Per un goccio d’acqua

Da Andrea Achilli negli U.S.A.

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Oggi vi voglio far vedere cosa fanno con l’acqua in orange county ( tra Los angeles e San Diego), per l’ingegnere che e’ in voi.

Ho avuto la fortuna di poter vedere l’impianto di riciclo acqua ed e’ una cosa spettacolare.

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prendono l’effluente dall’impianto di depurazione (circa 100 milioni di galloni al giorno, poco piu’ di 4 metri cubi al secondo. tanta acqua) e la trattano prima attraverso microfiltrazione, poi attraverso l’osmosi inverso, ed infine attraverso i raggi UV. il risultato e’ acqua quasi distillata, che devono rimineralizzare, che ri-mettono in falda. iniettano 20MGD vicino alla costa per contrastare l’intrusione di acqua salata, ed il resto a monte, per poi essere ripescata con dei pozzi.

Impressionante ma speriamo di non dover finire in questo modo per un goccio d’acqua.

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Concorso fotografico “Corsi e ricorsi dell’acqua”

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Nell’ambito del Progetto “Corsi e ricorsi dell’acqua” il CEA (Centro Educazione Ambientale) Valle dei Grilli e dell’Elce, grazie all’infaticabile lavoro di coordinazione della dottoressa Beatrice Marinelli, propone una nuova iniziativa per sensibilizzare ragazzi ed adulti sul tema della salvaguardia delle risorse idriche. Si tratta di un concorso fotografico che offre la possibilità di sviluppare estro e creatività sugli innumerevoli aspetti della vita legati a questa primaria risorsa vitale.

Per maggiori informazioni sul regolamento del concorso http://www.cea.altervista.org/cosa_offre.html

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A tutti buono scatto!!!

 

RISERVA NATURALE ROTI, ACQUA DELL’OLMO, CANFAITO: Audizione del nostro Circolo presso la IV Commissione Ambiente della Regione Marche

Domani, Mercoledì 26 Marzo 2008, alle ore 11.oo, la IV Commissione consiliare permanente – per l’Ambiente -della Regione Marche si riunirà per ascoltare e raccogliere i pareri delle associazioni territoriali interessate all’istituzione della Riserva Naturale Roti, Acqua dell’Olmo. Il nostro circolo, con un proprio rappresentante, sarà presente per ribadire l’opportunità e la necessità di una simile iniziativa a tutela della memoria dei luoghi e dei simboli della resistenza, nonché delle peculiarità ambientali e paesaggistiche che questi territori rappresentano.

Riportiamo di seguito il memoriale che i nostri rappresentanti depositeranno in quella sede:

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 Prot. n. 09/2008                           San Severino Marche, lì 25.03.2008  

A Rosalba Ortenzi
Presidente IV Commissione permanente
c/o Consiglio della Regione Marche
60121 ANCONA 
A Raffaele Bucciarelli
Presidente del Consiglio
della Regione Marche
60121 ANCONA

OGGETTO: Riserva naturale di Roti, Acqua dell’Olmo. Audizione IV Commissione Consiliare permanente 26.03.2008. Memoria da inserire agli atti della Commissione.

