PARTE LA RACCOLTA FIRME CONTRO LA DIGA

    Parte la raccolta di firme contro il progetto di diga a Fiuminata e delle opere ad esso connesse: centinaia di cittadini sono mobilitati. Il modulo si può scaricare anche da questo sito.
    Il sindaco di Pioraco Torresi dichiara ufficialmente il NO dell’Amministrazione comunale.
    Martedì 3 giugno alle 21,00 prossima assemblea nel teatrino di Fiuminata .

Il progetto di diga a Fiuminata e le opere ad essa connesse destano grande preoccupazione sia per la realizzazione di una grande diga – lunga 500 metri, alta 60 e che sottende un enorme bacino di venti milioni di metricubi di capacità in cui si vuol far confluire tutta l’acqua dell’alto corso del fiume Potenza – sia perché al progetto di diga è collegato un più ampio progetto di un non meglio definito “Piano irriguo” del quale, a fronte di si sa che prevede il travaso di acqua dalla diga e dal fiume Scarzito ai bacini del Musone e del Chienti attraverso condotte lunghe decine di chilometri e gallerie. Questo faraonico progetto costerà decine di milioni di euro e comporterà un impoverimento per la valle del Potenza della sua risorsa più preziosa: l’acqua.

Contro tutto ciò sono nati e stanno nascendo in tutti i comuni della valle Comitati cittadini, già riuniti in un coordinamento, che stanno avendo centinaia di adesioni di cittadini preoccupati e di associazioni ambientaliste, tra cui Cai-Tam, Wwf, Pro-Natura e Legambiente, che si stanno mobilitando a raccogliere le firme in calce ad una petizione indirizzata a tutti gli enti locali territoriali.
Dopo il primo incontro di Pioraco – il cui sindaco Giovanni Torresi, primo fra tutti i colleghi, ha dichiarato ufficialmente la contrarietà della sua Amministrazione al progetto – martedì 3 giugno alle ore 21.00 si terrà nel teatrino di Fiuminata un secondo incontro con la popolazione per illustrare i problemi e le criticità e le conseguenze de progetto promosso dal Consorzio di Bonifica di Macerata.
Tutti i cittadini della valle sono invitati. Per informazioni e per scaricare il modulo per la raccolta delle firme si può consultare il sito: https://ilgrillo.wordpress.com/
si allega di seguito il testo integrale della petizione.

