RISERVA DEL SAN VICINO: LE LACRIME DI COCCODRILLO DEI SINDACI

Leggiamo sbalorditi il comunicato stampa n. 368 sulla Riserva naturale del Monte san Vicino e del Monte Canfaito diffuso lo scorso 3 dicembre dall’Ufficio Stampa del Comune di San Severino Marche a nome del sindaco Martini e del sindaco di Apiro Novelli.
Siamo sbalorditi dalla superficialità delle affermazioni fatte sul comportamento di non meglio identificate “associazioni ambientaliste” che, nella vicenda, sarebbero cadute in trabocchetti orditi da chissà quale esponente politico in campagna elettorale. Se i sindaci sanno qualcosa su presunti interessi politici e di privati come si afferma nel loro comunicato stampa che parlino, altrimenti è meglio che si astengano da generiche affermazioni e soprattutto trattengano le ingiustificate lacrime di coccodrillo affermando che “non è questa la soluzione che il territorio si aspettava” per l’esclusione dell’abitato di Elcito.
Leggendo il comunicato, appare evidente che il sindaco Martini dimostra di non sapere un sacco di cose relativamente alla riserva.
Soprattutto non sa, o finge di non sapere, che i tanto vituperati ambientalisti avevano per primi richiesto di includere nella perimetrazione il castello di Elcito (si veda Il Resto del Carlino del 13 marzo 2008), nel quale avevano intravisto la possibilità di collocare la sede operativa della riserva. Nel memoriale depositato in occasione dell’audizione della nostra associazione in IV Commissione consiliare, il 26 marzo dello scorso anno, si legge: “Non possiamo dimenticare l’enorme patrimonio ambientale rappresentato dalla plurisecolare faggeta del pianoro di Canfaito (che ospita tra l’altro un esemplare di faggio di circa 500 anni), il comprensorio del Monte San Vicino comprendente il castello di Elcito e l’abbazia di Valfucina, l’incontaminata Valdiola, teatro di sanguinose guerre partigiane e sede dell’antica abbazia di Roti”.
A nostro avviso, in questi anni, la scelta del sindaco settempedano di farsi rappresentare negli incontri con gli altri enti (Regione, Provincia e Comunità montana) dal presidente del Consiglio Comunale, dichiarato cacciatore, non è stata la scelta giusta per permettere al Comune di San Severino di rivestire il ruolo da protagonista che tutti noi auspicavamo nella vicenda dell’istituzione della riserva. Tale ruolo andava ricoperto dalla più autorevole presenza del sindaco Martini o, in alternativa, quella dell’assessore con delega all’ambiente.
Altro aspetto a noi poco chiaro è che a tre giorni dalla discussione della riserva in consiglio regionale, sabato 21 novembre, il sindaco ha convocato un’urgentissima giunta straordinaria con un unico punto all’ordine del giorno: il varo di una delibera per chiedere il rinvio dell’approvazione della riserva. Tale rinvio, che in consiglio regionale era già stato richiesto dai consiglieri Lippi e Bugaro, avrebbe comportato il definitivo affossamento del progetto di legge, visto che a gennaio il consiglio cessa la sua attività e le sedute sono tutte ormai impegnate per l’approvazione del bilancio. Della riserva non se ne sarebbe fatto nulla e il progetto di legge a gennaio sarebbe decaduto.
Le accuse a noi ambientalisti, che ci siamo sempre tenacemente battuti per l’istituzione della riserva insieme all’ANPI, sono incomprensibili come sono per noi ignoti gli interessi politici che lo stesso Martini richiama e che sarebbero dietro alla vicenda.
Detto questo, non è nostra intenzione alimentare quella che sarebbe solo una sterile polemica, ma chiediamo che Martini e Novelli recedano dall’ eventuale proposito di fare ricorso contro la Riserva, ma se sono veramente interessati a questo progetto, da oggi stesso, adottino atti amministrativi da sottoporre al Comitato di Indirizzo, che presto sarà istituito nella Comunità Montana di San Severino, volti ad ampliarne i confini, includendovi tutte quelle aree di pregio che ne sono state immotivatamente escluse come Elcito, Canfaito e la spettacolare forra del Crino. Ci dimostrino la buona volontà; noi ambientalisti saremo, come sempre, lealmente al loro fianco.

