I “CORSI E RICORSI DELL’ACQUA” ALL’ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE F. FILELFO DI TOLENTINO
Il corso di formazione ambientale esce dai confini territoriali del nostro CEA per sbarcare a Tolentino, dove l’Istituto di Istruzione Superiore F. Filelfo ha calorosamente aperto le porte all’iniziativa. La preziosa collaborazione degli insegnanti e l’accoglienza degli studenti ha permesso una proficua ed indimenticabile esperienza culturale ed umana, tanto per gli studenti che per gli operatori.

Lo stesso programma dell’Itis, ma con specifici approfondimenti sulla gestione locale delle risorse idriche, ha portato i ragazzi del Classico dello Scientifico e del Tecnico commerciale a prendere coscienza e consapevolezza dell’acqua come risorsa e sorgente di vita.
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AD USO DEGLI STUDENTI DEL LICEO CLASSICO, LICEO SCIENTIFICO, IIA-IIB I.T.C. F. FILELFO TOLENTINO
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Postato in: "Corsi e ricorsi dell'acqua", CEA, RISORSE IDRICHE



“Riflessioni di una mattina qualunque, forse l’ultima”
Noi tutti pensavamo che non sarebbe mai arrivato nonostante gli avvertimenti continui, ci sembrava impossibile, o comunque troppo lontano da noi.
Una domanda sorge spontanea: in milioni di anni di intelligenza estinta non era mai comparso il problema; come è possibile che in poche migliaia di anni la nostra specie è riuscita a portare la Terra così all’esasperazione?
Si, proprio noi, i più intelligenti, i più geniali, i più moderni, i più innovativi esseri che siano mai comparsi sulla Terra, destinati ad essere la rovina di noi stessi e di quest’ultima.
E invece il giorno è arrivato, senza che nessuno se ne rendesse conto, almeno finché questa mattina si è svegliato per lavarsi la faccia.
Semplicemente compiere questo normalissimo e sciocco gesto quotidiano non è stato possibile.
Di fronte a questo, ciò che si può fare è solamente invidiare le persone anziane che, serenamente, si sono spente durante la notte, contente di lasciare il mondo ai loro figli.
Ora finalmente tutto è chiaro, il circolo si chiude: la terra era un luogo deserto e senza vita in principio e così tornerà: l’effetto serra provocherà una seconda era glaciale, (visto che in Fisica ci insegnano che ad ogni azione corrisponde una reazione) e chissà, magari fra due o tre miliardi di anni la vita si riformerà pian piano partendo dalle cellule più piccole e forse se le caratteristiche climatiche e fisiche della Terra non saranno troppo cambiate (ammesso che l’evoluzione sia un fiume che scorre sempre nello stesso verso) rinascerà anche l’uomo;
tutto sommato non è male come futuro.
Tuttavia non credo che sia una riflessione da buttar via: se scompare la vita sulla Terra (visto che è l’unico pianeta abitato), scompare anche nell’intero sistema solare.
Si, credo che sia così, la Terra funziona a Cicli Vitali: la vita nasce con condizioni favorevoli, poi cresce sempre di più, fino a ricoprire la Terra e poi si brucia, una volta esaurita la materia prima che l’aveva fatta nascere.
Mi sto stupendo di me stesso: è incredibile come un disastro del genere faccia riflettere su pensieri così profondi e importanti (anche se ormai inutili).
Ma ora non voglio più pensare, è da ieri sera che non bevo, ed ho una voglia matta di un bicchiere d’acqua….
Leonardo Casadidio
Il signor Acqua
Vi devo raccontare una storia, che poi è solo realtà, la quale narra un problema che tocca tutti noi .
“C’era una volta un signore molto ricco, il signor Acqua che aveva più della metà del mondo sotto la sua proprietà, il quale purtroppo si andava invecchiando poichè sentiva i suoi miliardi di anni sulle spalle e era stato costretto a una esistenza difficile che lo aveva reso precario .
Acqua aveva due figli, uno buono, altruista e generoso l’altro cattivo e presuntuoso .
Al primo, il padre, permise di fare tutto quello che amava .
Infatti Potabile, così si chiamava il primogenito, andò ad aiutare gli altri e le sue case erano i rubinetti, le fontane, le docce, le lavatrici, le lavastoviglie ed abitò anche in posti squallidi come nelle fogne, anche se per poco, infatti gli prese il posto il fratello cattivo .
Si chiamava Nonpotabile ed era un nomade, viveva all’aria aperta, o nelle fogne, a volte anche a casa del padre, che però non lo voleva, qualche volta allora faceva incursione nella casa del fratello creando non pochi problemi di convivenza .
Nonpotabile era andato a invadere anche Lago e Fiume, che prima erano di Potabile e del padre .
Fu per questo che Acqua decise, a una certa età, di vendere Lago e Fiume ad alcune persone che egoiste come erano, utilizzarono Lago e Fiume per farne un Deserto .
Tutti gli abitanti del mondo si dispiacquero perchè amavano Lago e Fiume per giocare, pescare, vivere .
Gli abitanti tuttavia da molto tempo non andavano a trovare Acqua, anzi passava vicino a Lago e sporcavano, fu questo un altro motivo della vendita di Acqua .
Chi ci rimase più male di tutti fu Potabile, che non sapeva più che fare, e morì tra la disperazione .
Di questa morte molti erano rammaricati, perchè Potabile era un tipo buono, che aiutava tutti e tutti ora avevano bisogno di lui e solo adesso che l’avevano perso se ne rendevano conto .
Gli uomini quindi, rimasti orfani di Potabile, cercarono di rendere più buono Nonpotabile con depurazioni, con filtri .
Tutti lo andarono a cercare a Oceano, la terza reggia di Acqua, e fu lì, in via del Mare che trovarono Nonpotabile .
Lo volevano come Potabile, ma lo trovarono come Potabile, infatti era morto, secco, insieme a suo padre, che si era suicidato dopo la perdita di entrambi i figli .
A questo punto sconvolte, tutte le persone scapparono impaurite, correvano, correvano senza neppure saper dove andare, si accorsero troppo tardi che erano loro, la loro mancanza di affetto ad Acqua e figli, il motivo della loro fine .
E adesso sono lì che aspettano, davanti al nuovo locale “Deserto” la loro morte, sapendo già di fare la stessa fine di Acqua e dei suoi figli . “
P.S. Anch’io sto aspettando .
Ogni goccia conta!!
L’acqua.
L’acqua è una delle materie prime di cui non possiamo fare a meno, ma se andiamo avanti così l’umanità sarà in grave pericolo.
Forse non ci rendiamo conto, ma durante tutto l’arco del giorno usiamo un minimo di 40-50 litri d’acqua, per non parlare di chi fa sport a livello agonistico, che si deve lavare piu’ volte al giorno!!.
Questi 40-50 litri d’acqua vengono per lo piu’ usati in due modi diversi:
-uso domestico: con il trasferimento della popolazione dalla campagna alla città ci fu un incremento dell’utilizzo di acqua in usi domestici.
-uso agricolo: secondo una statistica il 70-80% di acqua dolce serve per l’irrigazione.
Negli anni ‘60, grazie alla rivoluzione verde ci fu un aumento di produttività con l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti.
Questi processi hanno sempre i pro e i contro; i contro sono che la forte irrigazione ha portato ad un impoverimento di terre e ad un’eccessiva evaporazione di sali minerali presenti nel suolo.
Secondo alcuni dati, per la nostra necessità fisiologica, ci occorrono 5 litri ognuno di acqua al giorno; ma l’indagine piu’ preoccupante è che 1/5 di tutto il mondo non dispone di questi 5 litri e, questo in piu’ della maggior parte dei casi provoca malattie e morte.
Uno dei paesi piu’ a rischio è l’ Africa, dove si sono rilevate molte morti a causa di disidratazione o per aver assunto acqua non potabile.
Uno dei tanti problemi da non sottovalutare è la desertificazione e la siccità.
Esse sono una minaccia per circa 2 miliardi di persone.
Le regioni aride e semiaride sono il 40% delle terre emerse.
Come noi sappiamo esistono due tipi diversi di acqua:
-salata e dolce.
Nel mondo è presente il 97,5% di acqua salata e per utilizzarla occorre costruire numerosi desalinizzatori.
Il restante cioè il solo 2,5% è costituita da acqua dolce.
Prima ho accennato che l’acqua è una risorsa indispensabile alla vita e per questo viene chiamata “oro blu”; il motto che bisogna ricordare è: ogni goccia conta!!.
Budassi Martina 2B
S.O.S Acqua
Tolentino, 12 luglio 2058
Sto tornando a casa dal lavoro,accendo la radio della mia auto a idrogeno nuova di zecca che mi è costata una fortuna. D’altronde però con questa posso viaggiare anche in autostrada; se avessi acquistato una utility elettrica avrei potuto andarci solo in città perché,per ora,le macchine elettriche sono ancora poco potenti e poco veloci. Eh si,da quando il petrolio è finito è un problema,l’economia è a rotoli,molta gente possiede ancora la macchina a benzina o a gasolio ma non sa che farsene perché non è possibile riconvertirle. Quelli che hanno l’automobile a metano girano ancora girano ma anche questa risorsa sta finendo. Per fortuna nel mio lavoro non è indispensabile il petrolio,perché se invece dell’Archeologo avessi fatto il camionista ,il tassista o l’operaio,forse mi sarei trovato senza lavoro. Ma dicevamo……..ah si!,accesa la radio ho sentito una delle tante notizie che girano in questi giorni sull’acqua: cioè che il livello dell’acqua degli oceani di tutto il mondo si è abbassato di altri cinque cm nelle ultime due settimane. Dopo lo scioglimento dei ghiacciai perenni l’acqua salata si era alzata di parecchi cm ma poi, con le apparecchiature per la desalinizzazione vendute dagli Israeliani ormai ricchi per le numerose vendite,ogni giorno che passava il mare pian piano si prosciugava. Alla radio avevano anche avvertito che,dalle nove alle sei della mattina dopo, tutt’Italia non avrebbe avuto acqua corrente da utilizzare. Notizia questa che mi lasciò allibito perché avevano indetto l’ultimo giorno del mese quello in cui non si poteva usare l’acqua per tutto il giorno e invece adesso era stato anticipato. Anche questo ero un segno premonitore a cui io non feci caso.
Roma , scalo di Fiumicino , 24 agosto, ore 21.oo
Sto aspettando seduto in una poltrona in attesa di prendere questo volo per Grenada dove dei miei amici archeologi mi attendono per raccontarmi qualcosa di incredibile. Mi sono portato molte bottiglie di acqua minerale perché mi hanno detto che li l’acqua costa tanto: quasi otto dollari a bottiglia. Quando me l’hanno riferito sono rimasto a bocca aperta perché in Italia costa solo la metà ma se ripenso a quando ero piccolo, tutta la confezione da sei costava si e no quattro euro. Riflettendoci bene se il prezzo è aumentato è anche per causa nostra che l’abbiamo usata in eccesso,ma soprattutto sprecata o inquinata. L’acqua dovrebbe essere un diritto di tutti e non un lusso. I Paesi più potenti del mondo, negli anni precedenti, si sono accaparrati con i soldi molte risorse acquifere anche di Stati più poveri. Questi ultimi, mossi dal bisogno, per far fronte alle difficoltà finanziarie derivanti dagli ingenti debiti accumulati nel tempo, incuranti delle necessità dei propri cittadini, hanno dato luogo ad uno scambio impari. La Chiesa, per fortuna, si è mobilitata in soccorso del Terzo Mondo con aiuti finanziari, grazie anche alle offerte dei fedeli, per costruire impianti per la distribuzione e il prelievo di acqua potabile. Se non ci fossero stati questi aiuti fondamentali i cittadini del terzo mondo, sarebbero stati costretti, con dispiacere, a lasciare le proprie terre. La situazione è molto critica e noi, che prima non ce ne siamo curati, ora non sappiamo come intervenire.
Hidro-boing , cielo, 25 agosto, ore 7.3o
Dopo il sonnellino di ieri sera ora sono come ringiovanito. Prima di appisolarmi pensavo alla fortuna di poter ancora viaggiare in aereo, in barca, grazie all’energia elettrica e all’idrogeno usato come combustibile. Per le industrie l’energia elettrica ormai viene prodotta con il fotovoltaico solare e l’eolico, anche le case utilizzano sistemi derivanti da energie rinnovabili. Ad un certo punto arriva la voce dell’hostess che mi risveglia : “ I signori passeggeri sono pregati di slacciare le cinture di sicurezza, siamo arrivati allo scalo di Grenada “. Finalmente sto per riabbracciare i miei amici.
