valle di roti

valle di Roti

Ora è necessario procedere con le pianificazioni di dettaglio per regolamentare l’attività di riqualificazione edilizia negli ambiti edilizi, in particolare quelli di grande pregio come Roti, Elcito e Valfucina, e procedere alla divulgazione dei contenuti del Piano-Regolamento. Altra attività da promuovere, come più volte sollecitata dalle associazioni ambientaliste, è quella di organizzare incontri e seminari per far conoscere sempre di più i valori dell’area protetta e, mediante la presentazione di esempi concreti, le opportunità di sviluppo che questa può offrire alle attività agricole, pastorali, ricettive esistenti nel suo ambito e nelle zone limitrofe.

Riserva Canfaito-San Vicino: Luca Cristini nel comitato di indirizzo

Lo scorso 12 ottobre presso la Comunità Montana di San Severino Marche è stato votato il rappresentante delle associazioni ambientaliste in seno al comitato di indirizzo della riserva Canfaito-Monte San Vicino, il nostro socio Luca Cristini, proposto da legambiente e da altre associazioni, è risultato il candidato eletto.
Luca è onorato per l’elezione ma è anche consapevole delle difficoltà che il comitato troverà nella gestione di questa contrastata riserva e, auspicandosi il fattivo aiuto di tutte le associazioni, ha dichiarato “il tavolo di lavoro delle nostre associazioni sarà di fondamentale importanza per l’elaborazione delle nostre proposte: sarà quello il luogo del nostro dibattito e del nostro confronto,da li dovranno uscire proposte che da quel momento saranno quelle di tutti. Sono dell’idea che tutti potranno essere utili alla causa, ma nessuno indispensabile.”
Tutti noi ci congratuliamo con Luca, certi che agirà per il meglio.
In bocca al lupo Luca !!!!!

Legambiente San Severino M.

RISERVA DEL SAN VICINO: LE LACRIME DI COCCODRILLO DEI SINDACI

Leggiamo sbalorditi il comunicato stampa n. 368 sulla Riserva naturale del Monte san Vicino e del Monte Canfaito diffuso lo scorso 3 dicembre dall’Ufficio Stampa del Comune di San Severino Marche a nome del sindaco Martini e del sindaco di Apiro Novelli.
Siamo sbalorditi dalla superficialità delle affermazioni fatte sul comportamento di non meglio identificate “associazioni ambientaliste” che, nella vicenda, sarebbero cadute in trabocchetti orditi da chissà quale esponente politico in campagna elettorale. Se i sindaci sanno qualcosa su presunti interessi politici e di privati come si afferma nel loro comunicato stampa che parlino, altrimenti è meglio che si astengano da generiche affermazioni e soprattutto trattengano le ingiustificate lacrime di coccodrillo affermando che “non è questa la soluzione che il territorio si aspettava” per l’esclusione dell’abitato di Elcito.
Leggendo il comunicato, appare evidente che il sindaco Martini dimostra di non sapere un sacco di cose relativamente alla riserva.
Soprattutto non sa, o finge di non sapere, che i tanto vituperati ambientalisti avevano per primi richiesto di includere nella perimetrazione il castello di Elcito (si veda Il Resto del Carlino del 13 marzo 2008), nel quale avevano intravisto la possibilità di collocare la sede operativa della riserva. Nel memoriale depositato in occasione dell’audizione della nostra associazione in IV Commissione consiliare, il 26 marzo dello scorso anno, si legge: “Non possiamo dimenticare l’enorme patrimonio ambientale rappresentato dalla plurisecolare faggeta del pianoro di Canfaito (che ospita tra l’altro un esemplare di faggio di circa 500 anni), il comprensorio del Monte San Vicino comprendente il castello di Elcito e l’abbazia di Valfucina, l’incontaminata Valdiola, teatro di sanguinose guerre partigiane e sede dell’antica abbazia di Roti”.
A nostro avviso, in questi anni, la scelta del sindaco settempedano di farsi rappresentare negli incontri con gli altri enti (Regione, Provincia e Comunità montana) dal presidente del Consiglio Comunale, dichiarato cacciatore, non è stata la scelta giusta per permettere al Comune di San Severino di rivestire il ruolo da protagonista che tutti noi auspicavamo nella vicenda dell’istituzione della riserva. Tale ruolo andava ricoperto dalla più autorevole presenza del sindaco Martini o, in alternativa, quella dell’assessore con delega all’ambiente.
Altro aspetto a noi poco chiaro è che a tre giorni dalla discussione della riserva in consiglio regionale, sabato 21 novembre, il sindaco ha convocato un’urgentissima giunta straordinaria con un unico punto all’ordine del giorno: il varo di una delibera per chiedere il rinvio dell’approvazione della riserva. Tale rinvio, che in consiglio regionale era già stato richiesto dai consiglieri Lippi e Bugaro, avrebbe comportato il definitivo affossamento del progetto di legge, visto che a gennaio il consiglio cessa la sua attività e le sedute sono tutte ormai impegnate per l’approvazione del bilancio. Della riserva non se ne sarebbe fatto nulla e il progetto di legge a gennaio sarebbe decaduto.
Le accuse a noi ambientalisti, che ci siamo sempre tenacemente battuti per l’istituzione della riserva insieme all’ANPI, sono incomprensibili come sono per noi ignoti gli interessi politici che lo stesso Martini richiama e che sarebbero dietro alla vicenda.
Detto questo, non è nostra intenzione alimentare quella che sarebbe solo una sterile polemica, ma chiediamo che Martini e Novelli recedano dall’ eventuale proposito di fare ricorso contro la Riserva, ma se sono veramente interessati a questo progetto, da oggi stesso, adottino atti amministrativi da sottoporre al Comitato di Indirizzo, che presto sarà istituito nella Comunità Montana di San Severino, volti ad ampliarne i confini, includendovi tutte quelle aree di pregio che ne sono state immotivatamente escluse come Elcito, Canfaito e la spettacolare forra del Crino. Ci dimostrino la buona volontà; noi ambientalisti saremo, come sempre, lealmente al loro fianco.