TESTO PETIZIONE

“La presente petizione ha lo scopo di portare a conoscenza delle Amministrazioni locali in indirizzo il nostro dissenso nei confronti della realizzazione di una diga e delle opere di captazione e derivazione delle acque ad essa connesse ubicata sul fosso Capo d’Acqua in località Bivio Ercole del Comune di Fiuminata (Provincia di Macerata) attualmente alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (www.dsa.minambiente.it/via/DettaglioProgetto.aspx?ID_Progetto=225) e del progetto di “Piano irriguo 2008-2011” promossi, fatti redigere da consulenti esterni (studio Lotti-Roma) e da tecnici interni dal Consorzio di Bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera.
Non si capisce come tale Consorzio possa proporre opere di così rilevante entità trovandosi attualmente commissariato.
Le nostre preoccupazioni nascono dal fatto che il Progetto preliminare della Diga di Capo d’Acqua e delle opere ad essa connesse è basato su dati obsoleti che definiscono le portate del fiume Potenza e relativi all’attività agricola provinciale, dati desunti dal vecchio progetto di diga a Bivio Ercole. Il progetto della diga, del quale si è iniziato a portare a conoscenza della popolazione e delle associazioni solo quando i termini delle osservazioni erano ormai scaduti (5 gennaio 2008), non è stato fatto conoscere adeguatamente ai cittadini così come la normativa relativa alla V.I.A. nella sostanza prevede.
Il progetto di diga è poi una componente rilevante di un più ampio complesso di opere promosse dal Consorzio di Bonifica che vanno sotto il nome di “Piano irriguo Piano attività 2008-2011”, del quale non si conoscono i progetti. Una coerente logica progettuale, così come le normative impongono, avrebbe dovuto pertanto prevedere prima la procedura di “Valutazione Ambientale Strategica “(VAS), per il progetto generale del Piano irriguo, per poter valutare l’impatto sull’intero bacino idrogeologico della massiccia derivazione delle acque del Fiume Potenza. Successivamente l’eventuale VIA (valutazione di impatto ambientale) per il progetto della diga, che del piano generale rappresenta una delle componenti. Di tale piano irriguo, del quale si sono illustrati i contenuti sulla stampa ed in una scarna relazione contraddittoriamente e superficialmente i contenuti e le caratteristiche, prevederebbe, nella sostanza, attraverso condotte forzate realizzate in calcestruzzo armato e lunghe decine di chilometri, il travaso delle acque dell’alto corso del Potenza e del suo principale affluente Scarzito, rispettivamente nelle valli del Musone (lago di Castreccioni) e del Chienti (lago delle Grazie). Tutto ciò in palese contrasto con le più elementari e corrette norme di utilizzazione delle risorse idriche e territoriali, che riconosce da tempo nel bacino idrografico la fondamentale unità di governo del territorio stesso, da gestire come un unico sistema integrato. Il complesso di opere del “Piano irriguo 2008-2011”, è proposto infatti senza che sia supportato da alcuna valutazione sugli effetti che il massiccio prelievo d’acqua previsto a monte, avrà sul sistema idrografico della Valle del Potenza e sugli scambi tra deflusso superficiale e falde di subalveo. Nel caso specifico si lamenta inoltre il sovrapporsi, nelle scelte progettuali che riguardano il territorio delle valli fluviali della Provincia di Macerata, dell’attività di enti diversi, senza una chiara delimitazione delle specifiche competenze, che stanno portando a scelte che contrastano tra l’altro con le linee di indirizzo dello stesso PTC (Piano territoriale di Coordinamento) provinciale. La valle del Potenza e le popolazioni che vi risiedono vedranno irrimediabilmente diminuire l’accessibilità verso la propria risorsa idrica, senza neanche conoscere quale autorità avrà il controllo delle condotte, quale sarà l’entità del prelievo idrico e senza alcuna garanzia sulla sopravvivenza sotto diversi punti di vista del proprio sistema fluviale, inteso non solo come serbatoio idrologico, ma anche come valore ambientale di cui fruire liberamente. Tutto ciò si configura come un inaccettabile forma di privazione di uno dei più fondamentali diritti di controllo della popolazione della valle sulla sempre più importante risorsa idrica.

Pertanto, tutto quanto sopra premesso, in base alle prerogative che tutti gli statuti degli enti riconoscono alle “Forme di consultazione della popolazione, istanze, petizioni, proposte“, con la presente petizione, i sottoscritti cittadini firmatari, avendo preso visione del testo e condividendone in pieno i contenuti,
CHIEDONO
che le Amministrazioni cui tale petizione è indirizzata esprimano un inequivocabile parere contrario ai progetti di cui sopra e chiedano con forza l’immediata interruzione di ogni procedimento autorizzatorio ad essi legato e che i progetti di cui sopra vengano definitivamente ritirati e accantonati.”