Grenada, scalo, 25 agosto, ore 8.oo
Incontro i miei amici che mi conducono in albergo, qui trovo un’amara sorpresa : quando provo ad aprire i rubinetti dell’acqua nella mia stanza, non esce nulla ! Chiedo loro per quanti giorni al mese non avessero l’acqua corrente, ridendo essi mi rispondono che l’acqua corrente a Grenada c’è solo una volta al mese, quando arriva il rifornimento con la nave cisterna ed in certi periodi l’erogazione termina prima di dodici ore. Mi guardo intorno ancora più preoccupato e mi chiedo che cosa faremo quando l’acqua finirà del tutto . Sono tre mesi che non piove in tutto il mondo. E’ colpa dell’effetto serra, causato da petrolio, carbone, ecc.
Grenada, 26 agosto
Dopo un giorno di riposo in albergo, che all’età di sessantacinque anni fa sempre bene, oggi i miei amici mi porteranno a vedere la spiaggia di Grenada. La vista è agghiacciante, le coste si estendono per metri e metri, le barriere coralline si stanno essiccando. Nel Mediterraneo le coste si stanno ampliando a vista d’occhio. I miei amici però mi hanno chiamato anche per farmi vedere all’azione i cacciatori di tesori, che grazie alla sempre minore profondità dell’oceano ritrovano molti antichi relitti e stanno arricchendosi. Sono sempre più depresso e triste: il mondo è così cambiato a causa nostra, degli uomini, tra il XX ed il XXI secolo, tutto per l’errato uso delle risorse naturali. Se l’acqua continuasse così a retrocedere, le terre emerse diventerebbero un immenso deserto, con qualche eccezionale oasi qua e là; tutti gli animali scomparirebbero ad eccezione, forse, di insetti e scorpioni. Di sicuro morirebbero tutti i pesci e si estinguerebbero come gli animali dei poli e delle regioni fredde. Al massimo tra due o tre anni forse tutto questo accadrà ! Ma io spero di non essere qui a raccontarlo, perché sarà qualcosa di terribile. Confido che l’uso delle energie rinnovabili ripristini l’equilibrio dell’ambiente naturale e migliori le condizioni biologiche del nostro pianeta. Spero che si trovi al più presto un rimedio e che Dio sia amorevole e ci aiuti in questo momento di difficoltà.
Tolentino, 1 gennaio 2060
Accendo la Tv, leggo i giornali, forse ci siamo,forse il nostro mondo ritornerà a rifiorire e sarà ancora una volta il più bel pianeta del sistema solare . Il buco dell’ozono si sta richiudendo;tra pochi mesi i raggi del sole saranno, di nuovo, tutti filtrati. L’acqua potabile è ritornata a precipitare in abbondanza e tutto ciò grazie ad un più consapevole operato dell’intelligenza umana. Molte specie di animali dello zoo ripopoleranno i loro Habitat naturali,così come piante e vegetali. Sono molto contento,anzi contentissimo. Al pianeta terra è stata concessa un’altra opportunità. Credo che Dio sia stato clemente e ce l’abbia voluta dare. Oggi molti credenti di tutte le religioni staranno pregando chi nelle Chiese, chi nelle Moschee,chi nelle sinagoghe. Sono sicuro che in tutto mondo da ora in poi si farà più attenzione alla natura:soprattutto all’acqua che è un bene comune e di vitale importanza.
Io e l’ acqua
Io,persona che abita la Terra e l’acqua,elemento che ricopre la maggior parte della superficie terrestre:rapporto fondamentale,inscindibile di esistenza.
Lei,così semplice,composta da due semplici atomi di idrogeno e uno di ossigeno ma preziosissima a tutti gli effetti. Insostituibile perché non abbiamo un’altra sostanza che svolga tutte le sue funzioni che potrebbero essere sintetizzate in una sola: la possibilità di vivere.
Composto oggettivamente trasparente,inodore ed insapore ma che soggettivamente ha per me l’odore ed il sapore della vita.
Rara ed irraggiungibile per alcuni stati africani perché oltre al problema della poca acqua c’è anche quello dell’inesistenza di mezzi finanziari per distribuirla alla popolazione,di conseguenza è del tutto assente la costruzione di apparati fognari per cui un abitante su due della Terra vive in condizioni igieniche impossibili.
Lei soprannominata oro blu,forse più preziosa dell’oro nero,causa di conflitti tra alcuni stati per accaparrarsela.
Io,individuo che insieme a tantissima altra gente la utilizza inconsapevolmente senza pensare a quante persone non la hanno o a chi per sopravvivere ,si fornisce di quella inquinata. Infatti 1,2 miliardi di persone,circa 1/5 degli abitanti della Terra non hanno acqua potabile a sufficienza e bevono acqua “non sicura”. Inoltre 3,4 milioni di persone,di cui 5 mila bambini al giorno, ogni anno muoiono a causa di malattie trasmesse dall’acqua.
Io,essere che la spreca ipotizzando distrattamente che essa sia inesauribile,anche se so che,continuando a sprecarla, un giorno, prima o poi, scomparirà ed allora saranno guai per tutti. Ogni famiglia può produrre un risparmio di 8000-11000 litri all’anno seguendo questo piccolo decalogo:
1)RIPARIAMO i rubinetti e gli sciacquoni che perdono acqua
2)NON TAGLIAMO l’erba del giardino troppo corta perché quella più alta necessita di
meno acqua.
3)USIAMO lavatrici e lavastoviglie a pieno carico.
4)LAVIAMO frutta e verdura in appositi contenitori senza utilizzare acqua corrente.
5)RIUTILIZZIAMO per lavare i piatti l’acqua calda con cui si cuoce la pasta perché è
un’acqua molto sgrassante, ottenendo così un lavaggio più efficace ed ecologico.
6)LAVIAMO l’auto senza utilizzare l’acqua corrente.
7)CERCHIAMO di risparmiare con lo scarico del water regolando opportunamente il
livello del galleggiante.
8)FACCIAMO la doccia a posto del bagno.
9)INSTALLIAMO impianti duali in modo di dotare la casa di impianti idrici a due tubi,
così da poter distinguere l’acqua potabile da quella non potabile.
10)CONTROLLIAMO periodicamente lo stato di salute dell’ impianto idrico.
Io come tutti gli altri devo (e non dovrei in futuro) essere consapevole della sua importanza,imparare ad usarla con giudizio e con responsabilità perché prevenire è ancora possibile ma curare impraticabile.
L’ACQUA E’ DAVVERO UN ELEMENTO FONDAMENTALE
TRA SOGNI E REALTA’
Ero sicura che quello che stavo vedendo fosse realtà; una distesa di prato verde con alberi e fiori che lo ricoprivano dappertutto, ma quando aprii gli occhi mi resi conto che era solo uno splendido sogno.
Allora mi alzai velocemente dal letto, corsi verso la finestra, sperando che quell’immagine impressa nella mente non fosse solo frutto della mia immaginazione, l’aprii e come in un incubo vidi quello che era diventato il nostro mondo, un immenso, infinito deserto.
Con un tonfo al cuore chiusi la finestra, l’aria di fuori era irrespirabile per il caldo e questa sensazione di soffocamento ancora di più mi ricordò che eravamo nel 2040.
Sapevo che la nostra fine sarebbe stata imminente, perché sulla terra non si ammirava quasi più nessuna forma di ambiente naturale e la bellezza che questo generava, ma la cosa più importante era che l’acqua cominciava a scarseggiare.
Infatti era proprio la mancanza d’acqua la causa di tutto questo; quanto avrei voluto fare un viaggio nel passato e avvertire tutte le persone ad usare con parsimonia questa risorsa, perché non è un bene infinito; l’acqua è vita, e senza di essa non si sopravvive; ed io questo lo stavo sperimentando.
Avevo paura, le gambe mi iniziarono a tremare per quel pensiero sempre più presente e opprimente e provai quel senso di nausea che ormai mi perseguitava da anni.
Mi sedetti e iniziai a ricordare tutte le persone che sono morte per questa causa, dovevo ringraziare il cielo per essere ancora viva, nel mondo eravamo rimasti meno della metà.
Ogni giorno il telegiornale annunciava decine di famiglie morte perché i rubinetti delle loro case si erano asciugati. Le persone si stavano rinchiudendo sempre più nelle loro abitazioni perché la temperatura all’esterno superava i 50°, e per questo avevano bisogno di bere acqua per dissetarsi. Però mancando quest’ ultima la gente impazziva e purtroppo moriva.
Ormai non vivo più, perché il pensiero della morte e del mondo afflitto dal dolore, mi uccide.
Sono convinta che se ora stiamo così male è anche per causa nostra, perché tanti anni fa non ci importava del futuro, ciò che ci interessava era il presente, in cui l’acqua c’era. Nel passato le persone non stavano attente all’uso che facevano di questa risorsa, anzi la sprecavano in mille modi, scaricando l’acqua del water troppe volte al giorno, tagliando l’erba dei prati corta, così che ci voleva più acqua per annaffiarla, oppure facendo la doccia lasciando l’acqua aperta. Ma soprattutto inquinando fiumi, laghi e mari tanto da compromettere il ciclo dell’acqua.
Gli uomini sono stati egoisti, perché non hanno pensato di prevenire questo problema quando ancora c’era la possibilità di farlo? Io non so rispondere a questa domanda, ma so solo dire che questa situazione ha sconvolto tutti, perché eravamo abituati ad usare l’acqua in modo eccessivo e ora non ce n’è più quasi per niente.
Ora tanto è inutile dare la colpa a qualcuno, il presente è questo e bisogna affrontarlo con coraggio, senza perdersi d’animo; anche se la paura non smetterà mai di esserci.
Stanca per tutti questi pensieri, mi rimisi a letto, chiusi gli occhi e sperai con tutta me stessa che quel bel sogno di un mondo con l’acqua mi ricomparisse nella mente.
L’ACQUA: CONOSCENDO I PROBLEMI
“ Partiamo da un piccolo ecosistema per aiutare l’intero pianeta.”
“Che cos’è un ecosistema ?” “A cosa serve conoscerne i problemi e il funzionamento?” “ Possiamo aiutarlo in qualche modo?”.Domande interessanti, ma a cui non tutti saprebbero rispondere o ancora peggio tanti risponderebbero “non m’interessa”. Perché essere così indifferenti nei confronti di quello che ci circonda. Noi possiamo e dobbiamo conoscere e aiutare il mondo in cui viviamo.
Ultimamente questi progetti per educare alla conoscenza dei problemi con quali si confronta l’umanità sono frequenti. Proprio qualche giorno fa si è tenuto un seminario presso l’Aula Video del Istituto di Istruzione Superiore F.Filelfo di Tolentino per approfondire le conoscenze a proposito del “Lago delle Grazie” di Tolentino. Pochi sanno che il lago, conosciuto da tutti come una semplice risorsa idrica, è in realtà un ecosistema complesso che contribuisce alla vita di tutti i giorni per migliaia di esseri viventi. Infatti l’ecosistema è un insieme di tutti i organismi biotici e abiotici che fanno parte di una determinata area geografica in questo caso del nostro lago.
Questo sistema apparentemente semplice è però regolato da un insieme di rapporti complessi tra gli organismi viventi e non. Infatti sapere come funziona un ecosistema aiuta a renderci conto della varietà che ci circonda. Quella varietà che inconsapevolmente distruggiamo ogni giorno. Quella varietà che solo conoscendola la apprezziamo. Quella varietà che dobbiamo salvaguardare. Da questo seminario si è potuto esplorare, anche se indirettamente il ciclo e la gestione dell’acqua. Abbiamo analizzato insieme la rimozione e l’utilizzo dell’acqua dal suo ambiente naturale. Abbiamo imparato la gestione dei flussi idrici. Abbiamo saputo come è il ciclo dell’acqua, del quale fa parte la captazione, il trattamento, l’adduzione, la raccolta e la depurazione. Il nostro lago anche se non molto vasto contribuisce comunque insiemi ad altri delle vicinanze a produrre energia elettrica.
A parte tutto questo, un altro aspetto riguardante l’acqua di cui siamo stati informati e che tutti dobbiamo prendere in considerazione seriamente i problemi. Problemi minori per il nostro lago, maggiori per territori più vasti. Mi sto riferendo all’inquinamento presente in tutto il mondo, soprattutto nei paesi industriali. Sono presenti un sacco di inquinanti , che però si possono evitare. Infatti solo quando le cose si conoscono, si studiano , si vivono in prima persona, si apprezzano e si salvaguardano. Così io invito tutti a riflettere, e a partecipare a questi eventi importanti perché solo
in questo modo attraverso la partecipazione e l’educazione si potranno prevenire gravi danni che sono già presenti. Ognuno, solo partendo da sé stesso può aiutare, nel suo piccolo il mondo intero. Un consiglio non sprecate le occasioni che ci offre la scuola e il paese possono aiutarci a vivere meglio. Andate quindi ai incontri, perché con l’informazione e un piccolo impegno si eviterà, forse una catastrofe che ogni giorno sembra più vicino.