Con il presente documento, il circolo di Legambiente “il Grillo” di San Severino Marche, chiede al Consiglio della Regione Marche, di accogliere favorevolmente il progetto di realizzazione della riserva naturale di Roti Acqua dell’Olmo Canfaito, così come già approvata dalla giunta regionale il 4/2/2008 con delibera n. 154/08. A buon titolo siamo qui oggi ad appoggiare tale proposta, in quanto sin dalle battute iniziali, quando invitati dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Marche insieme ai rappresentanti di altre associazioni e degli enti istituzionali interessati, abbiamo avuto l’opportunità di poter dare il nostro contributo per la stesura del progetto: un esempio su tutti la proposta di includere nei confini della riserva, il borgo medioevale di Elcito e del suo incantevole ambiente circostante. Le nostre convinzioni si basano sulle innegabili e pregiate caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’area individuata, peculiarità confermate anche dal fatto che, da tempo, parte dell’area in questione è sede di aree floristiche protette, SIC e ZPS. Non possiamo dimenticare l’enorme patrimonio ambientale rappresentato dalla plurisecolare faggeta del pianoro di Canfaito (che ospita tra l’altro un esemplare di faggio di circa 500 anni), il comprensorio del Monte San Vicino comprendente il castello di Elcito e l’abbazia di Valfucina, l’incontaminata Valdiola, teatro di sanguinose guerre partigiane e sede dell’antica abbazia di Roti. Tanto ambiente quindi, ma anche storia, cultura e una fauna caratterizzata da esemplari di razze  a rischio  di estinzione, come l’aquila, il lupo e il gatto selvatico. Di recente è stata segnalata la presenza di un gruppo di cervi, provenienti dal Parco dei Monti Sibillini. La presenza di questi rari mammiferi è molto significativa e dimostra quanto sia importante una rete ecologica nella dorsale marchigiana, che collega il parco nazionale dei Monti Sibillini al parco regionale della Gola della Rossa. Ciò evidenzia il ruolo strategico della riserva di Roti, che andrà a costituire un ulteriore importante tassello del progetto A.P.E., Appennino Parco d’Europa.

Una riserva naturale, oltre a tutelare il territorio, è da valutare come seria e concreta possibilità di sviluppo, anche economico, grazie ai contributi previsti che potranno essere investiti in una zona che,  soprattutto nel periodo estivo, vede la presenza di numerosi turisti attirati dalla bellezza di quei luoghi.

A nostro avviso c’è un altro fondamentale aspetto che non deve essere sottovalutato: la Regione Marche diversi anni fa nel piano regionale delle attività estrattive ha individuato in quella zona due bacini, di cui uno in regolare attività da circa due anni, situato a pochi metri al di fuori dei confini della riserva naturale. Senza entrare nel merito della scelta del sito, è innegabile che quell’area sta già pagando e pagherà ancora per tanti anni un prezzo molto alto dal punto di vista ambientale, il tutto per soddisfare le esigenze del settore edilizio. 

Inoltre non bisogna dimenticare che in sintonia con il PEAR, una società privata sta lavorando alla realizzazione di un parco eolico a poche centinaia di metri dalla riserva naturale, invitiamo  quindi la Regione Marche a ritenere doverosa l’approvazione del progetto dell’area protetta, che assume alla luce di quanto segnalato, una valenza di “risarcimento ambientale” per compensare adeguatamente il nostro territorio che molto darà in termini di risorse: anche energetiche.

Concludiamo ricordando a Voi che amministrate la nostra bella regione che la tutela del patrimonio ambientale rappresenta una delle vere scommesse per il  futuro dei marchigiani, gli interessi di un’intera comunità che già si è espressa firmando in massa una petizione pro-riserva, non deve essere subordinata agli eventuali interessi di quei pochi che magari la pensano diversamente.

Francesco Filegi Tomè
Presidente del Circolo “il Grillo”
     Legambiente San Severino Marche           

 

Consiglio provinciale ‘aperto’ per dire ‘no’ alla Turbogas

Il Consiglio provinciale di Macerata si riunirà mercoledì 19 marzo, a partire dalle 15, nella sala convegni di palazzo Servanzi Confidati, a San Severino Marche, per una seduta “aperta” alla partecipazione dei Consigli comunali di San Severino, Tolentino, Treia e Pollenza. In discussione un solo punto: ribadire la contrarietà alla realizzazione di una centrale termoelettrica in località Rocchetta, il cui iter procedurale, dopo la proposta presentata da una società privata, sta continuando a fare i suoi passi a livello ministeriale.

NoTurbogas

La seduta, convocata dal presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, sarà aperta agli interventi degli amministratori delle Provincia e dei quattro Comuni coinvolti. E’ prevista l’illustrazione di un documento da sottoporre al voto dei componenti il Consiglio provinciale e, successivamente, all’approvazione dei singoli Consigli comunali. L’iniziativa ha sostanzialmente lo scopo di riportare d’attualità il problema già affrontato, ma mai risolto definitivamente, della centrale turbogas di Rocchetta e di sollecitare la Giunta regionale delle Marche a bloccare l’iter del progetto con un “no” definitivo, del resto già auspicato anche dal Consiglio regionale.