FIUMINATA, 30.05.2008 Coordinamento dei comitati contro la diga di Fiuminata

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COMUNE E ASSEM LANCIANO CAMPAGNA DI RISPARMIO ENERGETICO E IDRICO

L’azienda Assem SpA e il Comune di San Severino lanciano una campagna per il risparmio energetico e idrico attraverso la distribuzione gratuita alla cittadinanza di 7 mila kit per il contenimento domestico dei consumi.
Agli utenti verrà consegnato un sacchetto biodegradabile contenente una lampadina da 20 Watt a basso consumo, tre aeratori rompigetto per i rubinetti e un erogatore d’acqua a basso flusso da utilizzare all’interno di un’abitazione, di un ufficio, di un negozio o delle altre sedi private.
Se i 7 mila kit verranno tutti impiegati a dovere da cittadini virtuosi, la città di San Severino potrà risparmiare 10 milioni di litri d’acqua all’anno e circa 9 euro l’anno di spesa per ciascuno utente che farà funzionare la lampada da 20 Watt a basso consumo.
L’iniziativa è stata presentata dal sindaco Cesare Martini, dal vice sindaco (con delega all’Ambiente) Sante Petrocchi e dal presidente dell’Assem, Massimo Federici, i quali hanno messo in evidenza l’importanza di sensibilizzare i cittadini verso un maggiore risparmio energetico e idrico, ricordando la necessità di razionalizzare l’uso dell’acqua in vista della stagione estiva, in considerazione anche dei forti problemi causati lo scorso anno da una prolungata crisi idrica.
La distribuzione gratuita dei kit inizierà con il mese di giugno e avverrà attraverso dei banchetti informativi che saranno allestiti dall’Assem e dal Comune in occasione delle feste patronali o di altre manifestazioni importanti in programma nelle prossime settimane a San Severino. Un punto di distribuzione fisso, oltre ovviamente alle sedi dell’Assem, sarà la Pro loco in piazza del Popolo.
I punti di distribuzione dei kit saranno organizzati anche grazie al sostegno dei volontari del Gruppo comunale di Protezione civile.
All’interno del sacchetto – fornito all’Assem dalla Sgr di Rimini (Società gas Rimini) – ci saranno anche brochure e materiale informativo sull’iniziativa.

Dall’ufficio stampa del comune di San Severino Marche

IL POTENZA RESTI ALLA SUA VALLE! PARTE LA RACCOLTA FIRME

PIORACO 21 MAGGIO 2008:  PROVE TECNICHE DI DEMOCRAZIA TERRITORIALE. RIUNITO UN COMITATO LOCALE CONTRO LA COSTRUZIONE LA DIGA DI CAPOD’ACQUA.

Ieri sera la popolazione di Pioraco, si è riunita per discutere il progetto  preliminare della Diga Capo d’Acqua, che il Consorzio di Bonifica ha già depositato presso il Ministero dell’ambiente per la Valutazione d’Impatto Ambientale.

Con l’aiuto del dott. Miliani, vicesindaco di Pioraco e del Dott. Andrea Antinori, geologo esperto delle caratteristiche idro-geologiche dei territori montani interessati, si è cercato di fare il punto sulle luci e le ombre di questo progetto.

La popolazione locale ha risposto con viva indignazione alla non idonea pubblicizzazione del progetto. Questo ben congegnata mancanza di trasparenza ha messo fuori gioco l’opinione pubblica locale, privandola del diritto di presentare le proprie osservazioni, nei termini previsti dalla procedura di valutazione ambientale ministeriale, in merito ad un progetto  strategicamente  inadeguato e palesemente approssimativo per quanto rigurda gli obiettivi prefissati.

Per ovviare ai macroscopici errori compiuti con la costruzione delle dighe nelle altre valli, frutto di calcoli errati e sovradimensionamenti nelle stime, si vuole costruire un’altra cattedrale nel deserto. In altre parole pare che non si riesca a riempire la diga di Castreccioni per cui il Consorzio ha pensato bene di costruirne un’altra.  Dalla diga sul Potenza si dovrebbe attingere l’acqua necessaria trasportandola attraverso le valli con una conduttura forzata di 50 km. Conduttura quest’ultima non ancora prevista dal progetto presentato al Ministero dell’Ambiente perché afferente al Ministero dell’Agricoltura. Palese è l’approssimazione e la vaghezza in merito alle esigenze irrigue e idropotabili che la diga dovrebbe risolvere. Nel progetto presentato al Ministero dell’ambiente  non esistono specifiche progettuali, né per la costruzione della condotta, né per un piano irriguo. Non ci è dato sapere quale sarà il tragitto della condotta, quali investimenti e quali interventi siano previsti per la sua realizzazione, ma soprattutto non ci è dato sapere quali sono le effettive esigenze irrigue del territorio considerato. Saranno necessari Interramenti? Trafori? -Tutto ciò è di competenza del Ministero delle Politiche Agricole ci viene risposto. Non occorrerebbe, allora, una valutazione contestuale e coordinata dei due Ministeri? 