L’ultimo respiro, l’ultima goccia…
La fine del mondo è arrivata. Lo sapevo, tutti lo sapevano, eppure è riuscita a coglierci di sorpresa, impreparati. Non avrei mai immaginato che sarebbe stata così lenta e dolorosa e che ci avrebbe fatto soffrire così tanto. So che, in passato, quando ipotizzavano sulla morte del pianeta Terra, avevano in mente mille teorie e credevano che un giorno saremmo morti di freddo a causa della morte del sole, ma non è stato così. Il sole c’è ancora. Purtroppo la causa è il fatto che è finita l’Acqua. Acqua. Mi basta pensare a questa parola per avere ancora più sete. In passato l’Acqua veniva sprecata, perché ce ne era così tanta che nessuno sentiva la mancanza di qualche litro in meno. Io non riesco neppure ad immaginarmelo quel mondo di una volta, tutto verde, pieno di piante, di fiori, di vita; ma soprattutto non riesco ad accettare che le persone siano state così stupide de non rendersi conto che stavano sprecando ciò che è più indispensabile alla vita. Oggi il mondo non è altro che una distesa di deserto e quelle parti non ancora desertificate sono soltanto campi di battaglia e gli uomini muoiono di continuo per impossessarsene. Sono pochi ormai al mondo quelli che non sono assassini; uccidere è diventato così naturale! A volte anche solo per qualche goccia d’acqua! Ho saputo che molto tempo fa, nel 2000 più o meno, (quando si aveva ancora a disposizione l’Acqua) cominciarono le guerre per il petrolio… che cosa stupida! Mi viene quasi da ridere al pensiero che qualcosa di non indispensabile, come il petrolio, veniva considerata importante quasi quanto l’Acqua oggi. Sono sopravvissuta fino ad oggi, a malapena, solo perché i miei genitori si sono impegnati tanto per fornirmi un po’ d’Acqua quasi ogni giorno (quei 5 litri di fabbisogno giornaliero) e per questo mi ritengo molto fortunata; ma in fondo lo so che non durerò a lungo; non mi dispiace, non ho paura della morte se la vita è solo sofferenza. L’unica cosa che mi spaventa è che il mondo sta morendo con me ed io non posso fare niente per impedirlo. Avrei voluto essere vissuta molti anni fa, quando l’Acqua ancora c’era, solo per avere la possibilità di spiegare agli altri quello che sarebbe successo in futuro e dire loro di non sprecarne neanche una goccia. Molte, troppe gocce invece sono state utilizzate senza pensare alle conseguenze future. Se solo gli abitanti della Terra avessero tenuto in considerazione quei semplici consigli, come ad esempio quelli di riparare rubinetti difettosi, riciclare l’Acqua per innaffiare le piante, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, lavare l’auto senza Acqua corrente, fare la doccia invece che il bagno, forse oggi avremo un pianeta migliore. Anche i più potenti, che fino a poco tempo fa erano riusciti ad avere un po’ d’Acqua, stanno morendo. Siamo quasi alla fine; so che niente sopravviverà. Mi chiedo dove sia Dio in questo momento; se ci sta guardando perché non prova pietà di noi, perché non ci aiuta? Ma forse è meglio così, ce lo siamo meritato. Lascio il mio pianeta senza rimpianti, quasi volentieri, l’unico mio problema è che vorrei poter fare qualcosa per quelli a cui voglio bene. Anzi, forse un ultimo rimpianto ce l’ho: avrei voluto poter vedere la pioggia; mi è stato raccontato che è molto bello osservare le gocce che dalle nuvole cadono velocemente, per andarsi a posare sulla terra, nutrendola e donandole vita e speranza.
C.R.A.S.
Pianeta terra
Caos,caos,caos! Ecco come si presenta il pianeta terra. L’acqua è finita! Scomparsa!non piove da più da mesi e la gente è completamente impazzita. Vaga per i super mercati sperando di trovare una bottiglia, un po’ di ghiaccio, della verdura o della frutta.
Invece niente…
Sugli scaffali dei negozi non rimane nulla, solo delle scatole di biscotti o delle confezioni di patatine che, invece di allietare l’animo della popolazione, mettono più sete.
Sete. Sete. Sete. La sete è tanta!troppa! L’acqua non c’è più. Svanita! Scomparsa! La gente disperata è arrivata anche a bere l’acqua dei mari. Ma tanto è inutile perchè i 2/4 di essa è già stata destalinizzata, con delle grandi macchine che vaporizzano l’acqua e la raccolgono mentre lasciano il sale, ed è già stata consumata tutta.
L’acqua restante negli oceani è impossibile da destalinizzare perchè ha un concentrato salino pari al 120-130% e le macchine non riescono a renderla “dolce.”
I governi più potenti sono stati sciolti perchè non sono stati capaci di trovare delle risorse d’acqua per la popolazione.
Almeno non esistono più le guerre, o perlomeno non ce ne sono più da dopo la seconda guerra fredda(in cui USA, Francia e Inghilterra si sono alleate contro la Russia per toglierle il monopolio dell’acqua).
La popolazione di fronte a questo problema si considera tutta unita e non appartenente a razze, etnie o costumi diversi.
Ormai essa ascolta e rispetta solo le leggi dell’Onu.
Anche se a volte ci sono degli episodi di malcontento e di violenza che, man mano che scarseggia l’acqua, tendono ad aumentare.
L’Onu comunque ha mobilitato i maggiori scienziati e geologi del mondo per risolvere questa situazione…
Aula congressi numero 55 dell’Onu
“dobbiamo trovare una soluzione! La gente là fuori sta morendo, soprattutto le persone che vivono in africa, nell’america del sud e nel lontano oriente.” Dice il presidente del C.R.A.S. (centro ricerche acqua scomparsa) il signor C. Brown.
“ abbiamo appena concluso la prima fase; cercare l’acqua sulla superficie terrestre. I dati risultano negativi … l’acqua non è ne sulla superficie terrestre ne nel sottosuolo.” Risponde un geologo.
“fino a che profondità avete cercato?” chiede un altro.
“ più o meno sui 10-15 metri di profondità”riferisce li geologo di prima.
Il presidente”allora cercherete l’acqua più in profondità. D’altronde vi dovete muovere!!! Non stiamo giocando!!! Questa storia sta già combinando un bel po’ di guai: la gente è impazzita, no capisce più nulla e cerca di continuo qualcosa da bere… come già sapete ci sono anche stati degli episodi di antropofagismo, come facevano i felini africani che mentre mangiavano le loro prede si dissetavano con il loro sangue.
La situazione è grave! Per non parlare dei pesci e della flora acquatica che si sono estinti eccetto alcuni tipi di alga che riescono per miracolo a vivere nelle acque salate.
Senza contare che gli animali soffrono e attaccano anche l’uomo se possono o addirittura anche i loro stessi simili, oltre ai vegetali e le pianti che sono quasi tutte inaridite”.
Allora un geologo :” ma è presidente è praticamente impossibile cercare in tutto il sottosuolo… ci potrebbero volere anni.. Decenni! Non abbiamo tutto questo tempo!”
“pensa che io non abbia considerato anche questo? Che sciocco! Cercheremo l’acqua dove c’è una maggior concentrazione di roccia permeabile come calcare o altro seguita da della roccia impermeabile. Lì sarà presente sicuramente dell’acqua e potrà aiutarci a uscire da questo pasticcio.” Riprende il collega con aria severa.
Allora una vocina dal fondo si leva soave ma allo stesso tempo decisa:” propongo di cercare nell’america del nord, per la precisione i Canada, perchè in quei luoghi sono scomparsi di recente molti bacini lacustri e probabilmente l’acqua si trova ancora li sotto.
È la voce della dottoressa Jane Watson, esperta in geologia e studio del comportamento dell’acqua.
Tutti rimangono sorpresi e alcuni anche indignati perchè l’unica donna presente nella stanza è riuscita a trovare il luogo in cui può essere più facile la ricerca.
“allora le ricerche avverranno là”intervenne il presidente “ per di più sarà la dottoressa Watson a capeggiare i lavori.
Avete la nostra fiducia.”
Il giorno dopo viene costituita la squadra 1, guidata dalla dottoressa, che parte subito per andare alla ricerca dell’acqua.
La squadra è composta da cinque persone: la dottoressa J. Watson, Jim Macksen, Mary Smith, Adam Wells e Whilliam Cohen.
Sono tutti geologi professionisti con la voglia di risolvere il problema della terra.
Appena arrivano nel luogo scelto iniziano subito i lavori. Però per una settimana non arrivo alcun risultato positivo. La squadra è scoraggiata ma la dottoressa non si arrende.
Infatti lei continua a lavorare anche mentre i suoi sottoposti dormono. È così che trova quello che cercava. È notte fonda, e Jane continua a cercare la falda quando sente uno strano rumore e pensando che fosse un animale pericoloso, si allontana di circa 10 metro i dal luogo in cui cercava da una settimana .Trova una piccola caverna e ,presa dalla curiosità, la percorre e trova…. La più grande falda acquifera mai esistita sulla terra!!! Grande come un tempo era il mar nero ed è composta da acqua pulitissima con alcuni esemplari di pesci che sembravano estinti. Corse all’accampamento e comunicò ai suoi la lieta scoperta.
Dopo circa due giorni l’acqua venne classificata potabile e utilizzabile per uso domestico.
Allora viene trasportata in tutto il mondo e successivamente si scoprì che l’acqua che sembrava sparita era finita tutta in quella falda.
Il mondo si salvò e la squadra 16 capeggiata dalla dottoressa Watson verrà ricordata da tutte le generazioni successive a quel fatto.
Agamennoni Annalisa 2B
ORO BLU: INDISPENSABILE!
A Silvercity è la mattina dell’11 Giugno 2025 e tutto procede come al solito: c’è chi si fa il bagno, chi si dà al giardinaggio innaffiando le piante, chi lava l’auto con l’acqua corrente o chi, ancora, gioca facendo gavettoni per strada; ma nessuno si rende conto che tra poco accadrà qualcosa di tremendo a sconvolgere la loro routine. Intanto sulla nuvola più grande e candida, si sta tenendo, in gran segreto, una riunione tra le più anziane gocce d’acqua salata, dolce, potabile e non.
“Questi uomini non hanno ancora compreso che noi non siamo inesauribili” dice la goccia potabile.
“E’ vero, nessuno si preoccupa più di noi, 15 anni fa venivano indetti convegni dove si spiegava l’importanza di non sprecare l’acqua” replica la goccia salata.
“Giusto, mi sembra che dicevano: -Stiamo usando più acqua di quella che possiamo permetterci, le falde acquifere sono agli sgoccioli, andiamoci cauti! Per risparmiare, basterebbero pochi, semplici, ma importanti accorgimenti come:
1)far riparare i rubinetti stillanti,
2)riciclare l’acqua, utilizzata prima per cucinare la pasta, per lavare poi i piatti,
3)fare la doccia al posto del bagno,
4)verificare lo stato di salute dell’impianto idrico,
5)lavare frutta e verdura in appositi contenitori, senza usare acqua corrente,
6)o, ancora, riutilizzare l’acqua usata in precedenza per innaffiare le piante- ve lo ricordate care goccioline?”
Diversi mormorii di assenso si levarono tra le gocce, poi la stilla non potabile prende la parola: “Noi non possiamo essere bevute a causa dei residui delle sostanze che l’uomo utilizza per l’alimentazione e per le attività quotidiane, ma anche e soprattutto per gli scarichi delle industrie.”
“Dobbiamo fare qualcosa per cambiare la situazione, lanciare un segnale forte: bisogna che capiscano che noi prima o poi finiremo se continuano a sprecarci e a non usare attenzioni per noi” esclama la goccia dolce.
“Forse ho un’idea, che dite se spariamo dai ‘rubinetti’ della Terra?” propose l’acqua salata.
“Ok, proviamo a vedere se, davanti al fatto compiuto, impareranno a rispettarci!”
Detto fatto nel giro di qualche giorno quasi tutta l’acqua potabile, salata e dolce evaporò, rimase però quella non potabile.
Così, un giorno, gli uomini appena svegli si accorgono che qualcosa non va in quanto le previsioni meteorologiche avevano promesso un’acquazzone tremendo e invece nel cielo non c’è una nuvola, ma solo un sole che ti invoglia a fare un salto al mare. Perciò quasi tutti inconsapevoli si dirigono in spiaggia, ma si trovano di fronte a uno spettacolo agghiacciante: l’acqua del mare è sparita come per magia. Tornano a casa assetati e sconsolati a causa del gran caldo, aprono i rubinetti per rinfrescarsi, ma non esce nulla!
Tutti assaliti dalla sete prendono d’assalto i supermercati, con la speranza, se pur vaga, di trovare una goccia d’acqua, ma anche lì niente: non c’è più nulla da bere!! Gli scienziati alla TV espongono e indicano colpe e responsabilità e descrivono scenari apocalittici ormai imminenti.
