Ripensare il modello di sviluppo

Stamattina mi sono svegliato con un tarlo in testa, il modello di sviluppo che stiamo perseguendo non mi piace, ma i nostri cari governanti ci incitano a consumare, consumare, consumare. Io credo sia il caso invece di rivedere il nostro sistema socio-economico nell’ottica di un sistema più sostenibile.
Ho aperto una discusssione in questo articolo http://ssissinisisisi.wordpress.com/2008/11/29/le-economie-non-euclidee/ vi invito a commentralo inserendo idee e riflessioni, il dibattito è aperto.
Giammario

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Pesante stop per la centrale Turbogas!!!!

L’assesore Amagliani ha appena ieri inviato questo comunicato stampa agli organi preposti dove è evidente l’intenzione della regione di confermare un NO definitivo per la realizzazione della centrale Turbogas a Rocchetta di San Severino Marche. Riportiamo di segito l’intero comunicato stampa.

AMAGLIANI: TURBOGAS A SAN SEVERINO, NESSUN VIA LIBERA ALLA CENTRALE
La Regione, negando l’intesa prevista dalla legge, ha già detto un chiaro e netto no al Ministero per lo Sviluppo economico alla realizzazione della centrale Turbogas. Questo significa che il procedimento è chiuso e che la centrale non si può realizzare e non verrà costruita.
L’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) è solo un fatto tecnico e non costituisce alcun via libera. Il parere negativo vincolante già espresso dalla Regione è dettato dalla non compatibilità di una centrale di questo tipo – 370 Mw di potenza – con il Piano energetico ambientale regionale (Pear).
Nessuna ultima parola dal governo centrale, dunque, come erroneamente scritto in questi giorni. Ribadisco che l’Aia rappresenta solo un passaggio tecnico previsto dalla legge per il complesso iter relativo a progetti di grandi centrali elettriche, come quella di cui si discute. Iter che prevede obbligatoriamente l’intesa della Regione, intesa che è stata chiaramente ed espressamente negata. Quindi nessuna centrale Turbogas a San Severino Marche.”

Il grillo

Assemblea dei circoli Marchigiani

ASSEMBLEA DEI CIRCOLI MARCHIGIANI
“I Circoli di Legambiente:
capitale umano, sociale e politico dell’associazione
Idee, esperienze, vertenze, proposte e bisogni a confronto per un maggiore
radicamento ed autorevolezza dell’associazione, in un mondo che cambia ed in
una regione in affanno tra crisi economica e inadeguatezza politica”

Sirolo 23 Novembre 2008 ore 9.30 – 18.00
presso Centro Visite Parco del Conero
via Peschiera 30/A

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
ore 9.30
Accoglienza dei soci e degli amici e consegna dei materiali
ore 9.45
Considerazioni introduttive
ore 10.15
La parola ai Circoli delle Marche: stato di salute, vertenze, punti forza, punti di
debolezza…
ore 13.00
dopo i saperi, i sapori delle Marche
-pranzo con prodotti tipici organizzato da Legambiente Marcheore
ore 14.30
Riparte l’Assemblea con alcune buone pratiche avviate dal Regionale
-Protezione Civile e Bene Culturali, Comuni Ricicloni, Accordo BCC…-
ore 17.30
Considerazioni conclusive di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di
Legambiente
Alle 16.30 accoglieremo la Delegazione Bielorussa ospite del Circolo di Legambiente
“Azzaruolo” di Jesi, all’interno del Progetto “Oltre l’accoglienza un viaggio di speranza
nel futuro”.
Sarà con noi anche Vanessa Pallucchi, Presidente Nazionale Legambiente Scuola e
Formazione.

Il grillo

L’Italia, un paese in serie B

L’impegno preso dall’Unione Europea sotto la guida del cancelliere tedesco Angela Merkel si sintetizza con i “Tre 20”: ridurre del 20% l’emissione di gas serra e produrre il 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020.

centrale_fotovoltaica2

Questo progetto virtuoso anticipa gli obiettivi del protocollo di Kyoto e pone l’Europa nel ruolo di avanguardia nel globo, nella consapevolezza di dover far presto nella diminuzione dell’uso di combustibili fossili. Prescindendo dalle valutazioni che tali fonti energetiche sono in via di esaurimento e che, agli attuali livelli di crescita del loro consumo tutto fa prevedere il raggiungimento di prezzi proibitivi – a maggior ragione per paesi che ne sono privi come l’Italia – la consapevolezza che l’atmosfera non possa ancora a lungo sopportare tale livello di emissioni climalteranti sta smuovendo le coscienze di tutto il mondo. Dopo un primo accenno a questi temi di Giovanni Paolo II nella “Novo millennio ineunte”, papa Benedetto XVI ha fatto più volte riferimento ai temi ambientali, fin dal suo discorso di insediamento sul soglio pontificio. Egli ha dimostrato di considerare quella ecologica una delle “grandi sfide” per l’umanità e guarda alle giovani generazioni come alleate e interlocutrici per affrontare questo problema. A Sidney è nata un’alleanza Papa-giovani per l’ecologia e uno sviluppo autenticamente umano; “i ragazzi”, ha detto in quell’occasione Benedetto XVI, “vedono i grandi danni recati all’ambiente naturale dalla avidità umana e lottano per trovare un modo per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri”.
Ebbene, in questo quadro, il nostro capo di Governo, che di recente ha avviato un anacronistico e antieconomico programma per la costruzione di centrali nucleari ormai obsolete, ha dichiarato che per l’Italia il pacchetto energia e clima ha dei costi “irragionevoli”, mettendosi a capo di una misera cordata di paesi ecoscettici. Il presidente francese Sarkozy, attualmente presidente di turno dell’Unione Europea, anch’egli molto sensibile alle tematiche ambientali, ha definito “drammatico e irresponsabile” abbandonare l’impegno sancito dalla Merkel e ratificato dal governo Prodi. La presa di posizione italiana farà poca strada, ha replicato Sarkozy, forte dell’appoggio di Gran Bretagna, Spagna, Germania e, altri tredici paesi dell’unione, ha dichiarato che sul “pacchetto clima” in sede europea “si deciderà a maggioranza qualificata”, mettendo l’Italia in minoranza. Ma cosa dovremmo aspettarci da una compagine governativa il cui Ministro dell’Ambiente rifiuta di incontrare le associazioni che di ambiente si occupano? centrale_fotovoltaicaNé il ministro Prestigiacomo, né il premier sanno, evidentemente, che la Germania trae circa il 14% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili (energia eolica e solare) avendo creato nel settore centinaia di migliaia di posti di lavoro. Non devono nemmeno essere al corrente che la California, dopo il traumatico black out di qualche anno fa, ha ripianato il proprio deficit energetico avviando una rigorosa politica di contenimento degli sprechi, razionalizzando i consumi e creando parallelamente nuova occupazione. Questa vicenda ci dà la misura del ruolo che il nostro paese ha in un’Europa il cui peso cresce nel quadro politico mondiale; l’Italia si trova sempre di più al margine, in seconda fila, come il nostro premier nelle foto tra gli altri capi di stato. L’atteggiamento del nostro Paese a fronte dei comuni sforzi degli altri autorevoli membri dell’UE ci isola sempre di più. Le nostre posizioni sulle questioni energetiche sono condivise da: Polonia, Bulgaria, Romania, Lituania, Lettonia e Cipro. Ormai l’Italia ormai gioca in serie B!

Luca Maria Cristini