E se il Ministero delle Politiche Agricole , una volta realizzata la diga, valutasse le soluzioni irrigue proposte inidonee? In preda ad un eccesso di lungimiranza, potrebbe valutare l’opportunità di incentivare finanziariamente gli agricoltori per riqualificare i loro impianti, convertendo l’irrigazione a pioggia con quella a goccia. Un investimento del genere oltre ad essere più economico  tutelerebbe i terreni agricoli dalla progressiva salinizzazione causata dall’irrigazione intensiva.

  E se, sempre , il Ministero delle Politiche Agricole valutasse troppo costoso costruire impianti ed apparati che pompino acqua dolce  nella foce per evitare che l’acqua del mare risalendo lungo la foce impoverita, inquini le falde da cui dipende l’approvvigionamento idropotabile della zone costiere?

Qual’è l’obiettivo di questo progetto ci si chiede allora? Costruire la diga tanto per costruirla, o risolvere i problemi del territorio?

Senza un piano irriguo strategico da cui partire, come si fa a determinare la soluzione più efficiente da un punto di vista ambientale, politico economico e finanziario? La carenza di una strategia territorialmente e funzionalmente integrata è lampante! In barba ad ogni politica di gestione integrata delle isorse idriche e conservazione idrogeologica del territorio si è preferito la solita costruzione dell’ecomostro. La cecità di lungo periodo di questo genere di progetti  induce inevitabilmente ad interrogarci su quali siano effettivamente i vantaggi politici ed economici di una tale iniziativa e su chi effettivamente ricadranno? Considerando come la costruzione di sbarramenti di tale portata sia stata ormai pressoché  abbandonata in Europa, in favore di piani idrici che prevedono la creazione di piccoli bacini diffusi sul territorio, non ci si può non interrogare sul perché di questa scelta.

Ci si chiede, ancora, come mai un’ente commissariato come il Consorzio di Bonifica, tra l’altro facente parte di quella famosa lista di enti inutili che si sovrappongono per competenze ed autorità agli enti territoriali,  possa porre in essere un progetto da 50.000 Euro. 50.000 vanno ben oltre l’ordinaria amministrazione!. “A naso” si può facilmente intuire che   investimeni indiscutibilmente straordinari e gestione commissaria non possono andare a braccetto, quanto meno per una questione di coerenza etica e di responsabilità politica.

Giusto a proposito di responsabilità politica, l’amministrazione provinciale perché sta tardando a convocare il tavolo tecnico sulla questione, annunciato come imminente  ormai mesi fa? L’autorità di Bacino, organo tecnico di coordinamento e controllo strategico dei bacini idrici della Regione Marche, è stata coinvoltà? Quale è stata la sua valutazione in merito?

 Il locale comitato è già partito con la raccolta firme che verrà sostenuta da tutte le associazioni WWF,  LEGAMBIENTE,  CAI e dalle delegazioni delle altre città presenti in particolare Matelica, San Severino e Fiuminata.

A fine serata, la sensazione generale dei partecipanti all’assemblea è stata quella che, a fronte delle tante zone d’ombra, poche sono le zone chiare di questo progetto. Allo scopo di raccogliere il maggior numero di informazioni necessarie a farvi luce, il Grillo metterà a disposizione questo spazio per favorire la circolazione delle informazioni e la coordinazione dei vari comitati che stanno nascendo sul territorio.

Al più presto provvederemo a mettere a disposizione il modulo con le istruzioni necessarie alla raccolta firme, che potrà essere scaricato da chiunque voglia adoperarsi per informare la popolazione del territorio  restituendole il potere di decidere consapevolmente sul destino della valle e della sue unica e preziosissima risorsa.