Le goccioline, osservando dalla loro nuvoletta, capiscono che la persone si sono finalmente convinte che senza acqua la vita è finita e così tornano a cadere abbondanti sulla Terra.
L’acqua è fondamentale per la vita, un bene prezioso e, come hanno imparato i nostri amici del futuro, non possiamo sprecarla.
Noi e l’acqua: l’acqua nel nostro immaginario
L’acqua è senza dubbio un elemento di vitale importanza, una risorsa insostituibile che accompagna l’esistenza di ogni forma di vita nel nostro pianeta. Purtroppo a causa di cambiamenti climatici e soprattutto del fenomeno dell’ “effetto serra”, si ipotizza in un futuro prossimo di avere carenza d’acqua; rischiando di divenire oggetto di conflitti internazionali come lo è oggi il petrolio ( per questo chiamata anche “oro blu”).
Tutti quindi dovremmo avere una maggiore consapevolezza, nei modi d’uso e nei consumi, tutelandone possibilmente la purezza e la qualità.
Nella quotidianità di ognuno di noi si ha un contatto differente con l’acqua: c’è chi ama soltanto berla ed ha il terrore di fiumi, laghi e mari, chi invece gli dedica la propria esistenza (marinai), per molti è fonte di guadagno o sopravvivenza (pescatori), altri ancora la vedono come una meta di meritato riposo (vacanza). Io ho sempre avuto un buon rapporto con l’acqua; grazie a mio padre che fin da piccolo mi ha stimolato a prendere confidenza con essa e mi ha insegnato a nuotare fortunatamente in piscina. Infatti lui ha avuto il suo primo contatto con l’acqua, facendo il bagno nel fiume Potenza: gareggiava con i suoi amici per arrivare primo nell’altra sponda, costruiva zattere e barchette traballanti, ma ricorda con gioia questi momenti di gioco felici.
Oggi questo non è più possibile e nonostante sia passato solamente qualche decennio, la situazione è totalmente cambiata; fiumi inquinati carichi di immondizie varie, non fanno presagire nulla di buono.
L’uomo sta rovinando il proprio habitat naturale e se non corriamo ai ripari rischiamo di cambiare il nostro ecosistema. Dovremmo ognuno di noi farci un esame di coscienza e fare uno sforzo per non distruggere il nostro mondo.
Noi e l’Acqua …
“L’Acqua nel nostro immaginario”
Noi,uomini di tutto il globo,pensiamo che i vero oro della terra sia il petrolio,il cosiddetto “ORO NERO”; per il quale scoppiano guerre,lotte e scontri di ogni genere….
Ma vi posso garantire che non è questo l’elemento di primaria importanza.
Che cosa si farebbe ,infatti,senza quella risorsa essenziale che è l’acqua?
Se essa dovesse scarseggiare, le guerre non basterebbero ma soprattutto non servirebbero granchè:dunque il vero bene prezioso terrestre è L’ORO BLU…L’ACQUA…la quale va custodita,mantenuta ,ben curata,perché senza la sua presenza,non c’è rimedio;la popolazione dell’intero pianeta ne sarebbe sterminata!!!
L’acqua è qualcosa di straordinario … se potessimo stabilire essa in una classifica o meglio in una piramide naturale, senza dubbio occuperebbe il primo posto, in quanto di pregiata qualità,di ottime potenzialità,un vero “imperatore naturale”.
Per riuscire a capire meglio l’essenza fondamentale dell’acqua per un essere umano voglio far riferimento ad una esperienza personale.
L’estate di circa quattro anni fa, insieme alla mia famiglia, andai in vacanza in Sicilia, una delle più belle terre italiane.
Qui all’inizio, fu una vacanza come tante, piena di entusiasmo, allegria e divertimento ma, dopo circa cinque giorni iniziò un vero e proprio cataclisma: le temperature cominciarono ad aumentare notevolmente, la gente, soprattutto le persone più anziane, si sentiva male; gli animali gironzolavano straziati, esasperati con la loro lingua asciutta, in cerca di qualche rimedio… noi ragazzi non avevamo la forza neanche di giocare a beach volley sulla spiaggia…tutto questo sapete perché..?!
Perché l ’acqua non bastava per soddisfare le nostre giornate, era al limite, tutti ne avevamo bisogno, era richiesta ovunque, giravano miliardi di persone cariche di bottiglie d’ acqua che “svaligiavano” i supermercati, tutti impazziti per il forte caldo e la “risorsa blu” che sembrava non bastare.
Mi ricordo che come terminavo di bere, la mia gola era di nuovo secca e sembrava che mi si chiudessero le corde vocali, che mi si intrecciassero tra loro; non avevo neanche la forza di parlare!!!
Ricordo cagnolini morti per i vicoli della città e i pochi rimanenti, che come soluzione alla eccessiva calura trovarono l ’acqua del mare!
Pensare a queste situazioni può sembrare surreale ma, invece, fu ed è spesso; purtroppo, una crudele realtà!
Quella volta però vi fu un lato positivo: Ogni bagno in quelle limpide acque del Mar Mediterraneo sembrava paradisiaco… l’ odore delle onde era fresco, il rumore era dolce e delicato, l’acqua accarezzava ogni parte del mio corpo e lo ricopriva del suo fresco sapore; quasi sembrava aprire le vie respiratorie e dar nutrimento, la voglia era quella di invogliarle, di portarmele sempre al mio fianco.
Questa esperienza, fu un vero strazio per quanto riguarda la carenza d’ acqua durante due interminabili settimane, la scarsità legata alle esigenze “alimentari”.
Tale vacanza, si è anche rivelata meravigliosa in quanto in quei lunghi, interinati bagni ho potuto apprezzare quanto l’ acqua sia davvero importante e gli spettacoli unici, fantastici che essa ci può regalare!
Da questa esperienza porto con me perciò, due aspetti dell’“ORO BLU”, ma ciò che veramente ho capito è che una risorsa così significativa non bisogna sottovalutarla e soprattutto occorre farne tesoro perché, se anche può sembrare banale dirlo e soprattutto non ce ne accorgiamo, ricordiamoci che la vita è una sola e per questo va trascorsa al meglio tenendo sempre presente che questo componente cosi semplice e comune è in realtà un dono inestimabile e vitale che una volta terminato porta con se la fine della vita!
NOI E L’ACQUA
L’acqua nel nostro immaginario
ACQUA,OMBRA TRASPARENTE DELLA MIA VITA
Nella mia vita rappresenta relax,salvezza,una paura da superare,spettacolo, divertimento,l’entità fondamentale per la sopravvivenza eppure non sto parlando di mia madre,bensì dell’acqua.
Questo semplice composto di due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno e’ una sostanza inodore,incolore insapore che ricopre il settanta per cento della superficie terrestre(non tutta potabile)eppure sta scarseggiando per il nostro eccessivo uso e spreco.
La maggior parte degli adolescenti beve due litri di coccola o estatè al giorno ma secondo me,la bevanda più buona e’ l’acqua e inoltre sento che quando la bevo,mi da’ nuova forza,(altro che il doping!),e per questo e’ nel menù di casa mia ogni giorno.
Penso che,diventato calciatore famoso,farò pubblicità come Del Piero o video sulla difesa dell’acqua come L.Di Caprio o Jay-Z così l’acqua rappresenterebbe anche una forma di guadagno.Fino all’età di nove anni,le prime volte al mare di Civitanova,avevo così tanta paura che rimanevo tutta la giornata sulla sdraia;quando mi avvicinavo alla riva,vedendola “minacciosamente”avvicinarsi a me,correvo con il cuore in gola fino alla sdraia,non importava di chi fosse.In seguito continuavo ad avere contatti con l’acqua solo dai rubinetti e nei documentari in TV;quelle stupende immagini delle Maldive, Cuba,Caraibi…però mi hanno fatto sognare e vorrei viverci da grande .Quest’estate vedendo mio fratello di dieci anni giocare con i gavettoni e divertirsi mi ha reso felice e fatto ricordare i vecchi tempi quando i miei amici mi bombardavano. L’acqua rappresenta anche relax;la doccia quotidiana,oltre all’igiene,mi scioglie le fatiche della giornata e mi fa sentire libero,come rinato.Il mare della Grecia e’ il ricordo più bello;da una collinetta,nei dintorni di Atene,si poteva ammirare l’acqua pulita che rifletteva la luce del Sole:era uno spettacolo della natura!
Come sempre e’ nel calcio che sento le maggiori emozioni;giocare le partite sotto la pioggia e’ una guerra ,e’eccitante,e’un avversario in più da battere e queste vittorie danno più soddisfazione. L’acqua e’ un diritto di tutti,non e’ di nessuno e spero che tutti,in un futuro prossimo,possano godere di questa risorsa e dono della Terra;L’ACQUA.
L’acqua, risorsa e fonte di vita
Articolo di giornale
L’importanza di una goccia
Lasciare il rubinetto aperto anche se non serve? Meglio di no! Con le abitudini della società, quanti sprechi, purtroppo, si possono compiere…
Pur essendo infatti la principale fonte di vita, l’acqua non viene considerata come tale. Nella quotidianità non ne possiamo fare a meno:dalla mattina alla sera l’acqua è indispensabile per noi.
Basti pensare che anche il nostro corpo è costituito in maggior parte da questa risorsa e che nella nostra vita quotidiana ha due principali usi. Infatti, anche se il più diffuso resta quello domestico, che ha avuto il suo boom con il trasferimento della popolazione dalle campagne alle città, non bisogna dimenticare l’uso agricolo. Il 70/80 % delle acque dolci serve all’irrigazione dei campi.
Nel 1960, però, con la rivoluzione verde, l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti, il disboscamento di molti terreni per renderli coltivabili, ha provocato l’inquinamento delle falde acquifere.
Ancora oggi, numerose industrie scaricano sostanze nocive in fiumi e laghi, andando ad inquinare le acque superficiali e sotterranee. Gli effetti di questi sovrasfruttamenti si ripercuotono sui terreni e maggiormente sul clima:impoverimento delle terre coltivate intensamente, desertificazione, siccità.
Purtroppo lo scenario che si apre davanti a noi non è dei migliori. Infatti la desertificazione e la siccità saranno la minaccia per la sopravvivenza di due miliardi di persone.
L’acqua è una fonte di vita, che tutti quindi dovrebbero avere. La realtà però è completamente diversa. L’ONU(Organizzazione Nazioni Unite) e l’OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno stimato in quaranta litri di acqua la giorno il diritto minimo all’acqua di ogni persona.
Gli italiani possono ritenersi fortunati, in quanto la disponibilità di questa risorsa supera i quaranta litri di acqua al giorno.
In Africa, invece, la situazione cambia radicalmente: la maggior parte della popolazione non ha a disposizione neanche cinque litri di acqua al giorno per usi fisiologici. Ecco perché più di duecento milioni di bambini muoiono per il consumo di acqua insalubre e per le cattive condizioni sanitarie che ne derivano. Con il passare del tempo la disponibilità di questa fonte di vita diminuirà e verrà paragonata al petrolio.
“L’oro blu” sta diventando una risorsa strategica vitale. La sua rarità e importanza porteranno sempre più a politiche dell’acqua e conflitti internazionali. Già oggi esistono situazioni conflittuali, come per il Nilo. Infatti, il suo percorso si snoda in ben nove paesi, che sono in lotta tra loro per riuscire a sfruttare più acqua possibile.
La gestione di questa risorsa in tutto il mondo è regolata dal potere delle grandi multinazionali. Anche se l’acqua è una fonte di vita e come tale dovrebbe essere un diritto di tutti, la privatizzazione ha portato il suo costo alle stelle.
Non ci stiamo rendendo che la situazione sta degenerando; l’acqua sta finendo e molte persone muoiono perché non la possiedono.
Cosa possiamo fare? Costruire desalinizzatori per trasformare l’acqua salata in potabile potrebbe essere un’idea.
Ma se vogliamo salvare il nostro pianeta dobbiamo imparare a rispettarlo.
Non sprechiamo l’acqua perché ogni sua goccia conta.
La grande siccità
E’ il quattro luglio. Sono esattamente diciotto giorni che i rubinetti non funzionano. Neanche una goccia. A causa del caldo torrido e soffocante, di tre gradi sopra la media stagionale, io e mia madre ci siamo rifugiate in cantina, dove è più fresco. Affacciandoci di fuori, vediamo solo siccità e desolazione; l’avevo detto a mio padre che sarebbe stato meglio non tagliare l’erba, lasciarla alta, così necessitava di poca acqua. E, considerato che ce l’avevano razionata da qualche mese, sarebbe stato un vantaggio, forse i nostri cespugli avrebbero resistito un po’ di più. Ma ora il punto non è che il mio giardino sembra solo un tappeto giallo di argilla screpolata e erbetta avvizzita: ciò che mi preoccupa è che anche noi rischiamo di fare la stessa fine delle piante.
