CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO DELLA DIGA DEL RIO CAPO D’ACQUA DELLA VALLE DEL POTENZA

    Le associazioni CAI –LEGAMBIENTE e WWF in riunione congiunta hanno tratto delle prime osservazioni inerenti il progetto proposto dal Consorzio di bonifica relativo alla costruzione di una diga su rio Capo d’acqua in località Bivio Ercole di Fiuminata e le opere correlate definite ne cosiddetto “Piano irriguo”, progetti che inevitabilmente andranno ad interessere tutti i Comuni della valle del Potenza e le comunità che vivono di questo fiume.
    Da una prima analisi preoccupano, oltre all’opera della diga, soprattutto le opere di prelevamento di notevoli quantità di acqua che, tramite condotte forzate verrà deviata verso il bacino di Castreccioni di Cingoli e verso la vallata del Chienti nel bacino delle Grazie nel Comune di Tolentino.
    Alla valutazione d’impatto ambientale, è stato sottoposto un progetto, a nostro avviso, estremamente carente di dati sulla risorsa idrica captata della quale non si conosce nemmeno la sua futura consistenza.
    Il progetto si basa, infatti, sulle sole portate storiche (rilevate tra il 1925-1937) senza alcun riscontro effettivo con le portate attuali, indiscutibilmente modificate per gli effetti delle variazioni climatiche ed antropiche intervenute sull’asta del fiume, in un lasso temporale di circa un secolo.
    Lo stesso si può dire sull’utilizzazione a scopo irriguo della risorsa idrica captata, fondata su dati obsoleti, vecchi di più di vent’anni, quando oggi sono completamente cambiate e le condizioni dell’agricoltura, le sue esigenze, nonché lo stato del territorio rurale soggetto ad intensa urbanizzazione.
    Così, a fronte di un’invasiva captazione di tutti i corsi dell’alta valle del Potenza, la cui acqua sarà fatta defluire nelle valli del Musone e del Chienti, non viene effettuato nessuno studio che riguarda il pesante impatto che ciò comporterà sulle falde di sub-alveo e sul deflusso superficiale dell’intero bacino, compresa la foce.
    Il progetto sottoposto all’esame del ministero prende infatti in considerazione esclusivamente la realizzazione dello sbarramento e dell’invaso, senza nessuna valutazione circa le sue pericolose ripercussioni idrogeologiche su tutto il bacino idrografico, lo stato delle acque superficiali e quelle della falda sotterranea.
    Il primo e più grave impatto sarà infatti costituito da un’alterazione dello scambio tra il fiume e la falda, da cui dipende gran parte dell’attuale approvvigionamento idro-potabile dei Comuni dell’intera valle.
    Duole constatare come l’intera operazione sia stata fino ad oggi improntata ad una scarsa informazione, nei confronti sia delle popolazioni locali che delle associazioni, tanto che gli stessi Comuni e la Comunità Montana solo oggi si trovano a valutare l’utilità e l’opportunità di un’opera di così elevato impatto economico ed ambientale il cui progetto risale al 2005 ed il cui preliminare è stato presentato al Ministero dell’ambiente nel novembre del 2007, disattendendo sostanzialmente la stessa norma che prevede che la partecipazione e l’informazione del pubblico costituiscono un elemento fondamentale per la corretta Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.).

    C.A.I. Legambiente WWF
    15-5-2008

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2 Risposte

  1. Io vorrei sapere solo una cosa finora sfuggitami, ma perché i laghi di Castreccioni e le Grazie hanno bisogno di una maggiore quantità di acqua? Qual’è il motivo vero che ha spinto alla realizzazione di questo scellerato progetto? Se c’è un motivo concreto, secondo voi, è plausibile con la portata dell’opera?

  2. Per quanto ho potuto capire dalle notizie raccolte all’ultima riunione, il lago di Castreccini è sovradimensionato rispetto al fiume che lo alimente e quello delle grazie soffre di un carenza d’acqua dovuta al diminuito flusso del Chienti.
    Io non vedo un motivo plausibile per creare l’opera in questione, tanto più che appena oggi 15 Maggio Potenza inizia a soffrire di carennza d’acqua, basta vedere la portata al ponte s.Antonio di San Severino, o a passo di Treia nella zona del ponte che porta a Macerata, questo nonostante un inverno con abbondanti piogge e nevicate.

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