“IL GRILLO” PLAUDE ALL’IMPEGNO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

  • Un grande sforzo congiunto dell’Amministrazione Comunale di San Severino, della Provincia e del COSMARI che farà fare un salto avanti alla nostra città.
  • La raccolta differenziata è l’unica possibilità di ridurre i rifiuti che riempiono le nostre discariche. Si risparmiano energia e materie prime.
  • Il nostro sodalizio da dieci anni organizza in città “Puliamo il Mondo” allo scopo di sensibilizzare verso i temi del riciclaggio.

Il Circolo “il Grillo” di Legambiente, accoglie con soddisfazione il forte impegno profuso dall’Amministrazione Comunale di San Severino, dalla Provincia e dal COSMARI per l’avvio del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta.
La cultura del riciclo e della differenziazione, ormai invalsa da tempo in molti paesi europei con notevoli risultati, arriva finalmente anche a San Severino. La raccolta differenziata è, infatti, unanimemente riconosciuta come uno dei pochi mezzi per ridurre, almeno in parte, l’annosa e problematica questione della saturazione dei siti delle discariche. Ci congratuliamo quindi con la coraggiosa e lungimirante scelta di quest’Amministrazione, che ha saputo realizzare con il COSMARI e la Provincia di Macerata un’importante collaborazione, le cui ricadute positive sulla qualità del futuro costiutiranno un beneficio per l’intera comunità. Il “porta a porta” costituisce un passaggio improcrastinabile per il raggiungimento dell’eco-efficienza nella gestione del territorio, che il Circolo da sempre promuove e sulla quale aveva a suo tempo sollecitato tutte le liste candidate alle scorse elezioni comunali (consulta e/o scarica il decalogo).
Si tratta di un’iniziativa che permetterà ai cittadini settempedani, peraltro già avvezzi da tempo al sistema della raccolta differenziata con le campane stradali, di dare un’ulteriore prova di quella sensibilità ambientale e di quell’attenzione per il territorio che li contraddistingue.

Da sempre la nostra città si è attestata tra quelle più sensibili verso questa problematica e il nostro sodalizio, che ha all’attivo 10 edizioni di “Puliamo il Mondo”, sente di aver dato un buon contributo verso la nascita di questa attenzione, soprattutto nei confronti dei più piccini.
Siamo inoltre certi che l’impegno, anche se minimo, richiesto per questo tipo di differenziazione permetterà di percepire in maniera tangibile la quantità di imballaggi inutili che ogni giorno trasferiamo direttamente dalla borsa della spesa alla pattumiera. Spesso commercializzati solo per rendere le confezioni più accattivanti, siamo chiamati a pagare gli imballaggi due volte: per comprarli e per smaltirli. In attesa di una normativa più stringente sulla loro commercializzazione, occorre allora da parte di noi tutti porre attenzione verso un consumo critico. Restringere all’indispensabile i prodotti “usa e getta”, scegliere prodotti con imballi minimi, facilmente separabili e riciclabili, permetterà, infatti, una riduzione della produzione dei rifiuti per il risparmio di risorse e di energia.

Circolo “il Grillo” San Severino Marche, 28/4/2008

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RISERVA NATURALE DI ROTI-ACQUA DELL’OLMO: LA REGIONE PROPONE E I COMUNI LA RIDIMENSIONANO.

Mercoledì 16 Aprile i rappresentanti dei  Comuni di San Severino Marche, Matelica, Gagliole ed Apiro, sono stati ricevuti in audizione dalla  IV Commissione consiliare della Regione Marche sul progetto di istituzione di una riserva naturale già deliberata dalla Giunta regionale.

Il quadro che ne è uscito è a dir poco deludente, ma, per noi che fin sul nascere ci siamo occupati della questione, appoggiando con convinzione la riserva, questo epilogo era per certi versi annunciato. Prima di tutto ci ha profondamente deluso l’assenza ingiustificata dell’ente che dovrà gestire la riserva, ovvero della Provincia di Macerata: nessuno si è presentato in audizione.

Seconda delusione è stata aver letto un documento unico, firmato in data 9 aprile dai quattro sindaci dei Comuni interessati (Apiro, Gagliole, Matelica, San Severino) ed inviato preventivamente alla Commissione, con il quale viene proposta una superficie dell’area protetta che si riduce notevolmente sia al progetto originario proposto dalla Comunità Montana sia rispetto al progetto deliberato dalla Giunta regionale; a farne le spese sono soprattutto il territorio settempedano e quello di  Matelica. Gagliole rimarrebbe inclusa con un ridicolo lembo di terreno.

Qualora la Regione accettasse la proposta dei Comuni le aree che verrebbero escluse sono molto importanti non solo da un punto di vista faunistico ambientale ma dall’innegabile valenza storica e culturale che rappresentano.