E’ un bel po’ che gli scienziati alla televisione non fanno che ripetere: “Ve l’avevamo detto!”. Preferiscono crogiolarsi nel piacere di aver avuto ragione piuttosto che cercare una soluzione a questo disastro. Sì, sono nel giusto, la situazione stava peggiorando in modo evidente e le risorse idriche diminuendo drasticamente, eppure molti paesi, Italia compresa, hanno scelto di chiudere gli occhi e far finta di niente invece di interessarsi seriamente ai problemi ambientali.
Solo qualche giorno fa il premier ha deciso di agire, ma nel modo sbagliato, cioè dichiarando guerra ai paesi nordeuropei, aventi a disposizione numerosi bacini idrici e completamente estranei alla crisi che attraversa mezzo mondo, dall’ Asia all’ Africa, dal Sud America all’ Europa stessa.
“La grande siccità”, la chiamano così i politici in tv. Mi chiedo come facciano i dipendenti delle reti televisive a voler lavorare sapendo che migliaia, anzi, milioni di persone muoiono di sete. E hanno pure la sfacciataggine di fare le previsioni metereologiche: ma se sono mesi che non vediamo una nuvola! Senza precipitazioni frequenti, il ciclo di auto-rigenerazione dell’acqua sta andando a rotoli. In pochi anni l’effetto serra ha modificato radicalmente il pianeta: venti anni fa, la desertificazione riguardava circa il 40% delle terre emerse, 5,2 milioni di ettari; oggi, nel 2028, tocca il 70% e non calcolo neanche gli ettari perché sono comunque tanti, troppi.
Il livello delle acque dei mari e degli oceani sfiora i due metri e mezzo al di sopra del normale, con danni incalcolabili per le città costiere; le falde acquifere sotterranee sono ormai prosciugate, i ghiacciai polari sono quasi tutti sciolti e le nazioni più bisognose fanno a gara per accaparrarsi qualche iceberg d’acqua dolce.
Sembra un’iperbole apocalittica, eppure è la realtà.
La guerra per l’oro blu infuria da tre anni.
L’Italia, convinta di avere risorse a sufficienza per almeno dieci anni, se ne era sempre tenuta fuori, dichiarandosi neutrale; l’improvviso e radicale cambiamento DI POSIZIONE potrebbe rivelarsi una cattiva scelta, perché il conflitto in arrivo provocherà sicuramente un ulteriore calo demografico.
Gli animali randagi ma anche domestici e selvatici, gli anziani, i barboni e i bambini sono già stati decimati dalla sete e dal caldo eccessivo. Le forze lavoro per il futuro si basano sulle idee dei giovani, poiché piano piano diverse aziende in scala mondiale, così come piccole botteghe dietro l’angolo stanno dando forfait..
Se anche Michele, il simpatico fruttivendolo dietro casa mia, dovesse lasciare il lavoro per rinchiudersi dentro casa come tutta San Severino, mia madre, ne sono certa, andrebbe davvero nel panico. Le è già venuta una crisi isterica quando, la settimana scorsa, mio fratello e mio padre sono partiti volontari per arruolarsi nell’esercito; non credo che resisterebbe ad un’altra batosta del genere.
Riusciamo ad andare avanti rubacchiando qualche bottiglia d’acqua di qua e di là e talvolta comprando da mangiare, giusto perché sappiamo che Michele ha anche lui bisogno di soldi per vivere. I prezzi sono alle stelle, eppure la gente continua ad assediare i supermercati per aggiudicarsi più vettovaglie possibile.
Un qualsiasi essere umano necessita di 50 litri d’acqua al giorno per poter avere una condizione di vita accettabile, e 40 litri sono il minimo diritto per ciascuno. L’Italia nel 2008 disponeva di 237 litri giornalieri a persona, ora può a malapena permettersene 7 o 8.
So di essere un po’ ipocrita, ma adesso mi pento di non aver risparmiato in passato: avrei potuto farmi sempre la doccia invece del bagno, avrei potuto non lavare la macchina con l’acqua corrente ma con il secchio, avrei potuto riparare i rubinetti che perdevano e risparmiare con lo scarico del water, oppure usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico.
Quanti sprechi. Ma adesso è troppo tardi.
Campetella Lucia
“ L’acqua risorsa e forma di vita ”
“ Madre natura in prognosi riservata, salviamola!!! ”
“Il terribile inquinamento idrico rischia di far precipitare la situazione della terra, chimici e studiosi al lavoro per salvarla.”
Come ormai da tempo veniamo a conoscenza dai mass media, dalle scuole e dai vari compressi, penso che il problema acqua sia entrato un po’ nelle case di tutt’ Italia e del mondo. Ora come ora ai tengono spesso conferenze su questo argomento, sia a livello nazionale che provinciale en comunale; infatti anche nella nostra scuola, l’istituto Filelfo di Tolentino; durante quest’ultimo periodo di febbraio, si è messo in atto un progetto sull’inquinamento idrico, che coinvolge professori di scienze e di lettere, per informare gli alunni circa questo problema. Si è discusso del famoso effetto serra, la barriera costituita da aria “sporca” e gas nocivi che ricopre, a mo’ di cappa, tutto il globo terrestre. Questa cosiddetta serra provoca un innalzamento della temperatura, ragione per cui negli ultimi decenni le stagioni hanno avuto un aumento di circa 1,5°C sulla media stagionale e tutto ciò ha dato vita ad una serie di conseguenze, alcune delle quali drastiche.
Una di queste è la desertificazione; tenendo conto che oggi il 40% del territorio mondiale è deserto, se il sistema umano continuerà così, fra 20 anni il nostro caro oro blu si estinguerà e la nostra vita non avrebbe più senso.
Non credo che tutti sappiano che la percentuale di acqua dolce a disposizione immediatamente è solo il 2,5%, di cui il 30% fa parte delle falde acquifere, il 60% dei ghiacciai e la restante dei piccoli sistemi idrici.
Se almeno la gente si informasse un po’ di più, invece di sprecare l’acqua, ci sarebbe meno egoismo, soprattutto verso i paesi poveri del terzo mondo, che non dispongono di acquedotti e i cui abitanti sono costretti a percorrere molti chilometri a piedi per raggiungere il pozzo più vicino, altrimenti non riuscirebbero a vivere. Sapete qual è il motivo per cui muoiono sempre più persone in Africa e Asia?
Proprio quello: l’acqua. Spesso e volentieri in una famiglia povera che genera almeno 5 figli, uno di loro decede per disidratazione o perché contagiato da qualche malattia del liquido amniotico infettato. Molti si chiedono proprio se è giusto continuare a privilegiarci lasciando morire di sete la maggior parte della popolazione internazionale, ad ogni modo non servirebbe a nulla, poiché ad un certo punto questo preziosissimo bene esaurirà.
L’effetto più mostruoso di questa alterazione ambientale dopo il degrado paesaggistico, l’alterazione di fauna e flora ittica, è sicuramente la mutazione genetica di ambienti e animali, con la possibilità che avvenga anche per l’uomo;basti pensare agli ortaggi coltivati in un terreno reso pregno dalle acque tossiche e nocive, essi entrerebbero comunque in commercio e muterebbero gravemente il nostro organismo.
Un modo per rispondere positivamente all’inquinamento idrico, provocato dagli scarichi delle industrie, dall’acqua piovana, da un uso agricolo e domestico non appropriato, esiste: la desalinizzazione. Si potrebbero istallare molti impianti per rendere l’acqua del mare dolce, ma il problema sorge anche qui: questi macchinari sono molto costosi e non vengono messi in funzione adeguatamente.
Tutto ciò che possiamo fare e ,mi appello soprattutto alle famiglie, è non sprecare l’acqua!
Ad esempio, se c’è siccità, non irrigate il vostro giardino, mandate gli elettrodomestici con il ciclo economico, chiudete il rubinetto quando non serve e soprattutto fatelo riparare quando perde!
La nostra adorata madre natura sta peggiorando di giorno in giorno, se non troviamo un rimedio alla svelta, la distruggeremo, vi prego, aiutiamoci a vicenda, salviamola!
“Per voi lo sforzo di riprendere la penna…!”
Ciao a tutti, mi chiamo Emanuela, sono un’anziana signora ormai giunta all’età di 85 anni; sono vedova, non ho figli, non ho più parenti, ne amici…sono sola….
Da giovane frequentai il liceo scientifico di Tolentino, dopo di chè, mi laureai in “Designer d’interni” a Roma.
Avevo molta fantasia nell’arredare interni sempre con grande originalità e singolarità, ma non ero poi così abile nello scrivere e sviluppare testi scritti, per cui, decisi che una volta conclusi gli studi, avrei, come si suol dire, “appeso la penna al chiodo!”.
Invece, ora, con le rughe in viso, mi ritrovo qui, davanti al mio tavolino alanciare un appello, ad allarmare il mondo, a mettere in guardia tutti, perchè la situazione è davvero drammatica e peggiorerà sempre di più….
Non abbiamo più acqua.
La percentuale rimasta è a malapena sufficiente per consentirci di bere tre, e dico tre, bicchieri d’acqua al giorno.
Non usciamo più dalle nostre abitazioni; cerchiamo il più possibile di non muoverci e non sprecare energie, perchè muoversi significa sudare e sudare equivale a dire aver bisogno di acqua, acqua….acqua che non c’è…..
Non coltiviamo più piante perchè non possono essere annaffiate.
Lo stesso vale per gli animali, non c’è possibile neanche avere un gatto, giusto per farci compagnia, perchè non avrebbe niente di cui abbeverarsi.
L’80% del pianeta è giunto alla desertificazione; non c’è più vegetazione, gli animali e i pesci sono ridotti, per la grande maggioranza, a un mucchietto di ossa e di lische; le calotte polari? E che cosa sono?…Ora ….non lo ricordo neanche più….per via dell’innalzamento dei mari, dovuto allo scioglimento dei ghiacciai, causato sempre dall’aumentare della temperatura, che ha provocato la distruzione di molte città costiere.
C’è sofferenza e noia, ogni giorno è uguale all’altro, è sempre estate, gli inverni ormai sono solo un ricordo, siamo sempre sdraiati aletto ad aspettare, ad attendere la fine che sentiamo arriverà presto perchè….SENZA ACQUA NON C’E’ VITA….
Non riusciamo più neanche a dormire, ma viviamo solo con un grande rimorso: quello di esserci considerati superiori a tutto e di aver sottovalutato la natura, alle cui sorti non possiamo sfuggire….
Se tutti quanti avessimo dato importanza a quelle piccole perdite dei rubinetti, che consumavano inutilmente circa trenta goccioline al minuto e con la quale si sprecavano 200 litri di acqua al mese, ovvero 2400 litri di acqua all’anno forse non saremmo in queste condizioni!
Se ogni volta avessimo usato gli elettrodomestici solo a pieno carico, evitando di disperdere circa 32 litri di acqua ora non saremmo a piangere per l’acqua che non c’è!
Se tutti avessimo installato impianti duali, con un tubo in cui passava acqua pulita ed in un altro quella sporca, o avessimo impiantato ad ogni scarico dei water le cassette separate per non consumare 36 litri di acqua tutte le volte non avremmo decretato così presto la fine della vita nel mondo intero!
Se più regolarmente avessimo controllato lo stato degli impianti idrici, badando eventuali perdite che avrebbero portato ad un risparmio giornaliero del 50% di acqua, forse la nostra amata terra sarebbe ancora in bellissimo giardino!
Più semplicemente, sarebbe bastato farsi la doccia piuttosto che usare la vasca, o pulire le auto negli aut9olavaggi, invece di lavarle prevalentemente con acqua corrente utilizzando 153 m³ di acqua per una sola auto.
Se tutti quanti avessimo prestato più attenzione anche ad una sola delle tante precauzioni, ogni famiglia avrebbe risparmiato dagli 8000 agli 11000 litri di acqua in un anno…..e credetemi, viste come sono le condizioni ora, sono tanti davvero!
E pensare che prima, ogni persona in Italia disponeva di 273 litri di acqua al giorno, nagli Stati Uniti 425 litri, in Francia 150 e nel Madagascar 10, ora come ora con 273 litri di acqua andiamo avanti per quasi un intero anno.
Dopo tutto in media ogni essere umano necessitava si circa 5 litri di acqua al giorno per soddisfare il prorpio fabbisogno; perchè non ne abbiamo tenuto conto ed abbiamo voluto esagerare nel suo utilizzo?!
E pensare che l’intero pianeta, agli inizi del terzo millennio, era costituito dal 97,5% di acqua salata e dal 2,5% di quella dolce, oggi più o meno, ricopre solo l’1,5% del globo.