APRI QUI LA DOCUMENTAZIONE PRESENTATA DAL CONSORZIO DI BONIFICA AL MINISTERO DELL’AMBIENTE PER LA VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE 

 

CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO DELLA DIGA DEL RIO CAPO D’ACQUA DELLA VALLE DEL POTENZA

    Le associazioni CAI –LEGAMBIENTE e WWF in riunione congiunta hanno tratto delle prime osservazioni inerenti il progetto proposto dal Consorzio di bonifica relativo alla costruzione di una diga su rio Capo d’acqua in località Bivio Ercole di Fiuminata e le opere correlate definite ne cosiddetto “Piano irriguo”, progetti che inevitabilmente andranno ad interessere tutti i Comuni della valle del Potenza e le comunità che vivono di questo fiume.
    Da una prima analisi preoccupano, oltre all’opera della diga, soprattutto le opere di prelevamento di notevoli quantità di acqua che, tramite condotte forzate verrà deviata verso il bacino di Castreccioni di Cingoli e verso la vallata del Chienti nel bacino delle Grazie nel Comune di Tolentino.
    Alla valutazione d’impatto ambientale, è stato sottoposto un progetto, a nostro avviso, estremamente carente di dati sulla risorsa idrica captata della quale non si conosce nemmeno la sua futura consistenza.
    Il progetto si basa, infatti, sulle sole portate storiche (rilevate tra il 1925-1937) senza alcun riscontro effettivo con le portate attuali, indiscutibilmente modificate per gli effetti delle variazioni climatiche ed antropiche intervenute sull’asta del fiume, in un lasso temporale di circa un secolo.
    Lo stesso si può dire sull’utilizzazione a scopo irriguo della risorsa idrica captata, fondata su dati obsoleti, vecchi di più di vent’anni, quando oggi sono completamente cambiate e le condizioni dell’agricoltura, le sue esigenze, nonché lo stato del territorio rurale soggetto ad intensa urbanizzazione.
    Così, a fronte di un’invasiva captazione di tutti i corsi dell’alta valle del Potenza, la cui acqua sarà fatta defluire nelle valli del Musone e del Chienti, non viene effettuato nessuno studio che riguarda il pesante impatto che ciò comporterà sulle falde di sub-alveo e sul deflusso superficiale dell’intero bacino, compresa la foce.
    Il progetto sottoposto all’esame del ministero prende infatti in considerazione esclusivamente la realizzazione dello sbarramento e dell’invaso, senza nessuna valutazione circa le sue pericolose ripercussioni idrogeologiche su tutto il bacino idrografico, lo stato delle acque superficiali e quelle della falda sotterranea.
    Il primo e più grave impatto sarà infatti costituito da un’alterazione dello scambio tra il fiume e la falda, da cui dipende gran parte dell’attuale approvvigionamento idro-potabile dei Comuni dell’intera valle.
    Duole constatare come l’intera operazione sia stata fino ad oggi improntata ad una scarsa informazione, nei confronti sia delle popolazioni locali che delle associazioni, tanto che gli stessi Comuni e la Comunità Montana solo oggi si trovano a valutare l’utilità e l’opportunità di un’opera di così elevato impatto economico ed ambientale il cui progetto risale al 2005 ed il cui preliminare è stato presentato al Ministero dell’ambiente nel novembre del 2007, disattendendo sostanzialmente la stessa norma che prevede che la partecipazione e l’informazione del pubblico costituiscono un elemento fondamentale per la corretta Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.).

    C.A.I. Legambiente WWF
    15-5-2008

Quale Energia. ITIS E.Divini


Venerdi 16 Maggio si terrà il convegno “Energia: sviluppo e sostenibilità” presso il Centro Congressi Albergo Servanzi Confidati San Severino Marche organizzato dall’ITIS E.Divini. Si tratteranno i temi della produzione energetica ecocompatibile. Sono lodevoli queste iniziative della scuola che sensibilizzano i giovani, futuro della società, ai temi ambientali, allo sviluppo sostenibile.