Circolo “il Grillo” Legambiente San Severino

Approfondimenti:
comunicato Legambiente del 2-12-2009
comunicaco WWF

Diga sul Rio Capo D’acqua, siamo ad una svolta decisiva

“Provvedimento interlocutorio negativo relativo alla compatibilita’ ambientale della diga sul Rio Capo D’Acqua in localita’ Bivio Ercole e opere di gronda in comune di Fiuminata, presentato dal Consorzio di bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, in Macerata.” con questa intestazione la gazzetta ufficiale n.262 del 10 novembre 2009 sembra porre una pietra tombale, un no definitivo, all’iter procedurale per la costruzione della diga sul rio Capo D’acqua, un’altra battaglia a favore dell’ambiente, contro sprechi inutili dovrebbe essere definitivamente vinta. Il condizionale è d’obbligo visto che l’iter sembrava chiuso, positivamente per la nostra battaglia, già lo scorso anno, ma,  sicuramente per  inevitabili lentezze burocratiche (!?!?),  solo in questi giorni abbiamo una comunicazione ufficiale di quel no alla diga tanto atteso. Occorre comunque ancora vigilare perchè sul sito del ministero dell’ambiente l’iter del VIA per la diga non è ancora stato aggiornato e risulta ancora in fase di istruttoria. 

Salvalarte 2009:il duomo svelato

locandina duomoCari amici del circolo “Il grillo” è con immenso piacere che vi segnalo l’iniziativa in oggetto, un appuntamento da non mancare domenica 8 Novembre nella piazzetta di castello al monte dalle ore 9,30 fino alle
13,00: Salvalarte 2009.
Ogni anno all’iniziativa in questione il nostro circolo risponde presente, ma la novità importante è che  Salvalarte 2009 riapre le porte del Duomo antico di Castello, l’antica Chiesa molto cara ai settempedani che  ospita il corpo del patrono,  rimasta  chiusa causa restauri per moltissimo tempo.
Il cantiere tutt’ora aperto non ci permetterà di visitare tutto l’edificio ma un parte, sufficiente però per ammirare di nuovo la bellezza del Duomo con il suo prezioso organo e il coro ligneo.
Vi invito caldamente a partecipare all’iniziativa e a divulgare la notizia ad amici e parenti, si tratta di un’occasione un’unica da non perdere, anche perché ci sarà la possibilità di visitare gratuitamente il museo civico e la pinacoteca comunale.
Inoltre l’associazione “arcieri di San Severino”  ci intratterrà con il loro spettacolo di tiro con l’arco mentre  ad allietare i nostri palati ci penseranno gli amici dell’associazione “i tesori di San Severino” con degustazione di prodotti tipici.

il presidente del circolo
Francesco Filegi

Convegno di studi “Insieme per prenderci cura”

invito_fronteConvegno di studi che verrà ospitato sabato 24 ottobre, con inizio alle 9,  presso la sala Sisto V di viale Bigioli a San Severino Marche. L’incontro è promosso dall’Avulss S.Severino , in collaborazione e con il patrocinio del Centro Servizi per il Volontariato, del Comune, dell’Hospice della zona territoriale n.10 dell’Asur Marche, del locale comitato della Croce Rossa Italiana.

foto Hospice interno

foto: interno Hospice S.Severino

Sarà introdotto dal presidente nazionale dell’Avulss, Franco Belluigi, che parlerà del ruolo del volontariato nell’accompagnamento dei malati terminali e dell’evoluzione e del cammino dell’Avulss dalla sua fondazione ad oggi. A seguire sono previste le relazioni di Sergio Giorgetti, chirurgo, oncologo e palliativista, sulle sulle esperienze dell’Unità di Cure Palliative della zona territoriale 10 dell’Asur Marche, Stefania Dottori, psico-oncologa, sulle aspettative, il primo impatto ed i primi risultati dell’Hospice di San Severino, e Giuliana Masera, infermiera e docente all’UniParma, sulle vicinanze e le lontananze nei gesti di cura.
 Dopo la  pausa pranzo i lavori  riprenderanno nel pomeriggio con alcune dimostrazioni pratiche delle tecniche di massaggio e rilassamento. A seguire ci saranno gli interventi di Umberto Rocchi, sociologo ed esperto in aromaterapia ed aroma massaggio, sulla voce dei morenti e l’aromaterapia “con-tatto”, e di Laura Sartori, esperta di tecniche di massaggio shiatsu, sul concetto di salute tra oriente ed occidente.