Gran parte di Valdiola non farà parte della riserva, almeno questa è la richiesta sottoscritta dal sindaco Martini e in virtù del fatto che l’area in questione è ubicata unicamente nel Comune di San Severino è certo che questa decisione sia da imputare alla sola nostra Amministrazione.

Questa volta ha perso un’occasione per poter rappresentare il ruolo di protagonista nel progetto della riserva, in quanto se avesse, non solo confermato il progetto della Regione, ma rilanciato offrendo, in qualità di Comune più rappresentativo, la propria disponibilità ad ospitare la futura sede dell’ area protetta, magari nella frazioni di Castel San Pietro o di Elcito, avrebbe creato di una nuova opportunità da sfruttare non solo per la tutela e rilancio del territorio, ma anche per scopi economico turistici.

A nostro avviso c’è stata poca lungimiranza, era nostro auspicio che la politica ambientale dell’attuale Amministrazione continuasse sulla  strada  intrapresa, portandola ad affrontare con coerenza la battaglia contro la  turbogas e il definitivo, quanto positivo epilogo, della delocalizzazione della cava del Cerreto; il tutto in totale discontinuità con la disastrosa politica ambientale della precedente amministrazione.

Contrariamente a quanto appena detto, a nostro avviso, il ridimensionamento della riserva naturale non è giustificato e di sicuro i nostri amministratori saranno probabilmente, a loro malgrado, “ringraziati” da quei pochissimi cacciatori che  usufruiscono delle riserve di caccia private, nonchè da chi potrebbe  un domani sperare in un’eventuale espansione del sito estrattivo adiacente ai confini della riserva o da chi magari, sta lavorando per aprirne di nuovi.

In attesa di leggere i verbali dell’audizione per conoscere nel merito le motivazioni addotte a sostenere le posizioni espresse nella nota congiunta dei sindaci, lanciamo quindi un appello alla Regione Marche affinché confermi il progetto con i confini che la Giunta aveva già deliberato, sperando che l’appello rivolto dalle tante associazioni ambientaliste e culturali e la petizione pro-riserva firmata da 1500 cittadini, non cada nel vuoto.

 

                                             Circolo “il Grillo” San Severino

 

Comunicato inviato, con preghiera di pubblicazione, agli organi di stampa locali il 21.04.2008

Acqua in bocca!

Non parlatene tanto in giro ma sembra che l’acqua che esce dal rubinetto di casa sia buona come quella minerale che compriamo al supermercato. L’acqua di rubinetto è minerale, anzi oligominerale, come tutte le acque che hanno un residuo fisso tra 50 e 500 mg/L e presenta dei parametri che sono confrontabile con quelli indicati nelle etichette delle acque da banco.

Di seguito riporto una breve tabella comparativa tra alcune marche di acqua che ho comprato al supermercato sotto casa e l’acqua del rubinetto analizzata nel laboratorio di chimica dell’ITIS dagli studenti.

 

 

Valore di riferimento DL31/2001

Acqua di San Severino Marche

San Benedetto

Primavera di Popoli

Levissima

Sant’Anna

Nerea

Uliveto

Fiuggi

Data misura

 

26/01/2008

22/03/2004

20/06/2006

20/09/2006

24/05/2005

23/03/2004

22/06/2007

5/6/20007

Conducibilità specifica microS/cm

2500 a 20°C

336

435

492

119

20,8

250

1123

158,2

Residuo fisso a 180°C in mg/L

Max consigliato 1500

222

274

314

78,2

23,1

158

752

123

PH

compreso tra 6,5 e 9,5

7,4

7,21

7,2

7,8

6,6

7,7

5,8

7,63

Ossidabilità n mg/L

5 mg/L

1

 

 

 

 

 

 

 

Durezza in F°

compreso tra 15 e 50

18

 

 

5,9

0,6

14

 

7

Calcio in mg/L

100

69,2

48,2

93,07

20,8

1,7

55

171

17,26

Magnesio in mg/L

max 50

17

29,4

17,81

1,7

 

0,6

27,8

6,45

Cloruro in mg/L

max 250

10

1,9

5,49

 

 

4,3

78,7

7,1

Rame in mg/L

max 1

0,2

 

 

 

 

 

 

 

Ammonio in mg/L

max 0,5

Assente

 

 

 

Assente

 

 

 

Nitrati in mg/L

max 50

5

8,2

3,3

1,6

1

1

6,8

2,2

Nitriti in mg/L

max 0,5

Assente

 

 

<0,002

Assente

 

 

 

Solfato in mg/L

max 250

10

3,8

24,82

16,5

3,2

2,9

104

2,8

Potassio in mg/L

consigliato 10

1

1

1,26

1,7

 