Circolo “il Grillo” Legambiente San Severino

Approfondimenti:
comunicato Legambiente del 2-12-2009
comunicaco WWF

RISERVA NATURALE DI ROTI-ACQUA DELL’OLMO: LA REGIONE PROPONE E I COMUNI LA RIDIMENSIONANO.

Mercoledì 16 Aprile i rappresentanti dei  Comuni di San Severino Marche, Matelica, Gagliole ed Apiro, sono stati ricevuti in audizione dalla  IV Commissione consiliare della Regione Marche sul progetto di istituzione di una riserva naturale già deliberata dalla Giunta regionale.

Il quadro che ne è uscito è a dir poco deludente, ma, per noi che fin sul nascere ci siamo occupati della questione, appoggiando con convinzione la riserva, questo epilogo era per certi versi annunciato. Prima di tutto ci ha profondamente deluso l’assenza ingiustificata dell’ente che dovrà gestire la riserva, ovvero della Provincia di Macerata: nessuno si è presentato in audizione.

Seconda delusione è stata aver letto un documento unico, firmato in data 9 aprile dai quattro sindaci dei Comuni interessati (Apiro, Gagliole, Matelica, San Severino) ed inviato preventivamente alla Commissione, con il quale viene proposta una superficie dell’area protetta che si riduce notevolmente sia al progetto originario proposto dalla Comunità Montana sia rispetto al progetto deliberato dalla Giunta regionale; a farne le spese sono soprattutto il territorio settempedano e quello di  Matelica. Gagliole rimarrebbe inclusa con un ridicolo lembo di terreno.

Qualora la Regione accettasse la proposta dei Comuni le aree che verrebbero escluse sono molto importanti non solo da un punto di vista faunistico ambientale ma dall’innegabile valenza storica e culturale che rappresentano.

Gran parte di Valdiola non farà parte della riserva, almeno questa è la richiesta sottoscritta dal sindaco Martini e in virtù del fatto che l’area in questione è ubicata unicamente nel Comune di San Severino è certo che questa decisione sia da imputare alla sola nostra Amministrazione.