Purtroppo l’uomo ha utilizzato molta più acqua di quanta il mondo ne disponesse, infatti, siamo costretti a vivere, ancora per poco, in queste condizioni.
Come dicevo all’inizio, dopo tanti anni, ho ripreso la penna in mano per dare un avvertimento alle genrazioni future, per dire loro di non commettere il nostro stesso errore, di non sottovalutare tutte quelle percentuali e tutti quegli avvertimenti dati dagli scienziati esperti…..E scusatemi se nei concetti sono ripetitiva, ma voglio comunque concludere citando le parole di Jonhatan Lash:
“Stiamo usando più acqua di quanta la tarra può darci…….”
Ora, con la speranza che quello che una povera vecchia vi dice abbia almeno sfiorato la vostra sensibilità ed il vostro cuore e sia motivo di riflessione, riporrò la penna nel cassetto, questa volta pre sempre, e vi saluto, ricordando che meglio di così si può, o per lo meno, si poteva vivere…..perchè questa, senza acqua,……non è vita…….
ANNO 2058
“Mamma, mamma! Dove è andato papa?” chiese una bambina; “ è andato a cercare dei pozzi d’acqua potabile che non sono stati ancora trovati, per permetterci di sopravvivere ancora un po’ di tempo; ma dubito che ne troverà, visto che ci sono molte altre persone che, come noi, ricercano e penso che non ce ne siano più”, e la bambina perplessa replicò:” Ma perché l’acqua del mondo è finita” ,” Perché l’uomo non ha saputo regolarsi ed ha fatto del male al pianeta inquinando l’aria con gas di scarico, l’acqua con dei rifiuti chimici e moltissime altre azioni scellerate, non riuscendo a capire che era questa la risorsa più importante, né l’oro né l’argento, la risorsa di cui abbiamo bisogno per sopravvivere, il mezzo per cui Dio è riuscito a far vivere sia i vegetali che gli animali; non siamo stati capaci di capire che bisognava risparmiarla, non sprecarla, inutilmente come abbiamo fatto per molto tempo. Per questo ora il mondo è un’arida landa desolata e siamo costretti a vivere nell’indigenza cercando ancora qualche pozzo sopravvissuto in qualche zona remota” “ Mamma, mamma oggi alla radio ho sentito che alcuni uomini invitavano chiunque volesse ad andare fra due giorni a Milano all’industria della Purissima sfondare le barricate e cercare di accaparrarsi delle bottiglie di acqua” ma la bambina ancora più confusa le richiese: “ Perché pensano che li ci sia ancora dell’acqua?” e la madre rispose: “Perché gli imbottigliatori d’acqua, appena hanno capito che quella rimasta nel mondo stava per finire, ne hanno fatto un gran rifornimento ma invece di distribuirlo alla popolazione l’hanno tenuta solo per loro stessi sperando si riuscire a sopravvivere di più; così facendo hanno lasciato morire moltissime persone. Le prime sono state quelle dei paesi più poveri che solo prima riuscivano a vivere a stento con dei pozzi, me da quando i grandi industriali se ne sono impossessati, non sono riusciti a sopravivere e sono andati in paradiso” “ E perché gli zii sono andati in alta montagna?” “ perché l’uomo, con l’inquinamento, ha creato un buco nell’atmosfera terrestre, grazie a cui i ghiacci si sono sciolti e hanno fornito ancora un po’ d’acqua per dissetarci, ma secondo me e tuo padre quella è finita”, “ Ciao ragazze mie!” disse il padre “ ho una buona ed una cattiva notizia; quella cattiva è che non ho trovato nessun pozzo e dubito che ce ne siano altri; quella bella è che ho sentito degli uomini che si stanno organizzando per andare sulla costa e costruire un desalinizzatore, cioè un macchinario che serve per rendere potabile l’acqua del mare ed hanno bisogno di braccia forti, quindi partiremo domani mattina insieme a loro”; “ Magnifico caro, ma come pensi che vivremo fino al funzionamento del macchinario?” e il padre rispose “ Ci sono alcuni uomini che vanno a Milano, mi unirò per prendere abbastanza acqua per sopravvivere fino al completamento”; e la madre disse:” va bene, ci fidiamo di te”.
E così la famiglia cercò di sopravvivere al disastro creato dall’uomo, che ha causato la distruzione del dono più importante per lui:la vita sulla terra.
OGNI GOCCIA CONTA
L’origine acquatica della vita è stata da sempre riconosciuta da tutte le culture che hanno popolato la terra. Acqua è la pioggia che cade sui campi, è la fonte che disseta, è il liquido amniotico in cui si sviluppa il feto. L’acqua purifica il corpo da malattie e sostanze nocive, permette gli scambi e i commerci che si svolgono sul mare.
Il 22 marzo si festeggerà la giornata mondiale dell’acqua e quest’anno lo slogan sarà “l’acqua è uguale per tutti”. L’acqua è infatti una delle risorse più preziose per l’umanità. Quella pura è pochissima e mal distribuita: infatti circa un quarto della popolazione globale non ha accesso a fonti idriche pure e ogni anno milioni di persone, di cui la metà bambini, muoiono per malattie dovute alla mancanza di acqua. Tutto ciò è sconvolgente, ma sembra così lontano dalla nostra vita quotidiana. Per la prima volta ho sentito questo problema più vicino a me grazie al progetto “corsi e ricorsi dell’acqua”, che ho seguito insieme alla mia classe. Frequentando una serie di lezioni sulla scarsità delle risorse idriche, sia io sia i miei compagni ci siamo sentiti particolarmente coinvolti da questa problematica, perché il futuro del mondo dipende proprio dall’uso consapevole o meno che faremo di questa preziosissima risorsa .
Si è parlato di alcuni degli effetti negativi dell’inquinamento sul ciclo dell’acqua, come il global warming o la progressione della desertificazione in zone sempre più ampie del pianeta, o l’eccessivo sfruttamento delle risorse idriche nell’agricoltura e nell’industria. Anche noi, con le nostre abitudini quotidiane, provochiamo a volte un eccessivo spreco d’acqua e non ce ne rendiamo conto, quindi basterebbe un piccolo impegno personale per modificare le abitudini deleterie ed agire in modo consapevole. Io credo che sia proprio un problema di mancata consapevolezza che porta tutti ad agire senza preoccuparsi delle conseguenze. Sappiamo bene che nel Medio Oriente le instabilità politiche sono dovute, oltre che al petrolio, anche alla gestione delle sorgenti di acqua dolce.
La dottoressa Simona Gregori , l’esperta che ha tenuto le lezioni, ha detto una frase che mi ha colpito molto: “Ogni goccia conta”, intendendo che anche il gesto più piccolo ha il suo valore per un risparmio idrico efficace; dobbiamo mostrare coerenza e coscienza nei nostri comportamenti quotidiani ma, allo stesso tempo, esigere dalle Istituzioni una politica ambientale che tuteli il nostro futuro.
Acqua dolce acqua
Il sole ardeva alto nel cielo, il terreno era secco e arido, le strade vuote, la città deserta. Avanzava lungo quella via infinita finché non giunse di fronte un bar, stanco per il gran caldo vi entrò.
In fondo due persone leggevano il giornale, i volti nascosti dalle pagine grigie. Si avvicinò al bancone:
”Un bicchiere d’acqua, per favore” chiese “Fa un caldo oggi!”.
Il barista, cupo in volto, restò fermo, continuando a strofinare un bicchiere in maniera quasi ossessiva .I due sconosciuti alzarono lentamente il capo mostrando le facce stravolte e vuote di chi aspetta la morte.
”Che diavolo succede?”.Le parole gli uscirono di bocca quasi involontariamente. Quel silenzio lo turbava, voleva parlare con qualcuno.
All’improvviso, da un angolo buio della stanza uscì una ragazza che lo osservava con aria felice, guardava il suo corpo sano e ben curato.
“Seguimi” disse d’un tratto, e si diresse verso un tavolo in fondo.
Lui la seguì senza esitare.
“Mi chiamo Emily” esordì lei con un sorriso smagliante.”Il mio nome è Peter… cosa è successo qui?”. “Non dirmi che non lo sai?!” domandò con gli occhi spalancati che quasi gli uscirono dalle orbite.
”No” rispose Peter timidamente.
“E’ da un mese che manca l’acqua”
”Com’è possibile? Non è forse una risorsa inesauribile?” chiese, un po’ confuso.
”Questo lo dice lei… in questo momento è molto difficile procurarsi acqua potabile, dopo la terza guerra mondiale è del tutto impossibile..”
”Terza guerra mondiale?” Peter non credeva alle sue orecchie.
”Si proprio cosi… L’acqua cominciò a mancare circa 10 anni fa. Io facevo parte di un’industria di desalinizzazione. I costi però erano troppi, non potevamo permetterci tutte quelle spese, così abbiamo fallito, e come noi, quasi tutte le altre industrie del mondo. L’inquinamento ha reso gran parte dell’ acqua inutilizzabile e dopo la terza guerra mondale la situazione è peggiorata. Dopo la guerra per il petrolio, c’è stata quella per l’acqua, e solo gli stati uniti possiedono sufficienti quantità di acqua potabile, essendovi in America la zona dei grandi laghi. A noi arrivano delle scorte ogni fine settimana, ma con la gestione privata da parte degli americani, i prezzi sono molto alti e non tutti possono permetterselo.
”E’ terribile” disse Peter, approfittando di un attimo di silenzio di Emily. ”Come riuscite a sopravvivere?”
”La maggior parte della gente qui muore.Mancano cibo e acqua; anche gli animali muoiono. Durante le giornate di pioggia la gente cerca di raccogliere l’acqua piovana in delle cisterne, ma l’organismo necessita di circa 5 litri al giorno e qui , ormai, non piove più da sei settimane.
Ho visto perfino molte persone bere la propria urina o addirittura cibarsi di altre persone” .
La voce di Emily era cambiata. Le guance si svuotarono, la sua pelle cominciò a raggrinzirsi e a cadere a brandelli dal suo viso, le mascelle scheletriche si mossero freneticamente , come in preda ad un ictus. Peter se la fece sotto e bagnò il pavimento. Gli altri due individui, ancora più mostruosi di Emily si gettarono ai suoi piedi a leccare la sua urina, mentre Emily tentava di strappargli la carne dalle ossa. Cacciò un urlo di pura paura.
Aprì gli occhi. Si trovava nella sua stanza, tutto sudato, nelle orecchie sentiva ancora il rimbombo di quell’urlo. Sì alzò, andò in bagno ad asciugarsi il viso e non fu mai stato così felice di vedere l’acqua uscire dal rubinetto. Restò li a guardarla scorrere e in quel momento capì quanto essa fosse preziosa. Sì lavò velocemente e richiuse il rubinetto altrettanto velocemente, in modo da non sprecare quella risorsa fondamentale.
L’acqua:L’unica salvezza per il mondo
Nell’ anno 2022 le risorse conosciute d’acqua erano completamente esaurite e tutti gli stati del mondo cominciarono a combattere tra di loro per cercare di impadronirsi delle ultime bottiglie d’acqua rimaste nel pianeta. Tutte le forme di vita ne risentirono,alcune cercarono di “modificare” il loro organismo per poter sopravvivere,altre forme di vita si spostarono in altri territori per cercare sorgenti d’acqua, altre morirono per la sete. Alcuni pensarono che questa crisi era accaduta per caso,ma in pochi sapevano che la colpa di tutto questo era soltanto dell’uomo: costruendo industrie e utilizzando l’acqua come discarica inquinando l’unica fonte di vita del mondo e l’eccessivo uso inappropriato ha esaurito tutte le sorgenti. Cosi,per far fronte a questo problema alcuni scienziati si riunirono e cercarono di scovare una soluzione. Alcuni anni dopo,facendo delle ricerche, scoprirono che un modo per riavere l’acqua esisteva,ma era un impresa difficilissima. Esisteva un fiume sotterraneo che si trovava a circa 5000 metri di profondità sotto il fondo di quello che una volta era il mare, e era necessario far saltare la parete rocciosa per far sgorgare l’acqua che avrebbe “ rifornito” tutte le sorgenti. Qualche tempo dopo cominciarono gli scavi, ma si accorse che non bastava una semplice trivella per bucare la parete di roccia e si dovettero utilizzare alcune macchine speciali. Verso la metà del lavoro gli scienziati riuscirono a prelevare una provetta contenente una goccia d’acqua che avevano trovato su di una roccia, analizzandola scoprirono che l’acqua di quella sorgente era contaminata da un alga tossica e per questo motivo dovettero costruire un potente depuratore nel quale avrebbero filtrato l’acqua per poterla rendere potabile. Fecero installare degli altri depuratori nei pressi delle industrie in modo da non commettere lo stesso errore di inquinare l’acqua,e educarono la gente sull’uso dell’acqua necessaria al fa bisogno personale così da evitare gli sprechi. Trivellata la parete rocciosa l’acqua comincio a zampillare fuori dal foro e sgorgando attraverso il depuratore andò a “rifornire” le sorgenti attraverso una fitta rete di canali costruiti dall’uomo Così il pianeta ricominciò a vivere e le persone che lo abitavano compresero la vera importanza dell’acqua come unica fonte di esistenza.
