PRESENTAZIONE DEL VOLUME SULL’ANTICA VIA ROMANO- LAURETANA

La scorsa locandinaprimavera è stato presentato, presso  l’Università di Camerino, il volume: “La viabilità interregionale tra sviluppo e trasformazioni”. con l’auspicio che della preziosa raccolta di studi si potesse parlare anche nella nostra città. La sezione Cai di San Severino insieme al circolo “il Grillo” di Legambiente hanno raccolto  l’invito, ottenendo per ciò anche il patrocinio dell’Amministrazione Comunale della cittadina
settempedana.
Sabato 29 novembre, alle ore 17,30 nella Sala degli Stemmi del municipio settempedano, in Piazza del Popolo, Daniele Salvi, amministratore locale e appassionato cultore di memorie locali – alla presenza delle curatrici del volume Tiziana Croce ed Emanuela Di Stefano – parlerà della preziosa raccolta di studi che ha avuto origine dal convegno omonimo tenutosi alcuni anni fa all’Abbadia di Fiastra.
Nei saggi del volume – che contiene anche scritti di alcuni tra i più autorevoli studiosi di economia, urbanistica, storia e tradizioni religiose quali Pier Luigi Falaschi, Floriano Grimaldi, Maria Teresa Idone, Alberto Meriggi, Marco Moroni, Raoul Paciaroni, Massimo Sargolini – si investiga, con dovizia di documenti, la peculiarità di questo percorso medievale tra Roma ed Ancona che si dipanava nel nostro territorio attraversando due tra i più sviluppati centri produttivi e manifatturieri delle Marche del Tre-Quattrocento,

sant'eustachio oggi

sant’eustachio oggi

ovvero le città di San Severino e Camerino. Solo in epoca tardo cinquecentesca, allorché venne istituzionalizzata la strada carrozzabile definita «Via nova», il collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno lasciò l’antico tracciato che raccordava i due centri maceratesi attraverso Renacavata, Torre Beregna e l’abbazia di Sant’Eustachio, per trovare una più agevole sede lungo la valle del fiume Chienti.

Luca Maria Cristinilocandina presentazione libro lauretana 291114

APPROVATO IL PIANO-REGOLAMENTO DELLA RISERVA DEL SAN VICINO

ELCITO 2014

Elcito

È con grande soddisfazione che il direttivo e i soci del circolo “il Grillo” di Legambiente di San Severino hanno appreso che il Consiglio Regionale, nella seduta del 18 novembre, ha approvato a larga maggioranza il Piano Regolamento della riserva del Monte San Vicino e del Monte Canfaito.L’unica contrarietà è stata espressa dal consigliere Marangoni, che ha polemizzato sulla valenza che l’area protetta ha per quanto riguarda la salvaguardia della memoria dei fatti della Resistenza.Questo atto segna la conclusione dell’iter di istituzione di un’area di salvaguardia per uno dei più straordinari ambienti naturali e contenitori di biodiversità della nostra regione per la quale il nostro circolo, Legambiente regionale e molte altre associazioni ambientaliste si sono battute tenacemente fin dalla fase propositiva. La soddisfazione è poi maggiore in considerazione del fatto che, come il nostro circolo aveva più volte richiesto nelle varie sedi, nel perimetro dell’area protetta sono stati inclusi Elcito e l’Abbazia di Valfucina. Il primo è uno straordinario borgo murato, già meta continua di visitatori, la seconda è un nucleo di enorme valore storco, una cui auspicabile riqualificazione potrebbe esaltare la sua vocazione turistico-ricettiva. A questo proposito il Gal Sibilla sta già eseguendo una valutazione tecnico-economica su come avviare lo sviluppo di queste potenzialità.E’ vero, strada facendo sono state escluse dalla perimetrazione delle rilevanti emergenze naturali come la forra del ‘Fosso del Crino’ sul versante apirese e ‘Bocca de Pecu’ e il ‘Sasso Forato’ in quello di Matelica, ma siamo convinti che pian piano a tali dolorose esclusioni potrà essere posto rimedio, una volta superate le fisiologiche opposizioni che suscita la proposta d’istituzione di un’area protetta.

valle di roti

valle di Roti

Ora è necessario procedere con le pianificazioni di dettaglio per regolamentare l’attività di riqualificazione edilizia negli ambiti edilizi, in particolare quelli di grande pregio come Roti, Elcito e Valfucina, e procedere alla divulgazione dei contenuti del Piano-Regolamento. Altra attività da promuovere, come più volte sollecitata dalle associazioni ambientaliste, è quella di organizzare incontri e seminari per far conoscere sempre di più i valori dell’area protetta e, mediante la presentazione di esempi concreti, le opportunità di sviluppo che questa può offrire alle attività agricole, pastorali, ricettive esistenti nel suo ambito e nelle zone limitrofe.