Questa volta ha perso un’occasione per poter rappresentare il ruolo di protagonista nel progetto della riserva, in quanto se avesse, non solo confermato il progetto della Regione, ma rilanciato offrendo, in qualità di Comune più rappresentativo, la propria disponibilità ad ospitare la futura sede dell’ area protetta, magari nella frazioni di Castel San Pietro o di Elcito, avrebbe creato di una nuova opportunità da sfruttare non solo per la tutela e rilancio del territorio, ma anche per scopi economico turistici.

A nostro avviso c’è stata poca lungimiranza, era nostro auspicio che la politica ambientale dell’attuale Amministrazione continuasse sulla  strada  intrapresa, portandola ad affrontare con coerenza la battaglia contro la  turbogas e il definitivo, quanto positivo epilogo, della delocalizzazione della cava del Cerreto; il tutto in totale discontinuità con la disastrosa politica ambientale della precedente amministrazione.

Contrariamente a quanto appena detto, a nostro avviso, il ridimensionamento della riserva naturale non è giustificato e di sicuro i nostri amministratori saranno probabilmente, a loro malgrado, “ringraziati” da quei pochissimi cacciatori che  usufruiscono delle riserve di caccia private, nonchè da chi potrebbe  un domani sperare in un’eventuale espansione del sito estrattivo adiacente ai confini della riserva o da chi magari, sta lavorando per aprirne di nuovi.

In attesa di leggere i verbali dell’audizione per conoscere nel merito le motivazioni addotte a sostenere le posizioni espresse nella nota congiunta dei sindaci, lanciamo quindi un appello alla Regione Marche affinché confermi il progetto con i confini che la Giunta aveva già deliberato, sperando che l’appello rivolto dalle tante associazioni ambientaliste e culturali e la petizione pro-riserva firmata da 1500 cittadini, non cada nel vuoto.

 

                                             Circolo “il Grillo” San Severino

 

Comunicato inviato, con preghiera di pubblicazione, agli organi di stampa locali il 21.04.2008

LA RISPOSTA DEI SINDACI ALLA PROPOSTA DI DELIBERA RELATIVA ALLA RISERVA

Ieri si è svolta presso la IV commissione Ambiente della Regione  Marche la prevista audiozione dei Sindaci, i cui territori sono coinvolti dal progetto della Riserva naturale 

CONFRONTATE I DUE PERIMETRI…….

  

 
  • Si propone di togliere mezzo monte San Vicino (demanio e area floristica versante ovest)
  • Si propone di togliere tutta Valdiola (versante est sotto Canfaito) 
  • Si propone di togliere tutta la porzione di matelica sopra a Roti (monti Vinano, Mondubbo, la Forcella) 
  • Si propone di togliere tutta la parte a nord di elcito (monte Vincola, monte la Pereta). 
  • Gagliole resterebbe dentro per pochi metri quadri….. (versante est di monte Pagliano). 

 

Riserva del San Vicino: gli enti locali diano il loro appoggio.

Il 16 aprile gli enti locali saranno ascoltati nella IV commissione consiliare della Regione Marche dovendo esprimere il proprio parere

Legambiente chiede agli amministratori locali che difendano l’interesse generale contro pressioni lobbistiche di cacciatori e cavatori.

L’istituzione dell’area protetta ha anche una valenza di tutela della memoria storica dei luoghi della Resistenza.


Mercoledì 16 aprile i rappresentanti degli Enti locali saranno ricevuti in audizione alla IV commissione consiliare permanente della Regione Marche per esprimere il proprio parere sulla proposta d’istituzione della Riserva naturale e del Parco Storico della Resistenza di San Vicino e Canfaito. Saranno ascoltati sindaci, amministratori provinciali e delle Comunità Montane dopo che le associazioni ambientaliste e le associazioni venatorie hanno potuto esprimere i loro pareri lo scorso 26 marzo.