Noi e l’acqua: l’acqua nel nostro immaginario
Io sostengo l’idea che l’acqua sia un bene e un diritto di tutti e come tale, dovremmo avere nei suoi confronti molto più rispetto.
Ormai per essa viene sempre più utilizzata l’espressione “oro blu” in conseguenza del fatto che l’acqua non è un bene inesauribile proprio come il petrolio (l’oro nero).
Essa è sempre stata nella storia della terra la maggiore ricchezza e risorsa, ma oggi rischia di diventare per l’umanità il problema principale, sia per il nord che per il sud del mondo.
L’uomo si comporta scorrettamente in questa storia, minacciando la salute dell’acqua con l’inquinamento sia agricolo sia industriale e con gli scarichi urbani.
La sua disponibilità si riduce di giorno in giorno dai consumi troppo eccessivi in tutti gli ambiti, compresi quelli della quotidianità domestica: per esempio quando laviamo i piatti potremmo chiudere il rubinetto tra un risciacquo e l’altro, oppure accendere lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico.
Io personalmente da piccolo non avevo un buon rapporto con l’acqua, infatti non ho imparato subito a nuotare perché avevo paura dell’acqua alta.
Ora con il tempo sono riuscito a vincere i miei timori e nel nuoto me la cavo abbastanza bene (anche se ho problemi nel compiere i tuffi).
Secondo me è un dovere dell’intera società fare un buon uso dell’acqua non sprecandola, essendo questa un bene fondamentale per la vita.
Pochi anni alla rovina
Aperta la caccia all’ “oro blu”; premio: la sopravvivenza
La nostra fonte di vita sta scomparendo, non sprechiamola
I 2/3 della superficie terrestre sono coperti d’acqua; di questa solo il 2,5% è dolce. Essa è distribuita nei laghi e fiumi (0,3%), nei ghiacciai e calotte polari (60%) e nelle falde acquifere (30%), da dove noi preleviamo la maggiore quantità d’acqua. Questa risorsa però, anche se rinnovabile attraverso il suo ciclo, è limitata a causa del riscaldamento globale. Le temperature sono aumentate e l’acqua evapora molto più facilmente. Il cambiamento del clima è causato dall’effetto serra, derivato a sua volta dall’inquinamento atmosferico attraverso la grande quantità di polveri sottili presenti nell’aria. Questa fonte vitale sta perciò diminuendo: i ghiacci si stanno sciogliendo, i fiumi hanno diminuito la loro portata ed essa è sempre più richiesta, soprattutto dai paesi meno sviluppati. In queste zone, anche se presente, mancano i mezzi adatti per poterla utilizzare. Infatti Merzagora in un suo articolo del gennaio 2003 ci riferisce che in Bangla Desh, fino a pochi anni fa, si beveva l’acqua contaminata delle fognature perché non c’erano capitali sufficienti a scavare pozzi di 80 metri anziché 50 per evitare il problema delle radici. Proprio per questo motivo altre documentazioni ci riferiscono che il controllo delle fonti d’acqua potabile potrebbe diventare una delle cause di guerra più probabili. Ma anche adesso tra Siria e Turchia esistono dei forti contrasti per poter usufruire dell’acqua del fiume Eufrate. Oltre alle guerre si aggiunge un’altra conseguenza di questa scarsità: l’acqua, sporca di fango e contaminata quindi da funghi e batteri, è portatrice di gravi malattie e molto spesso anche di morte. Se in questo momento le statistiche affermano che 5000 bambini muoiono ogni giorno per malattie derivate dall’acqua contaminata, nel 2025, quando sarà ancora più scarsa, per queste regioni sarà davvero un dramma. Senza tale risorsa, che è la condizione necessaria della vita, non si cresce, non si produce, si muore. Per attenuare questa diminuzione bisognerebbe limitare gli sprechi, riciclandola quando è possibile e garantendo l’efficienza degli impianti idrici. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di costruire acquedotti paralleli: uno con dell’acqua di prima qualità per uso alimentare, un altro con acqua più scadente per altre destinazioni come quella agricola. Molti non tengono conto dell’importanza della disponibilità d’acqua e si dimenticano che fra qualche anno si combatterà per la sopravvivenza, per questo è importante farne un buon uso. Secondo me questo diritto umano deve essere accessibile a tutti e bisognerebbe investire dei capitali per la sua estrazione, purificazione, distribuzione e recupero anche nei paesi più poveri. In questo modo non solo evitiamo morti inutili, ma, usando correttamente questa fonte di vita, riusciremmo ad averne a sufficienza per tutti.
Valentina Cernetti
FONTE DI VITA
“H2O è l’unica formula chimica che tutti conosciamo”,come scrive Ph. Ball in “H2O una biografia dell’acqua”; questo è esatto ma dovremmo affermare che è la risorsa che usiamo di più; soprattutto sprechiamo consapevolmente, come sostiene M. Fontana in “l’acqua, natura, uso, consumo, inquinamento e sprechi”: “l’acqua è sprecata, sporcata, ignorata e dimenticata forse più di qualunque altra risorsa naturale”; sono d’accordo con Fontana, ma secondo me, in quest’ultimo periodo, l’acqua è la risorsa più sprecata e dimenticata; è una situazione ben visibile, quindi non si può dire FORSE, perché è una situazione concreta.
La carenza d’acqua è dovuta a diversi fattori come il mutamento climatico collegato alla desertificazione e all’effetto serra, che hanno provocato la diminuzione delle piogge estive e l’aumento della temperatura di 1,5 °C minacciando due miliardi di persone; una cattiva gestione delle acque di scarto; contaminate con sostanze chimiche; sovra sfruttamento delle falde acquifere o opere artificiali, per esempio dighe o canalizzatori che alterano l’ecosistema fluviale, impedendo quindi il normale deflusso con effetti devastanti sugli equilibri del sistema idrogeologico.
Il problema è che stiamo usando più acqua di quanto la Terra può darci, questo è molto grave perché pensiamo solo ad usare questa risorsa , considerandola inesauribile, il che non è affatto vero, perché a forza di utilizzarla sta diventando limitata, come ci è riportato in “Atti della Giornata mondiale per l’alimentazione 2002”; a mio parere però non è necessario tutelare di più l’acqua oltre alla giornata mondiale dell’acqua stabilita il 22 marzo di ogni anno, perché tutti noi, essendo responsabili delle nostre azioni, siamo in grado di riflettere sulle conseguenze e pensare al nostro futuro, riducendo così i consumi superflui dell’acqua con piccoli gesti quotidiani; per esempio il rubinetto che perde possiamo aggiustarlo o l’acqua che usiamo per la pasta possiamo utilizzarla per lavare i piatti o per annaffiare le piante.
Questi sono alcuni accorgimenti che tutti potremmo sfruttare per stare più attenti, a meno che ci si voglia far del male da soli, causando una diminuzione d’acqua per tutti; non è assolutamente giusto, perché dobbiamo essere una società capace di controllare gli usi e limitare gli sprechi, se non si vuole arrivare ad una guerra per il controllo dell’acqua come afferma in “La Stampa Specchio 2003”: “Secondo le organizzazioni internazionali, il controllo delle fonti d’acqua potabile potrebbe diventare una delle cause di guerra più probabili nei prossimi anni.”
Il paese più a rischio è il Medio Oriente, invece per alcuni Stati africani il problema non è la poca acqua ma l’inesistenza di mezzi finanziari per distribuirla alla popolazione.
Secondo me, una soluzione valida potrebbe essere quella di costruire acquedotti paralleli che vadano ad alimentare funzioni diverse dell’acqua.
Alcuni dati significativi presi in “La Repubblica 2003” sono: 2,5% dell’acqua del nostro pianeta è dolce, quindi la maggior parte è acqua salata, ciò comporta impianti e soldi da poter utilizzare per questi processi.
Un altro dato significativo è il 70% dell’acqua utilizzata in agricoltura. Per irrigare i campi, ci sono due modi, quello a pioggia o a goccia, perché l’acqua viene sprecata meno, trovandosi vicino la piantina mentre nella tecnica a pioggia il Sole fa evaporare le gocce e quindi non viene utilizzata al massimo.
“H2O in molte parti del mondo è marrone,sporca di fango e portatrice di funghi e batteri e quindi di malattie e di morte” sostiene M. Merzagora in “Un patto sul colore dell’acqua”, infatti 2,2 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie derivate dall’acqua contaminata,questo perché ci sono delle immissioni di materie contaminanti sia da parte delle attività industriali sia da quelle agricole.
A mio parere c’è un problema di fondo: il malfunzionamento delle attività, che non si rendono conto di quanto sprecano e inquinano non utilizzando metodi che le portano a risparmiare e a sprecare di meno, come dimostrano questi dati: 20.137 m3 all’anno sono utilizzati per l’irrigazione e solo 5.919 per l’energia, dati presi in “Il Sole 24 ORE,2003”, questo fa capire che si adottano per irrigare sistemi a pioggia, perché quelli a goccia sono più complicati da applicare, in quanto devono essere posti in ogni pianta.
Secondo me bisognerebbe sfruttare l’acqua che si spreca per l’energia, potrebbe essere una soluzione per le acque di scarto.
Un rischio è che l’acqua diventi privatizzata, ciò comporterebbe l’accesso a questa risorsa solo per i Paesi ricchi. A mio parere il mercato dell’acqua dovrebbe essere equo, non aumentando le tariffe, non sfruttando eccessivamente le falde acquifere ed eliminando la corruzione nel sistema di ripartizione dei diritti idrici.
L’acqua è un bene prezioso, limitato e di tutti, non bisogna sprecarla, ma riciclarla. Senza di essa niente può vivere, crescere e produrre, è necessario tenere sotto controllo i dati, non può essere per sempre disponibile se tutti continuiamo a pensare che sia illimitata e a utilizzarla in tutti i modi possibili.
In futuro l’acqua definita “ORO BLU” non potrà essere sostituita con l’ “oro nero”, quindi è un bene insostituibile,quasi raro.
Non distruggiamo la nostra vita.
Silvia Passarini
ACQUA: IL NOSTRO FUTURO IN PERICOLO
Oggi la causa principale dei conflitti tra i popoli è il potere, in un futuro molto prossimo sarà la sopravvivenza. La società odierna, basata sul consumismo, è alimentata dal petrolio, il cosiddetto “ORO NERO”; senza di esso infatti i paesi ricchi dovrebbero cambiare radicalmente modo di vivere ed abitudini. Tutti sono a conoscenza della carenza del petrolio, che di conseguenza aumenta ogni giorno di valore e prezzo, ma sanno anche che, qualora non dovesse essere più disponibile, una prospettiva di vita ci sarebbe comunque, nonostante i drastici mutamenti di usi e costumi. Il serio problema che da qualche tempo mette in forse la sopravvivenza della gran parte degli esseri viventi sulla Terra è però un altro: la sempre minore disponibilità di acqua potabile. «Destino veramente strano quello dell’acqua: se un essere umano ne è privato solo per pochi giorni, muore.[…] Allo stesso tempo, però, l’acqua è sprecata, sporcata, ignorata e dimenticata forse più di qualunque altra risorsa naturale.» di M. Fontana, “L’acqua, natura, uso, consumo, inquinamento e sprechi”, Editori riuniti, 1984. come spiegato da Fontana, l’unica causa del problema è proprio l’uomo che, incurante delle conseguenze ha da sempre pensato solo ed esclusivamente al suo benessere cercando la via più breve per raggiungerlo. È importante sapere che l’ONU ha imposto un limite minimo di diritto all’acqua per ogni essere umano di quaranta litri, e che in media un africano ha accesso a dieci litri d’acqua al giorno contro i quattrocentoventicinque di un nordamericano. Questi dati, fornitici da “la Repubblica” del 15 marzo 2003, rendono perfettamente l’idea della quantità d’acqua sperperata dai paesi del nord del mondo che «si sono abituati all’idea che risorse essenziali per la vita e per le attività economiche e produttive, come l’acqua, siano inesauribili, a portata di mano, sempre disponibili.», come ci ricordano gli “Atti della Giornata mondiale per l’alimentazione 2002”. In questo campo nulla deve essere dato per scontato, tanto meno dagli abitanti dei luoghi più sviluppati che, al contrario, devono rimboccarsi le maniche, progettare e mettere in atto dei rimedi che non lascino peggiorare la situazione, già abbastanza critica. Infatti, secondo le previsioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, nel 2025 (tra soli 17 anni) due persone su tre potrebbero non avere sufficienti risorse per vivere. I progetti formulati per ora e destinati ad essere in breve messi in atto sono pochi; ad esempio costruire due acquedotti paralleli nelle abitazioni, uno di acqua potabile ed uno no, destalinizzare l’acqua salata (anche se la qualità non sarebbe ottima ed il processo molto costoso); tutto sta però nel realizzarli, o almeno cercare di farlo. Quel che è certo è che alcuni grandi uomini famosi e carismatici si stanno impegnando e adoperano il loro potere per informare la gente tramite gli influenti media, che in qualche forma arrivano sempre in tutte le case ed all’orecchio di ciascuno di noi. Se ogni persona nel proprio piccolo si impegnasse almeno un po’, di certo ciò aiuterebbe, anche se non a risolvere il problema, sicuramente ad alleviare le conseguenze e cercare di evitare future catastrofi.