UNA RISERVA NATURALE SUL SAN VICINO:Comunicato stampa circolo “Il grillo” San Severino Marche del 12/03/2008

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·        Chi ha paura della riserva naturale? Nessuno insabbi la delibera della Giunta regionale

·        Gli amministratori locali difendano l’interesse generale contro pressioni lobbistiche

·        Ambientalisti e associazioni partigiane favorevoli al progetto 

                                                                      faggio

Dopo una lunga attesa, dopo che migliaia di cittadini ne hanno richiesto l’istituzione firmando la petizione, dopo che la Comunità montana delle alte valli del Potenza e dell’Esino ne aveva richiesto l’avvio formale dell’iter di istituzione, finalmente lo scorso 4 febbraio la Giunta regionale delle Marche ha approvato all’unanimità la delibera 154/08 che ne prevede il varo definitivo. Trattandosi di una deliberazione di competenza del Consiglio regionale, il provvedimento è stato trasmesso nei giorni scorsi all’esame delle commissioni consiliari permanenti, così come risulta dall’indice delle proposte di atti amministrativi in attesa di esame. In particolare l’atto dovrà essere discusso in sede referente dalla IV Commissione (ambiente), discussione alla quale il nostro circolo ha già richiesto di poter essere ammesso. Già nel Ppar, Piano paesistico ambientale regionale, l’area del monte S. Vicino era stata classificata di grande interesse naturalistico, essendo addirittura destinata all’istituzione di un Parco regionale. La presenza di ampie aree floristiche protette come quelle dei Prati di Canfaito e del San Vicino testimonia il grande interesse botanico del comprensorio. A ciò si aggiunga che nelle foreste demaniali di Roti e San Vicino sopravvivono specie animali molto rare che ne fanno una delle aree di maggior pregio nelle Marche per quanto concerne la biodiversità.

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L’area in questione ha un primario interesse anche sotto il profilo storico: prima di tutto per la presenza delle Abbazie benedettine di Roti e Valfucina, che fin dal X secolo erano tra i più importanti centri di potere dell’alto maceratese, in secondo luogo per i fatti della Resistenza che al termine della seconda guerra mondiale sono state teatro delle gesta eroiche dei gruppi partigiani “Roti” e “Valdiola”. Proprio questi ultimi fatti danno all’area in questione anche l’ulteriore status di Parco storico della Resistenza, a cui la delibera d’istituzione fa specifico riferimento. L’inclusione nel perimetro dell’area protetta del castello di Elcito sarà poi occasione di valorizzazione di uno dei più suggestivi borghi del nostro territorio montano, che in questo modo potrà avere forme di tutela adeguate alla sua rilevanza.  È nostra precisa convinzione che l’istituzione di un’area protetta come questa sia da salutare come un’importante opportunità che si offre alle aree del nostro entroterra, anche per le occasioni di sviluppo e crescita economica che essa può portare. Le numerose attività ricettive agrituristiche, ultimamente sorte nel territorio non potranno che trovare linfa vitale da tale istituzione.  È inutile dire che l’iter amministrativo avrà i suoi oppositori; si è già letto oggi sui giornali che sono in atto forti pressioni lobbistiche sul presidente della giunta Spacca perché, addirittura, ritiri il provvedimento senza che si proceda alla discussione in consiglio. Siamo certi, invece, che la Provincia, i sindaci dei comuni interessati (Apiro, Gagliole, Matelica e San Severino), le Comunità montane, faranno del tutto per appoggiare questo importante atto. L’interesse di pochi non può prevalere sull’interesse generale e se vorranno sostenere l’istituzione di questa area protetta avranno gli ambientalisti e le associazioni partigiane al loro fianco.

                                                            Circolo “il Grillo” San Severino 

I “CORSI E RICORSI DELL’ACQUA” ALL’ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE F. FILELFO DI TOLENTINO

IIS F.Filelfo TOLENTINO

Il corso di formazione ambientale esce dai confini territoriali del nostro CEA per sbarcare a Tolentino, dove l’Istituto di Istruzione Superiore F. Filelfo ha calorosamente aperto le porte all’iniziativa. La preziosa collaborazione degli insegnanti e l’accoglienza degli studenti ha permesso  una proficua ed  indimenticabile esperienza culturale ed umana, tanto per gli studenti che per gli operatori.