Le eccezionali caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’area destinata ad essere tutelata sono testimoniate dalla presenza di aree floristiche protette, zone per la protezione della fauna, siti di protezione d’interesse comunitario. La zona è poi caratterizzata da ampie aree demaniali. Non possiamo dimenticare poi l’enorme patrimonio rappresentato dalla plurisecolare faggeta del pianoro di Canfaito (che ospita tra l’altro un esemplare di faggio di oltre 600 anni), il comprensorio del Monte San Vicino comprendente il castello di Elcito e l’abbazia di Valfucina, l’incontaminata Valdiola, teatro di sanguinose guerre partigiane e sede dell’antica abbazia di Roti.
Tante emergenze ambientali, ma anche storia, cultura e una fauna caratterizzata da esemplari di razze a rischio di estinzione, come l’aquila, il lupo e il gatto selvatico. Di recente è stata segnalata la presenza di un gruppo di cervi, provenienti dal Parco dei Monti Sibillini. La presenza di questi rari mammiferi è molto significativa e dimostra quanto sia importante una rete ecologica nella dorsale marchigiana, che collega il parco nazionale dei Monti Sibillini al parco regionale della Gola della Rossa. Ciò evidenzia il ruolo strategico della riserva di Roti, che andrà a costituire un ulteriore importante tassello del progetto A.P.E., Appennino Parco d’Europa.
Una riserva naturale, oltre a tutelare il territorio, è da valutare come seria e concreta possibilità di sviluppo,anche economico, grazie ai contributi previsti che potranno essere investiti in una zona che, soprattutto nel periodo estivo, vede la presenza di numerosi turisti attirati dalla bellezza di quei luoghi.
A nostro avviso c’è un altro fondamentale aspetto che non deve essere sottovalutato: la Regione Marche diversi anni fa nel piano regionale delle attività estrattive ha individuato in quella zona due bacini, di cui uno in regolare attività da circa due anni, situato a pochi metri al di fuori dei confini della riserva naturale. Senza entrare nel merito della scelta del sito, è innegabile che quell’area sta già pagando e pagherà ancora per tanti anni un prezzo molto alto dal punto di vista ambientale, il tutto per soddisfare le esigenze del settore edilizio. L’istituzione di una riserva naturale potrebbe costituire un atto di compensazione per lo scempio che si è voluto perpetrare in un sito incontaminato.
Concludiamo ricordando che la tutela del patrimonio ambientale rappresenta una delle vere scommesse per il futuro dei marchigiani, gli interessi di un’intera comunità che già si è espressa firmando in massa una petizione pro-riserva.
Tutto questo abbiamo rappresentato nel corso della nostra audizione al termine della quale abbiamo depositato una memoria che oggi il nostro Circolo ha trasmesso anche al Sindaco di San Severino.

RISERVA NATURALE ROTI, ACQUA DELL’OLMO, CANFAITO: Audizione del nostro Circolo presso la IV Commissione Ambiente della Regione Marche

Domani, Mercoledì 26 Marzo 2008, alle ore 11.oo, la IV Commissione consiliare permanente – per l’Ambiente -della Regione Marche si riunirà per ascoltare e raccogliere i pareri delle associazioni territoriali interessate all’istituzione della Riserva Naturale Roti, Acqua dell’Olmo. Il nostro circolo, con un proprio rappresentante, sarà presente per ribadire l’opportunità e la necessità di una simile iniziativa a tutela della memoria dei luoghi e dei simboli della resistenza, nonché delle peculiarità ambientali e paesaggistiche che questi territori rappresentano.

Riportiamo di seguito il memoriale che i nostri rappresentanti depositeranno in quella sede:

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 Prot. n. 09/2008                           San Severino Marche, lì 25.03.2008  

A Rosalba Ortenzi
Presidente IV Commissione permanente
c/o Consiglio della Regione Marche
60121 ANCONA 
A Raffaele Bucciarelli
Presidente del Consiglio
della Regione Marche
60121 ANCONA

OGGETTO: Riserva naturale di Roti, Acqua dell’Olmo. Audizione IV Commissione Consiliare permanente 26.03.2008. Memoria da inserire agli atti della Commissione.