TEMA
Saggio breve
Destinazione editoriale: fascicolo scolastico di ricerca
Titolo: H2o : dominio per la vita
La terra sta attraversando un periodo di declino e, come si è visto nel corso della storia, la sua linea di sviluppo è molto altalenante. Queste fasi sono dovute a molti fattori e uno di questi riguarda ogni individuo della Terra: l’acqua. Essa è indispensabile e inalienabile per la vita del pianeta e non a caso i 2/3 del pianeta è ricoperto da acqua. Oggi gli scienziati fanno molto lavoro per scoprire tutto su questa molecola tanto semplice da imparare quanto difficile nello studio dei suoi aspetti. Nell’ultimo secolo le cose sono cambiate: lo 0,08% soltanto è a disposizione degli umani e questa risorsa, se non rispettato il suo ciclo, è esauribile, mentre come si fa notare in “Atti della giornata mondiale per l’alimentazione 2002” la società contemporanea si è abituata all’idea che “risorse come l’acqua, siano inesauribili, a portata di mano, sempre disponibili”. Noi ci rendiamo conto che questa risorsa naturale è divenuta limitata a causa dello sviluppo industriale eccessivo, e richiede il 22% dell’acqua disponibile, e della superficialità degli Stati circa gli sprechi eccessivi. Quest’ ultimo problema riguarda in primo piano l’Occidente e in particolare l’Italia, che deve intervenire per salvaguardare questo bene prezioso e ridurre i fabbisogni idrici ancora alti rispetto al resto d’Europa. Come riferisce M. Marzagora nell’articolo”Un patto sul colore dell’acqua” del 5 gennaio 2003, “ In molte parti del mondo l’acqua è marrone, sporca di fango, portatrice di funghi e batteri, quindi di malattie e di morte”.
Con questo si capisce che quello che per qualcuno è vita per altri è causa di morte e ciò dovrebbe far riflettere “i potenti” del mondo sviluppato sulla necessità di diminuire i consumi e ridurre drasticamente gli sprechi. Questo problema potrebbe essere risolto anche cercando di distribuire in modo omogeneo l’acqua in tutte le zone del pianeta evitando morti di bambini e guerre per il dominio di questa importante risorsa come accade in Siria e Turchia per l’acqua dell’Eufrate, tra Israele e Libano e in diverse zone dell’Africa,in relazione a quanto ci riferisce” La stampa-Specchio” del 22 marzo 2003. A volte da parte di alcuni c’è scetticismo sulla mancanza dell’acqua, e vengono sottovalutate le conseguenze reali che si potranno verificare in futuro se non si interviene subito. Intanto come riferito in “ Atti della giornata mondiale 2002” l’acqua diventerà sempre più un bene prezioso ed insostituibile, anche raro. In seguito la scarsa quantità di acqua porterà numerose morti ( ogni anno muoiono 2,2 milioni di persone dovute all’acqua contaminata) soprattutto nei Paesi poco sviluppati, come Burundi, Niger, Etiopi, poi ci sarà un drastico cambiamento del paesaggio naturale con l’avanzamento della desertificazione( In Italia il 27% della superficie) e l’estinzione di numerose specie animali e vegetali. Infine la mancanza di acqua porterà un dissesto nell’ equilibrio naturale con il cambiamento climatico e la scomparsa parziale delle stagioni. Alcune di queste possibili conseguenze possono essere evitate con immediati accorgimenti che ognuno di noi prenderà come impegno per il futuro. La prima e più importante accortezza è quella che l’acqua non deve essere sprecata, sporcata, ignorata e dimenticata, come dice M. Fontazza in “L’acqua, natura, uso, consumo, inquinamenti e sprechi”.
Siccome l’acqua è un problema affrontabile su scala locale bisogna iniziare dagli sprechi più piccoli, come le perdite delle tubature degli acquedotti o come le inefficienze in agricoltura.
Poi ci sono gli sprechi evitabili da tutti noi, cioè quelli nell’uso domestico di tutti i giorni in cui ci serviamo del 8% dell’acqua disponibile. Secondo me, se gli individui dei paesi più sviluppati si “ svegliassero tutto il pianeta potrebbe riceverne dei benefici. In conclusione sono d’accordo con quanto riferito in “Atti della giornata mondiale per l’alimentazione 2002” cioè che “ l’acqua non dovrà essere un fattore di incertezza o, nel caso delle catastrofi, minaccia per la popolazione mondiale, anche nei luoghi dove il clima favorevole, le piogge, l’innevamento, l’alternarsi delle stagioni l’hanno resa abbondante”
Allarme acqua! Una semplice formula chimica fondamentale per la vita
Negli ultimi anni abbiamo notato che una risorsa naturale di vitale importanza è l’acqua.
L’acqua, come abbiamo potuto trarre dal saggio di Ball edito da “Rizzoli” nel 2000 ,è un composto liquido a prima vista molto semplice, due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, ma in realtà sono estremamente importanti per la nostra vita. Infatti l’allarme acqua mette in crisi molte persone, visto che in questo periodo ci sono molti fattori di riduzione di questa disponibilità sul pianeta. Questa crisi è dovuta alle nostre abitudini e all’uso che ne facciamo.
La maggior parte di essa viene utilizzata in agricoltura,circa il 70%, e per non sprecarla bisognerebbe ripristinare le forme di agricoltura più antiche, utilizzare un buon metodo di irrigazione, un’irrigazione a doccia a bassa tecnologia. La quale conduce l’acqua direttamente alla radice e consente di evitare gli sprechi. In questo modo si potrebbe migliorare la distribuzione irrigua,evitando delle disperzioni per evaporazioni o infiltrazione.
Il 22% viene utilizzato nell’ambito industriale. Questo uso è molto grave soprattutto per l’impatto inquinante con sostanze e materiali non biodegradabili. Invece in base ai dati tratti dalla “Repubblica” del 2003 l’utilizzo dell’acqua per usi domestici è solo dell’8%. Nelle nostre azioni quotidiane consumiamo molta più acqua del necessario e se continuiremo in questo modo nel 2025,l’acqua potrebbe essere insufficiente per due persone su tre. Anche dei semplici e piccoli nodi di risparmio potrebbero migliorare la vita a molte persone. Nel Terzo Mondo è difficile da affrontare il punto per la costruzione di un acquedotto. Al contrario dei paesi più ricchi,i quali potrebbero trovare facilmente una soluzione con gli acquedotti paralleli: uno con acqua di prima qualità per l’uso alimentare e un altro con acqua più scadente per altre destinazioni. Tutti noi potremmo riciclare l’acqua per innaffiare le nostre piante, non tagliere l’erba troppo corta, perché quella più altra necessita di meno acqua, mettere uno strato di foglie secche alla base delle piante da giardino per evitare che la terra si asciughi troppo presto e per mantenere l’umidità al suolo. Nel momento in cui è una risorsa limitata e per il futuro è già motivo di preoccupazioni, con delle piccole azioni potremmo migliorare lo sviluppo per la nostra vita,la salute,le città,le campagne,l’agricoltura e per una sana alimentazione.
Una volta riusciti a diminuire gli sprechi locali,si potrà avere un’acqua meno inquinata dalle contaminazioni e quindi un’acqua pura che potrebbe risparmiare delle malattie o la morte.
La depurazione deve essere effettuata con un processo biologico a fanghi attivi con digestione anaerobica a bacini combinati in modo che l’acqua utilizzata non sia contaminata. Le acque reflue urbane industriali contengono i residui delle sostanze che l’uomo utilizza e questi residui modificano la qualità dei corpi idrici che le ricevono,ci troviamo di fronte al fenomeno detto “inquinamento delle acque”. Un primo grado di inquinamento è quello che si verifica per cause naturali.Un secondo grado di inquinamento,leggermente più alto, è quello in cui l’acqua, ricevendo dall’esterno sostanze inquinanti, presenta caratteristiche da poter essere depurata naturalmente senza l’intervento dell’uomo. Per finire c’è il terzo grado di inquinamento,che è quello in cui il contenuto delle sostanze inquinanti è tale da non poter essere eliminato naturalmente. A volte può essere riciclate le acque reflue trattate perché sono ricche di nutrienti e possono fornire tutto l’azoto e molto fosforo e potassio per la normale produzione agricola alimentare.
Rimuovendo le contaminazioni,rendono più pura l’acqua e potremmo risolvere una delle cause che provocano anche la morte. Bosogna riuscire a riflettere sulla carenza d’acqua che è una delle minacce ambientali più serie, e che stiamo usando più acque di quanto la terra può darci.
Marianna Pierucci
NON TUTTI LO SANNO
L’acqua è una risorsa ambientale che la terra ci mette a disposizione, è esauribile ma al tempo stesso rinnovabile attraverso il suo eterno ciclo: evaporazione, condensazione, precipitazione, infiltrazione, ruscellamento e traspirazione.
La distribuzione sulle terre emerse non è del tutto uniforme: alcune parti sono ricche di precipitazioni, bacini fluviali e laghi, mentre alcune aree sono aride, semiaride o addirittura desertiche.
Il fabbisogno e il consumo di questa risorsa idrica assai importante dipendono da vari fattori: dal numero d’abitanti, dal livello d’urbanizzazione e dal livello di sviluppo economico. Infatti, più alto è il tenore di vita e maggiore risulta il consumo. Nei paesi economicamente sviluppati in cui questa ricchezza è scarsa, se è possibile, sono costruiti impianti di desalinizzazione delle acque marine, dighe per la raccolta, efficienti canalizzazioni per il trasporto e moderni impianti per la distribuzione, in quanto l’acqua è la condizione necessaria, la fonte, la matrice della vita e senza questa sostanza non ci sarebbe alcuna forma d’esistenza sulla terra.
Gli uomini non si accorgono del bene prezioso che hanno tra le mani, infatti, com’è riportato in “Atti della giornata mondiale per l’alimentazione 2002” la società contemporanea è abituata all’idea che risorse essenziali per la vita e per le attività economiche e produttive, come l’acqua, siano inesauribili, a portata di mano, sempre disponibili, ma non tutti sanno che questa fondamentale risorsa è limitata ed in alcune situazioni inizia a scarseggiare. A proposito di questo Fontana afferma che il destino dell’acqua è veramente strano: se un essere umano n’è privato per pochi giorni, muore, senza di essa niente può vivere, crescere, produrre.
Negli ultimi 50 anni la disponibilità d’acqua è variata sensibilmente.
Se gli attuali modelli di consumo nei vari paesi resteranno invariati, la situazione è destinata a peggiorare. L’editoriale “La Repubblica” del 15 Marzo 2003, ci fa presente che già oggi un sesto della popolazione mondiale non ha accesso ad acque sicure, il 40% non dispone di impianti igienici adeguati ed ogni giorno 5000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata. Si stima che l’80% di tutte le malattie diffuse nel mondo in via di sviluppo sono dovute da acqua non potabile ed impianti igienici non adeguati, su mille e quattrocento chilometri cubi d’acqua sul nostro pianeta, solo, l’0.08% è a disposizione degli esseri umani: altro dato preoccupante è che il 27% dell’Italia è a rischio desertificazione, vale a dire un progressivo inaridimento di una zona di terreno, in precedenza fertile a causa della negativa evoluzione delle condizioni climatiche e dell’impoverimento chimico del suolo.
A tutto ciò bisogna porre dei rimedi, di questo si occupa una comunità internazionale, il cui obbiettivo è quello di dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non dispongono di un accesso sicuro all’acqua potabile. Per attuare una corretta politica delle acque è necessario ridurre gli sprechi nelle reti di distribuzione, sensibilizzare l’opinione pubblica al risparmio e al controllo dei consumi e riutilizzare le acque recuperandole all’uso attraverso processi di riciclo.
Per richiamare ancora più fortemente il pubblico, i mass-media e i sistemi d’informazione e il 22 Marzo di ogni anno organizzano una giornata a favore dell’acqua.
RAGAZZI & RAGAZZE….IL 22 MARZO è VICINO….MI RACCOMANDO PARTECIPATE!