0,4

7,6

6,93

sodio in mg/L

max 200

4

6,9

4,3

1,8

1,8

1,7

74,4

7,16

 

Bisogna ricordare che la normativa (decreto legge 29-12-2003) prevede controlli annuali per le acque minerali, mentre i controlli nell’acquedotto sono molto più frequenti, il costo al litro d’acqua minerale va dai 15 a 35 centesimi contro  0,13 centesimi (se sono un sprecone) dell’acqua di rubinetto. L’acqua minerale è fonte di inquinamento sia per gli imballi sia per il trasporto, l’acqua minerale non è una necessità reale, ma una classica necessità indotta dalla pubblicità.

Mi raccomando, acqua in bocca, non diffondete troppo queste notizie altrimenti si blocca lo sviluppo, diminuisce il PIL e, pur non avendo speso soldi per l’acqua da banco, saremo tutti più poveri.

Giammario

Risorse in rete
Tutte le etichette delle acque minerali

come leggere l’etichetta dell’acqua minerale

LA RISPOSTA DEI SINDACI ALLA PROPOSTA DI DELIBERA RELATIVA ALLA RISERVA

Ieri si è svolta presso la IV commissione Ambiente della Regione  Marche la prevista audiozione dei Sindaci, i cui territori sono coinvolti dal progetto della Riserva naturale 

CONFRONTATE I DUE PERIMETRI…….

  

 
  • Si propone di togliere mezzo monte San Vicino (demanio e area floristica versante ovest)
  • Si propone di togliere tutta Valdiola (versante est sotto Canfaito) 
  • Si propone di togliere tutta la porzione di matelica sopra a Roti (monti Vinano, Mondubbo, la Forcella) 
  • Si propone di togliere tutta la parte a nord di elcito (monte Vincola, monte la Pereta). 
  • Gagliole resterebbe dentro per pochi metri quadri….. (versante est di monte Pagliano). 

 

Riserva del San Vicino: gli enti locali diano il loro appoggio.

Il 16 aprile gli enti locali saranno ascoltati nella IV commissione consiliare della Regione Marche dovendo esprimere il proprio parere

Legambiente chiede agli amministratori locali che difendano l’interesse generale contro pressioni lobbistiche di cacciatori e cavatori.

L’istituzione dell’area protetta ha anche una valenza di tutela della memoria storica dei luoghi della Resistenza.


Mercoledì 16 aprile i rappresentanti degli Enti locali saranno ricevuti in audizione alla IV commissione consiliare permanente della Regione Marche per esprimere il proprio parere sulla proposta d’istituzione della Riserva naturale e del Parco Storico della Resistenza di San Vicino e Canfaito. Saranno ascoltati sindaci, amministratori provinciali e delle Comunità Montane dopo che le associazioni ambientaliste e le associazioni venatorie hanno potuto esprimere i loro pareri lo scorso 26 marzo.

Le eccezionali caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’area destinata ad essere tutelata sono testimoniate dalla presenza di aree floristiche protette, zone per la protezione della fauna, siti di protezione d’interesse comunitario. La zona è poi caratterizzata da ampie aree demaniali. Non possiamo dimenticare poi l’enorme patrimonio rappresentato dalla plurisecolare faggeta del pianoro di Canfaito (che ospita tra l’altro un esemplare di faggio di oltre 600 anni), il comprensorio del Monte San Vicino comprendente il castello di Elcito e l’abbazia di Valfucina, l’incontaminata Valdiola, teatro di sanguinose guerre partigiane e sede dell’antica abbazia di Roti.
Tante emergenze ambientali, ma anche storia, cultura e una fauna caratterizzata da esemplari di razze a rischio di estinzione, come l’aquila, il lupo e il gatto selvatico. Di recente è stata segnalata la presenza di un gruppo di cervi, provenienti dal Parco dei Monti Sibillini. La presenza di questi rari mammiferi è molto significativa e dimostra quanto sia importante una rete ecologica nella dorsale marchigiana, che collega il parco nazionale dei Monti Sibillini al parco regionale della Gola della Rossa. Ciò evidenzia il ruolo strategico della riserva di Roti, che andrà a costituire un ulteriore importante tassello del progetto A.P.E., Appennino Parco d’Europa.
Una riserva naturale, oltre a tutelare il territorio, è da valutare come seria e concreta possibilità di sviluppo,anche economico, grazie ai contributi previsti che potranno essere investiti in una zona che, soprattutto nel periodo estivo, vede la presenza di numerosi turisti attirati dalla bellezza di quei luoghi.
A nostro avviso c’è un altro fondamentale aspetto che non deve essere sottovalutato: la Regione Marche diversi anni fa nel piano regionale delle attività estrattive ha individuato in quella zona due bacini, di cui uno in regolare attività da circa due anni, situato a pochi metri al di fuori dei confini della riserva naturale. Senza entrare nel merito della scelta del sito, è innegabile che quell’area sta già pagando e pagherà ancora per tanti anni un prezzo molto alto dal punto di vista ambientale, il tutto per soddisfare le esigenze del settore edilizio. L’istituzione di una riserva naturale potrebbe costituire un atto di compensazione per lo scempio che si è voluto perpetrare in un sito incontaminato.
Concludiamo ricordando che la tutela del patrimonio ambientale rappresenta una delle vere scommesse per il futuro dei marchigiani, gli interessi di un’intera comunità che già si è espressa firmando in massa una petizione pro-riserva.
Tutto questo abbiamo rappresentato nel corso della nostra audizione al termine della quale abbiamo depositato una memoria che oggi il nostro Circolo ha trasmesso anche al Sindaco di San Severino.