Con il presente documento, il circolo di Legambiente “il Grillo” di San Severino Marche, chiede al Consiglio della Regione Marche, di accogliere favorevolmente il progetto di realizzazione della riserva naturale di Roti Acqua dell’Olmo Canfaito, così come già approvata dalla giunta regionale il 4/2/2008 con delibera n. 154/08. A buon titolo siamo qui oggi ad appoggiare tale proposta, in quanto sin dalle battute iniziali, quando invitati dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Marche insieme ai rappresentanti di altre associazioni e degli enti istituzionali interessati, abbiamo avuto l’opportunità di poter dare il nostro contributo per la stesura del progetto: un esempio su tutti la proposta di includere nei confini della riserva, il borgo medioevale di Elcito e del suo incantevole ambiente circostante. Le nostre convinzioni si basano sulle innegabili e pregiate caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’area individuata, peculiarità confermate anche dal fatto che, da tempo, parte dell’area in questione è sede di aree floristiche protette, SIC e ZPS. Non possiamo dimenticare l’enorme patrimonio ambientale rappresentato dalla plurisecolare faggeta del pianoro di Canfaito (che ospita tra l’altro un esemplare di faggio di circa 500 anni), il comprensorio del Monte San Vicino comprendente il castello di Elcito e l’abbazia di Valfucina, l’incontaminata Valdiola, teatro di sanguinose guerre partigiane e sede dell’antica abbazia di Roti. Tanto ambiente quindi, ma anche storia, cultura e una fauna caratterizzata da esemplari di razze  a rischio  di estinzione, come l’aquila, il lupo e il gatto selvatico. Di recente è stata segnalata la presenza di un gruppo di cervi, provenienti dal Parco dei Monti Sibillini. La presenza di questi rari mammiferi è molto significativa e dimostra quanto sia importante una rete ecologica nella dorsale marchigiana, che collega il parco nazionale dei Monti Sibillini al parco regionale della Gola della Rossa. Ciò evidenzia il ruolo strategico della riserva di Roti, che andrà a costituire un ulteriore importante tassello del progetto A.P.E., Appennino Parco d’Europa.

Una riserva naturale, oltre a tutelare il territorio, è da valutare come seria e concreta possibilità di sviluppo, anche economico, grazie ai contributi previsti che potranno essere investiti in una zona che,  soprattutto nel periodo estivo, vede la presenza di numerosi turisti attirati dalla bellezza di quei luoghi.

A nostro avviso c’è un altro fondamentale aspetto che non deve essere sottovalutato: la Regione Marche diversi anni fa nel piano regionale delle attività estrattive ha individuato in quella zona due bacini, di cui uno in regolare attività da circa due anni, situato a pochi metri al di fuori dei confini della riserva naturale. Senza entrare nel merito della scelta del sito, è innegabile che quell’area sta già pagando e pagherà ancora per tanti anni un prezzo molto alto dal punto di vista ambientale, il tutto per soddisfare le esigenze del settore edilizio. 

Inoltre non bisogna dimenticare che in sintonia con il PEAR, una società privata sta lavorando alla realizzazione di un parco eolico a poche centinaia di metri dalla riserva naturale, invitiamo  quindi la Regione Marche a ritenere doverosa l’approvazione del progetto dell’area protetta, che assume alla luce di quanto segnalato, una valenza di “risarcimento ambientale” per compensare adeguatamente il nostro territorio che molto darà in termini di risorse: anche energetiche.

Concludiamo ricordando a Voi che amministrate la nostra bella regione che la tutela del patrimonio ambientale rappresenta una delle vere scommesse per il  futuro dei marchigiani, gli interessi di un’intera comunità che già si è espressa firmando in massa una petizione pro-riserva, non deve essere subordinata agli eventuali interessi di quei pochi che magari la pensano diversamente.

Francesco Filegi Tomè
Presidente del Circolo “il Grillo”
     Legambiente San Severino Marche