A chi pensa che il limite non sia una linea di confine ma un traguardo da spostare

TicàBarcellona1Il circolo Legambiente “il grillo” di San Severino Marche si complimenta vivamente con Emanuele Ticà, pattinatore settempedano, che il 23 Luglio scorso ha portato a termine un’altra sua grande impresa, percorrendo i quasi 1000 Km che separano Genova da Barcellona con solo un paio di pattini ai piedi.
Non nuovo a queste sfide, l’atleta ha percorso tappe di circa 80 km al giorno attraversando Francia e Spagna con le insegne del cigno verde di legambiente sulle spalle.
Legambiente Marche ha sponsorizzato, insieme ad altri, quest’impresa che ha il sapore della sfida, nella ricerca del limite dell’uomo, come Emanuele stesso ha sottolineato nella dedica:
“A chi pensa che il limite non sia una linea di confine ma un traguardo da spostare” e poi ancora “a zia Ivana, alla mia famiglia, a Moma, Ale, Chiara, ai compagni di Accademia, ai marinai, ad Edoardo Filippo ed ai suoi amici, a Stefano, agli sponsor, ai Roces neri ed agli automobilisti che non mi hanno investito”.

TicàBarcellona

CENTRALE TURBOGAS DI SAN SEVERINO. DAL NO DEL MINISTERO BISOGNA RIPARTIRE IN QUESTI TERRITORI PER PUNTARE FINALMENTE SULLA CREAZIONE DI CENTRI AVANZATI NELLO SVILUPPO DI QUANTO PREVISTO DAL PEAR

Bene il decreto ministeriale del dipartimento energia che nei giorni scorsi ha espresso parere negativo alla realizzazione della centrale Turbogas di Berta con conseguente blocco dell’iter autorizzatorio.
Bene la collaborazione tra i cittadini e i Comuni di San Severino, Pollenza, Treia, Tolentino, Provincia di Macerata e Regione Marche, associazioni ambientaliste con Legambiente in prima fila e associazioni di categoria, tra cui va ricordato il determinate contributo di Coldiretti e Cia, che ha portato a questo importante risultato.
“Ma ora- ha detto Luca Cristini del circolo il Grillo di San Severino Marche e Luigino Quarchioni presidente di Legambiente Marche- bisogna imboccare con decisione la strada delle energie rinnovabili anche nel nostro territorio, come sta accadendo un po’ in tutta Europa, puntando a fare dei comuni che si sono così fortemente battuti contro questo gigantesco impianto a Berta, una sorta di punti avanzati nell’applicazione di quanto previsto dal PEAR. La nostra battaglia contro la Turbogas di Berta è così solo una tappa verso un obiettivo più ambizioso e non una sola contestazione Nimby (acronimo inglese che sta per “Non nel mio giardino”), come qualcuno ha tentato più volte di classificarla con l’evidente tentativo di screditarne la portata.”

Un iter, quello della Turbogas di Berta, che, cominciato 5 anni fa, ha rappresentato soltanto un esempio dei diversi impianti autorizzati in tutta Italia “grazie” al cosiddetto decreto “sbloccacentrali” (Decreto Marzano n.55/1992), secondo il quale per le centrali al di sopra di una certa potenza, basta presentare il progetto al Ministero, previa approvazione di un ente locale disponibile, per far partire tutte le verifiche del caso.

Legambiente in questa vicenda si è schierata sin da subito dalla parte dei cittadini e ne ha rivestito un ruolo fondamentale nel Comitato contribuendo all’organizzazione di numerosissime iniziative pubbliche compresa la raccolta di oltre 11.000 firme, il cui peso è stato fondamentale persino nell’approvazione dello stesso PEAR, che pone oggi le Marche tra le regioni più avanzate del nostro Paese.
I residenti della zona interessata si sono mostrati decisi e determinati a difendere i valori del proprio territorio da grandi impianti come questo, che avrebbe sicuramente snaturato e modificato una vallata in cui le tradizionali attività agricole vengono affiancate da agriturismo, turismo rurale, produzioni biologiche, produzioni certificate e con presenze storico culturali di tutto rilievo, dal sito piceno e castello di Pitino all’abbazia di Rambona (tanto per citare le più importanti).

Luca Cristini

Il Presidente si sposa!