Liceo Scientifico

Lo stesso programma dell’Itis, ma con specifici approfondimenti sulla gestione locale delle risorse idriche, ha portato i ragazzi del Classico dello Scientifico e del Tecnico commerciale a prendere coscienza e consapevolezza dell’acqua come risorsa e sorgente di vita.

 DOWNLOAD PROGRAMMA

 AD USO DEGLI STUDENTI DEL LICEO CLASSICO, LICEO SCIENTIFICO, IIA-IIB I.T.C. F. FILELFO TOLENTINO

DOWNLOAD PROGRAMMA 5A

Liceo classico IIA

Convegno “I rifiuti come opportunità di crescita”, ITIS E.Dvini S.Severino M.

Sabato scorso, 1 Marzo, si è svolto, nella sala degli stemmi del comune di San Severino Marche, il convegno “I rifiuti come opportunità di crescita”, organizzato dall’ITIS di San Severino Marche.
Convegno rifiuti ITISIl primo relatore, in rappresentanza dell’Università di Bologna, ha ben focalizzato il problema dei rifiuti sottolineando la necessità di ridurre i volumi di rifiuti prodotti e l’opzione del riciclaggio come irrinunciabile.
I successivi relatori, a nostro giudizio, hanno invece sottolineato, pur con esperienze valide come la gestione della discarica di Sogliano al Rubicone (FC), una modalità di gestire il ciclo dei rifiuti non sempre ecocompatibile. I termovalorizzatori sono stati al centro degli interventi. Benchè la soluzione dell’incenerimento dei rifiuti possa essere accettabile in situazioni di emergenza (vedi Campania), crediamo che la cultura del riciclo e, ancor prima, quella della diminuzione della produzione di rifiuti, con strategie di acquisto a favore prodotti con poco packaging, siano stategie ecosostenibili e praticabili, con una sicura resa nel lungo periodo.

Di seguito si riporta il comunicato stampa del comune.
COMUNICATO STAMPA N. 76 SAN SEVERINO, CONVEGNO SUI RIFIUTI: VIDEOCONFERENZA CON L’ITIS “DIVINI”

Raccolta differenziata, inceneritori, “freno” alla produzione di rifiuti, discariche: sono alcuni dei temi trattati stamattina a San Severino da esperti e amministratori intervenuti al convegno su “I rifiuti come opportunità di crescita”. Un’iniziativa promossa da Itis “Divini”, Cosmari e Università di Bologna (Corso di laurea in Tecnologie chimiche per la gestione dell’ambiente – Polo di Rimini) con il patrocinio del Comune di San Severino. Dopo il saluto del vicesindaco con delega all’Ambiente, Sante Petrocchi, e del preside dell’Itis, Filippo Pennesi, è intervenuto – fra gli altri – il presidente del Cosmari, Fabio Eusebi, il quale ha fotografato la gestione dei rifiuti in provincia di Macerata e ha toccato anche l’argomento-discarica all’indomani dell’Assemblea del Cosmari, ribadendo che, se non si troverà una soluzione condivisa, il nuovo sito di appoggio dovrà necessariamente essere individuato “per imposizione”. Al di là dell’interessante dibattito sulla materia, coordinato dai docenti Fabio Bruzzechesse (Itis) e Mario Berrettoni (ateneo di Bologna), l’incontro sui rifiuti ha tenuto a battesimo anche un servizio di videoconferenza fra il palazzo comunale di San Severino, sede del convegno, e l’aula magna dell’Istituto tecnico “Divini”, dove gli studenti hanno potuto seguire in diretta i lavori della mattinata e interagire con i relatori grazie a un collegamento telematico realizzato appositamente fra i due “poli”. L’esperimento è riuscito, con buona soddisfazione dei tecnici e della scuola che, come noto, ha fra le sue specializzazioni anche l’informatica e le telecomunicazioni.