Il programma della giornata sarà: 

  • Ore 9.30 Saluti delle autorità, Dirigente Scolastico Prof. Filippo Pennesi , Sindaco Cesare Martini, Assessore Prov.le all’Ambiente Carlo Migliorelli
  • Ore 9.45 Energia solare, Prof. Nicola Pinto, Ricercatore e coordinatore di progetti di ricerca UNICAM
  • Ore 10.30 Efficienza energetica negli impianti di acquedotto, Ing. Giorgio Palmieri, Responsabile settore tecnico A.S.S.M. S.p.A. Tolentino
  • Ore 11.30 Fotovoltaico: Una alternativa etica per lo sviluppo Sostenibile, Dott. Stefano Leopardi, Presidente RENERGIES ITALIA S.p.A., titolare studio professionale GEOEQUIPE
  • Ore 12.30 Dibattito

per ulteriori informazioni consulatre il sito dell’ITIS

 per approfondimenti sull’impegno dell’ITIS nel campo delle energie alternative vederer il sito http://www.divini.net/energia/?page_id=25

On line il convegno “Imbrocchiamo la strada giusta” organizzato dal Centro Educazione Ambientale

 

    Dopo il successo di pubblico ottenuto dal convengno “Imbrocchiamo la strada giusta”, che il Centro Educazione Ambientale ha organizzato il 19 Aprile presso la Sala degli Stemmi di San Severino Marche, gli interventi integrali sono ora  disponibili on line.

    Per chi non fosse riuscito ad essere presente c’è la possibilità di rivedere per intero il convegno. Oltre ai saluti delle autorità locali presenti, il Sindaco Martini e l’Assessore alle politiche agricole Paola Cardinali, sono disponibili nell’ordine: l’intervento del dott.Paolo Perna sulla gestione geo-naturalistica delle risorse idriche; l’interventeo dell’Ing. Federici, Presidente dell’A.S.SE.M. s.p.a., sull’applicazione delle nuove tariffe e sulla gestione delle emergenze idriche locali e a concludere l’intervento del dott. Marco Bersani, socio fondatore dell’ATTAC Italia e membro del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, sui rischi per un accesso democratico alle risorse idriche.

    Da non perdere l’interessante dibattito finale sulla spinosa ipotesi, presentata dall’A.S.SE.M.  per la creazione con il Comune di Sefro di una società  finalizzata all’imbottigliamento di una quota dell’acqua della sorgente di San Giovanni. Un confronto serrato tra gli oratori ed il pubblico presente è nato sulla contrapposizione tra possibilità di sviluppo economico per la città di Sefro e per la nostra Azienda di Servizi ed il rischio derivante dallo sfruttamento e dalla progressiva privatizzazione di un’importantissima sorgente, da cui dipende integralmente il sistema di approvvigionamento della nostra vallata. Un pubblico attento ed interessato è sceso in campo confrontandosi anche sul progetto del Consorzio di Bonifica relativo alla costruzione di una diga e alla captazione dell’acqua del fiume Scarzito.

    Il Circolo ringrazia la Dott.ssa Beatrice Marinelli per l’organizzazione e l’opportunità di informare ed informarci su questioni di fondamentale importanza. Senza la necessaria trasparenza  nessuna scelta politica può, infatti,  definirsi pienamente democratica. Informare è un dovere delle Istituzioni. Informarsi è comunque un impegno del cittadino, indispensabile all’acquisizione di una piena consapevolezza sulle scelte politiche territoriali in merito alle quali  può e deve avere voce in capitolo.

    Buona visione!

       

    Panni stesi


    panni stesi
    Lo scorso sabato 19 aprile sbirciando tra le pagine di “Repubblica” mi è saltato all’occhio un articolo. Riguardava l’usanza, tutta napoletana per il cronista, di stendere i panni da asciugare al sole  e come quest’usanza, bandita da decenni in Canada e negli USA, stesse tornando in auge in nome del risparmio energetico, sembra che in Canada il 6% della bolletta elettrica sia dovuta alle asciugatrici. Non avevo mai riflettuto su questo aspetto, mi è sempre sembrato normale stendere i panni ad asciugare, magari è più difficile in città che non in periferia, ma comunque usuale.

    I panni  al sole con i loro colori sono un preludio all’estate imminente, pian piano vanno sparendo i toni scuri dell’abbigliamento invernale.

    E’ bello scoprire uno spirito ecologista in piccoli gesti quotidiani che si ripetono immutabili nel tempo e che fanno parte delle nostre tradizioni, allora che dire: buon bucato a  tutti!!!!!

    Giammario