Auguroni al Presidente Francesco Filegi che oggi compie il grande passo.
Tutti gli amici del circolo festeggaiano il grande giorno con un abbraccio a Francesco e Cristina

Abruzzo: in lotta contro il tempo per il patrimonio culturale

1200 edifici monumentali danneggiati fino a sabato mattina, con nuove segnalazioni in continuo arrivo. Dopo il tragico conteggio delle vittime umane, che ha toccato così pesantemente tutte le nostre coscienze, la poderosa macchina della Protezione Civile ha iniziato ad affrontare altri bilanci: case, edifici pubblici, infrastrutture, monumenti e beni storico artistici.

Emergenza beni culturali abruzzo 2009

La marea di dati arrivano alla Direzione Comando e Controllo, centro di coordinamento di tutte le funzioni di emergenza. La DiComaC è dentro la scuola della Guardia di Finanza a Coppito, a pochi chilometri da L’Aquila, in una grande palazzetto dello sport che fronteggia la triste piazza d’armi ove sono state allineate le decine di bare per le esequie di stato.
La grande palestra è realizzata in una struttura reticolare d’acciaio, che, come una gigantesca balena, beccheggia senza scomporsi affrontando le frequenti onde sismiche. Sicura, enorme, al suo interno lavorano centinaia di persone in tavoli operativi, ognuno con una specifica missione: Vigili del Fuoco, enti locali, volontariato, forze dell’ordine, Anas, operatori della telefonia, Dipartimento nazionale della protezione civile. Tutti insieme, tutti all’occorrenza pronti a coordinarsi per qualsiasi intervento d’emergenza. Così funziona la macchina, secondo una procedura verticistica che, in omaggio al grande condottiero, si chiama “metodo Augustus”.
Il tavolo che coordina i nostri gruppi d’azione è il 15: “Funzione beni culturali”. Vi siedono Soprintendenti, membri del Dipartimento nazionale, i Carabinieri TPC e i volontari di Legambiente, gli unici per ora autorizzati ad intervenire in questo settore.
Nei giorni scorsi mi sono trovato a coordinare le operazioni di alcune squadre di volontari in azione per mettere in sicurezza parte dei migliaia di beni contenuti in questi grandi contenitori feriti. Un’esperienza formidabile, irripetibile, unica. Colpisce ed emoziona chi, pur avendo perso tutto, fors’anche persona cara, gioisce nel vedere rispuntare dalle macerie di una chiesa qualche frammento della statua del santo patrono, qualche brandello di una tela dipinta: elementi di una forte identità che lega ancora le persone e fa loro affrontare le prove più dure. Abbiamo visto piangere e implorare la Soprintendenza affinché non portasse via una Madonna lignea alla quale la popolazione è particolarmente devota; forse proprio davanti a quel simulacro il papa sosterà in preghiera il prossimo 28 aprile. Non dimenticherò più la gioia di suor Rosa Maria, vicaria delle Clarisse di Paganica ora ospitate a Pollenza, nel vedere di nuovo le carte e i libri dell’archivio del monastero. Il terremoto ha portato via loro la badessa, ma loro sono pronte a rimboccarsi le maniche forti nella strada della fede.
Con la stessa passione, con lo stesso impegno, ho visto lavorare senza sosta alcuni formidabili ispettori della Soprintendenza che, tra mille difficoltà anche materiali, sono al lavoro da giorni in una lotta contro il tempo per salvare le oltre tremila opere contenute nel forte spagnolo de L’Aquila; i solai superiori sono ogni momento di più a rischio di crollo. Al loro fianco sono i Vigili del Fuoco, che sembrano farsi beffa del pericolo, con un’apparente incoscienza che deriva invece da una mostruosa preparazione.
Un’esperienza eccezionale: non vedo l’ora di ripartire.

Luca Maria Cristini

L’ARCHITETTO LUCA CRISTINI NELLA “TASK FORCE” PER IL PATRIMONIO CULTURALE D’ABRUZZO

· Il Circolo “il Grillo” di Legambiente è sempre in prima linea nelle emergenze sui ben culturali;
· Proprio a San Severino nel 2000 si è tenuto il primo corso nazionale per la formazione di volontari di protezione civile del patrimonio culturale ;
· Questa esperienza ha anche l’obbiettivo di far nascere un nucleo di volontari specializzati all’interno del gruppo comunale di San Severino.