L’acqua del Potenza resti nella valle

Il “nuovo piano irriguo” del Consorzio di Bonifica desta preoccupazione.

Legambiente chiede di poter accedere ai progetti e chiama tutte le associazioni alla mobilitazione.

Il progetto di diga a Fiuminata risulta già in corso di approvazione al ministero.

 

Sono sempre più numerose le voci di allarme sul progetto di un “nuovo piano irriguo” proposto dal Consorzio di Bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, così come illustrato in una recente intervista sulla stampa locale dal Commissario dell’ente. Il piano in questione prevedrebbe una serie complessa di interventi sul fiume Potenza: numerose opere di presa sui vari affluenti, tra cui lo Scarzito, una gigantesca diga sul fosso Capodacqua, non lontano da Bivio Ercole, e un sistema di decine di chilometri di condotte per far confluire le acque ai laghi di Castreccioni (fiume Musone) e delle Grazie (fiume Chienti).

La gestione delle acque è questione che assume sempre maggiore importanza, merita la massima attenzione ed è tra le priorità dell’azione di Legambiente. Ecco perché non può che generare enormi perplessità un progetto di travasare l’acqua da un bacino fluviale ai bacini di altre valli, rischiando di alterare equilibri di un sistema idrico che è asse portante dell’approvvigionamento di acquedotti comunali, di attività produttive che si trovano lungo il corso, tra le quali le moltissime aziende agricole.

Come grandi perplessità genera il fatto che, ancora una volta, un progetto di così grande impatto venga deciso ed avviato senza che sia stato adeguatamente fatto conoscere e condiviso.

La mancanza assoluta di informazioni sul progetto è testimoniata dal fatto che in questi giorni, nei paesi della valle del Potenza si stiamo presentando interrogazioni nei consigli comunali perché si riferisca sullo stato di avanzamento dell’iter approvativo del progetto. Infatti il progetto di “Diga in località Bivio D’Ercole”, come si legge testualmente dal sito internet del Ministero dell’Ambiente , è in corso di Valutazione d’impatto ambientale dal novembre dello scorso anno e, senza che nessuno ne sapesse nulla (tranne le pubblicazioni di legge, che alla maggior parte dei cittadini, ovviamente, sfuggono), lo scorso gennaio sono scaduti i termini per presentare delle osservazioni.

Si tratta di una diga alta 60 metri e lunga mezzo chilometro che dovrebbe generare un lago di 110 ettari tra Marche e Umbria. Tutto questo somiglia in maniera impressionante ad un analogo progetto che oltre venti anni fa lo stesso Consorzio propose e fu poi costretto ad abbandonare per la contrarietà manifestata dalle comunità della valle; anche allora si proponeva di trasferire l’acqua della valle in altri invasi…

Le associazioni ambientaliste, tra cui Cai-Tam, Wwf, Pro-Natura e Legambiente si stanno coordinando e stanno istituendo un tavolo di esperti cui far esaminare il progetto e valutare le conseguenze che una tale serie di opere potrà comportare sul fiume Potenza.

Proprio a questo scopo, il circolo settempedano di Legambiente “il Grillo”, che sollecita in tal senso la mobilitazione delle associazioni di categoria degli agricoltori, dei sindacati e di tutte la altre associazioni della valle, ha ufficialmente chiesto nei giorni scorsi a Regione, Provincia e al Consorzio di poter accedere ai progetti ed agli atti amministrativi.

Appena possibile il coordinamento delle associazioni ambientaliste convocherà un’assemblea pubblica nella quale tentare di fare chiarezza su questi temi che destano così tanta preoccupazione nelle popolazioni della valle.

 

Convegno cittadino 19 aprile 2008:L’acqua pubblica bene comune e risorsa da tutelare