Anche dal Circolo “il Grillo” di Legambiente San Severino partono i volontari per la Task Force sicurezza il martoriato patrimonio culturale d’Abruzzo.
cristinibertolasoL’architetto Luca Cristini è partito stamattina per L’Aquila, chiamato ad unirsi al Gruppo di Protezione Civile Beni Culturali di Legambiente Marche che da ieri sta affiancando tecnici delle Soprintendenze e Carabinieri del nucleo TPC nel difficile compito di mettere in sicurezza il patrimonio culturale abruzzese dopo gli eventi sismici della scorsa settimana.
Terminato il prioritario impegno per il salvataggio delle vite umane, la macchina organizzativa del sistema nazionale di protezione civile ha attivato le altre attività, tra cui proprio quella di messa in sicurezza del rilevante patrimonio di opere d’arte contenuto in chiese, musei, edifici storici danneggiati.
Proprio in un corso e un’esercitazione a San Severino organizzati nel 2000 in collaborazione con il Circolo locale di Legambiente in seguito al sisma Marche-Umbria, sono nate le prime squadre in Italia nella protezione civile dei Beni Culturali, già operative nell’emergenza bomba di Vicenza nel 2001, in Molise nel 2002, nell’emergenze delle alluvioni nel Piemonte e al Teatro Vaccaj di Tolentino, lo scorso anno.
Nello scorso dicembre Luca Cristini ha tenuto una lezione generale sugli interventi di messa in sicurezza del patrimonio culturale nell’ambito del primo corso di formazione del Gruppo di Protezione Civile comunale di San Severino. L’obiettivo è organizzare quanto prima un corso di specializzazione nascere all’interno del numeroso gruppo di volontariato locale un nucleo di operatori specializzati in questo delicato settore d’intervento.
L’esperienza abruzzese servirà anche a questo.

Circolo “Il Grillo” Legambiente San Severino Marche

Nella foto: Luca Cristini con il direttore del Dipartimento nazionale Bertolaso

Il patrimonio culturale cade a pezzi

IL PATRIMONIO CULTURALE CADE A PEZZI

chiesa_san_michele1· Dopo la chiesa di San Domenico e quella del Borgo Conce, un altro crollo in pochi mesi minaccia un’altra chiesa settempedana;
· Una parte della copertura della piccola chiesa di San Michele, progettata nel 1830 da Ireneo Aleandri è crollata;
· La piccola cappellina è parte dell’eredità Tassoni ancora oggi al centro di una vertenza interminabile.

san-michele-totLa chiesa, che è stata oggetto della campagna di “Salvalarte 2004” promossa dalla nostra associazione, è stata progettata nel 1830 dall’architetto settempedano Ireneo Aleandri, notissimo autore dello Sferisterio di Macerata, del teatro Nuovo di Spoleto, del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno e del Ferocia di San Severino ed è stata dichiarata di “Importante interesse” con decreto del 2004 in occasione delle celebrazioni dell’autore promosse dalla Provincia di Macerata.

La chiesa, esclusa da ogni finanziamento per il restauro post sisma, è parte della ricca eredità Tassoni, ancora oggi al centro di un contenzioso tra le parti che ne rivendicano l’assegnazione.
Già all’epoca del nostro interessamento la chiesa versava in gravi condizioni e il nostro allarme si alzò segnalando che il progresso del degrado ne avrebbe messo rischio la conservazione.

Il “Progetto Aleandri” del 2004 che vide tra gli enti partecipanti anche la Soprintendenza per il patrimonio Architettonico delle Marche, fu anche l’occasione per far estendere sulla chiesa un vincolo come importate testimonianza progettuale del celebratissimo architetto Aleandri. Al convegno di Salvalarte prese parte la stessa Soprintendente dalla quale si ebbe l’assicurazione che sarebbe stata inviata al più presto una nota al tribunale di Macerata per sollecitare il restauro della Chiesa “che presenta evidenti infiltrazione d’acqua in più punti dalla copertura, oltre uno scalzamento del terreno fondale che ne minaccia la stabilità di alcune parti”.
Da allora sono ormai passati cinque anni e il tetto della chiesa è in questi giorni in parte crollato senza che nessuno si sia più interessato alla questione. Il nostro Circolo ha provveduto stamattina ad inviare una segnalazione al Comune di San Severino, alla Direzione Regionale del Ministero dei Beni Culturali e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ancona con l’auspicio che si possa intervenire immediatamente scongiurando altri danni.

Resta solamente la speranza che questo ennesimo colpo ad un edificio così importante possa far riflettere sulla condizione nostro patrimonio culturale, per la cui tutela in questi giorni si stanno lanciando appelli da più parti.

“Il Grillo”